BERGAMO, 20 OTTOBRE 2026 – Quanto siamo davvero consapevoli del legame profondo tra la biodiversità urbana e la nostra salute? Per rispondere a questa domanda e individuare soluzioni concrete, si è svolta oggi a Palazzo Frizzoni l’iniziativa “Dalla ricerca all’azione – Biodiversità, Salute Urbana e Territorio”, promossa dalla UNESCO Chair on Urban Health di Sapienza Università di Roma e dal Comune di Bergamo, con la collaborazione di Twig HCC. Una giornata di intenso confronto che ha riunito istituzioni, imprese, professionisti, associazioni e cittadini per tradurre l’evidenza scientifica in strumenti operativi a beneficio del benessere collettivo.
Il contesto di partenza mostra la rilevanza dell’argomento. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, le aree urbane producono circa il 60 per cento delle emissioni globali di gas serra e registrano temperature da 3 a 5 gradi più alte rispetto ai contesti rurali circostanti. Questa conformazione rende le città il principale epicentro di malattie croniche non trasmissibili, dalle patologie cardiovascolari all’asma, fino a tumori, diabete e depressione.
Come sottolinea Andrea Lenzi, Chairholder della UNESCO Chair on Urban Health, la salute di chi vive in città dipende dall’interazione di
fattori ambientali, sociali e comportamentali. Per questa ragione l’ambiente urbano diventa un laboratorio fondamentale per pianificare strategie di prevenzione. Creare un progetto su biodiversità e salute, con il coinvolgimento attivo dei vari interlocutori del territorio, rappresenta un investimento strategico per il futuro, mirato a realizzare un equilibrio osmotico tra la scienza e le comunità locali.
L’iniziativa si inserisce in un quadro di interventi già avviati dal Comune di Bergamo all’interno del Climate City Contract. Si tratta del patto promosso dalla Commissione Europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, una sfida che vede Bergamo tra le oltre cento città protagoniste. In questa direzione, l’amministrazione orobica ha scelto di concentrare gli sforzi sull’efficientamento energetico degli edifici comunali, sullo sviluppo delle comunità energetiche, sul teleriscaldamento e sul potenziamento del trasporto pubblico.
L’impegno per la sostenibilità passa anche attraverso una serie di azioni volte a valorizzare l’ecosistema cittadino, quali gli interventi di forestazione, la creazione di aree umide, il recupero di suolo tramite azioni di depaving, la gestione di orti urbani e la realizzazione del parco apistico. Come evidenzia Oriana Ruzzini, Assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde del Comune di Bergamo, ogni decisione amministrativa punta a favorire la biodiversità in relazione alla salute degli ecosistemi. Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale condivisa con la cittadinanza e rafforzata dalla partnership con la Cattedra UNESCO e con altre realtà virtuose del panorama europeo.
Il tema della natura in città si intreccia strettamente con le politiche sociali e di prevenzione sanitaria. Marcella Messina, Assessora alle Politiche sociali, Longevità e Salute, ricorda come la biodiversità non costituisca soltanto un valore ambientale, ma rappresenti una risorsa centrale per la qualità della vita e per il contrasto alle disuguaglianze. La presenza di verde accessibile, l’aria pulita e le opportunità di svolgere attività all’aperto influiscono sul benessere psicofisico a tutte le età, rendendo necessario un approccio integrato che investa sulla creazione di contesti di vita favorevoli, con un’attenzione particolare verso le persone più fragili.
Sostenuto dal National Biodiversity Future Center, il percorso condotto dalla Cattedra UNESCO insieme a Twig HCC ha tradotto il patrimonio di ricerche e pubblicazioni scientifiche in linguaggi, format e strumenti di partecipazione condivisa. Dopo varie tappe di divulgazione e l’elaborazione di toolkit dedicati al mondo della scuola, l’evento odierno ha visto la realizzazione di una sessione di co-design che ha coinvolto circa quaranta stakeholder. Organizzati in quattro tavoli di lavoro dedicati alla filiera alimentare, alla natura vicina, all’ambiente costruito e alle abitudini quotidiane, i partecipanti hanno analizzato il proprio contesto per individuare soluzioni e sinergie applicabili al territorio.
Marco Ronchi, CEO di TWIG HCC e docente al Politecnico di Milano, spiega come il contributo del design strategico sia essenziale per evitare che termini come biodiversità o sostenibilità si riducano a semplici etichette prive di impatto. Attraverso un metodo strutturato, la complessità scientifica viene trasformata in percorsi partecipati capaci di generare scelte consapevoli e responsabilità diffuse. Il modello sviluppato a Bergamo si pone così come una best practice riutilizzabile e adattabile in differenti contesti urbani per guidare le città verso una reale armonia con l’ambiente naturale.




