VARESE – Si è conclusa stasera, nella prestigiosa cornice della Sala Napoleonica delle Ville Ponti a Varese, la XXXVIII edizione del Premio Chiara. La vittoria finale è andata a Francesca Scotti con la sua raccolta di racconti “La stagione delle case vuote” (Hacca). L’autrice si è aggiudicata il primo posto ottenendo 58 voti validi dalla Giuria popolare, superando di misura Gianni Biondillo con “La tempesta perfetta e altre storie” (Guanda), che ha raccolto 55 voti, e Marco Malvaldi con “L’uomo vestito di arancione” (Sellerio), fermatosi a 34 voti.
L’opera vincitrice indaga le inquietudini nascoste nella vita di tutti i giorni, esplorando storie di case, corpi e relazioni segnate da assenze, trasformazioni e fratture talvolta quasi impercettibili. Subito dopo la proclamazione, Francesca Scotti ha condiviso la propria emozione spiegando di cambiare continuamente a seconda dello stato d’animo, entrando in sintonia con i propri personaggi e
La serata ha visto anche la celebrazione del Premio Chiara Giovani, riservato ai ragazzi tra i 15 e i 20 anni provenienti da tutta Italia e dalla Svizzera italiana. A trionfare è stata Carolina Reguzzoni, ventenne di Busto Arsizio e studentessa all’Humanitas University, che ha conquistato la giuria con un racconto sul tema “Gioco”, imponendosi su oltre 150 concorrenti e 24 finalisti. Spazio anche al Premio Chiara Inediti, con l’intervento del vincitore Luca Astone, che si è aggiudicato la pubblicazione della propria raccolta “Il deposito delle metamorfosi” con l’editore partner Copia Unica.
La cerimonia è stata caratterizzata da intensi momenti di commozione dedicati a figure fondamentali per la storia della manifestazione. In particolare, è stato rivolto un affettuoso tributo a Bambi Lazzati, storica direttrice e anima del Premio Chiara, scomparsa nel dicembre 2025. Ricordata come un’instancabile promotrice culturale capace di fare del Premio un punto di riferimento ben oltre i confini del Varesotto, la sua eredità è stata celebrata come una promessa d’impegno nel continuare a far crescere la manifestazione nel solco della sua visione. Non è mancato infine un ricordo di Pietro Macchione, editore e artefice instancabile del concorso dal 2010 al 2025.
La trentottesima edizione si chiude così riconfermando il valore del racconto come lente d’ingrandimento per comprendere il presente, custodire la memoria e immaginare il futuro, all’interno di un concorso che continua ad affermarsi come il giardino privileged della grande narrativa breve.

