POZZOLENGO, 16 ottobre 2026 — Tre chilometri e 900 metri a nuoto, 180 chilometri in bicicletta e 42,195 chilometri di corsa. È la durissima sfida dell’Ironman di Cascais, in Portogallo, che vede protagonista Andrea Bonomelli, trentasettenne presidente della Comunità Lautari. Una prova estrema del triathlon affrontata non solo per inseguire un traguardo sportivo personale, ma soprattutto per lanciare un messaggio forte e chiaro ai ragazzi che ogni giorno affrontano un percorso di recupero dalle dipendenze.
La preparazione per questo appuntamento è iniziata già a gennaio, scandita da mesi di sacrifici, distanze crescenti e allenamenti intensi

tra il Garda e il Mincio, capaci di conciliare l‘impegno atletico con la vita quotidiana. Bonomelli ha sottolineato come la fatica, la disciplina e la gestione delle energie rappresentino una metafora della vita stessa e del difficile cammino di rinascita intrapreso dai giovani della comunità. Lo sport, spiega, diventa uno strumento educativo fondamentale per darsi obiettivi concreti, rispettare gli impegni e comprendere che i risultati si raggiungono soltanto con la costanza e la determinazione.
Sulle strade portoghesi, affrontando oltre 226 chilometri complessivi tra le tre discipline, l’obiettivo principale resta quello di tagliare il traguardo, trasformando ogni sforzo in uno stimolo per i ragazzi della Lautari a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, dimostrando che quando un traguardo sembra irraggiungibile bisogna cominciare a lavorarci un passo alla volta.




