ROMA, 20 ottobre 2026 –di GIANNI BERALDO
Un cerchio che si chiude, tra ricordi d’inizio carriera, grandi inchieste internazionali e il rinnovato impegno per il giornalismo d’assalto. Sigfrido Ranucci ha deciso di tonare dove tutto per lui è iniziato: Rainews24.
Con un accorato messaggio diffuso sui propri canali social, Sigfrido Ranucci ha annunciato ufficialmente la sua scelta professionale per il futuro, segnando un passaggio fondamentale dopo gli anni alla guida di Report.
Negli ultimi giorni si era prospettata per il giornalista una duplice strada: un ruolo da corrispondente al Tg3 a disposizione del direttore Luca Terzulli, oppure il ritorno a RaiNews24 con una delega specifica agli approfondimenti. Ranucci ha optato per la seconda opzione.
«Ringrazio il direttore Luca Terzulli e i colleghi del Tg3 per avermi aperto, in un momento così complicato della mia vita professionale, le porte di quella testata dove trentasei anni fa ho mosso i primi passi: prima come assistente ai programmi, poi come giornalista», ha dichiarato Ranucci, spiegando poi il motivo della sua scelta: «Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a Rainews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report».
Il ritorno a RaiNews24 rievoca per Ranucci pagine storiche dell’informazione d’inchiesta italiana. Tra queste, la celebre inchiesta
condotta tra il 2004 e il 2005 sul fosforo bianco a Falluja, che denunciò l’uso di armi chimiche da parte degli Stati Uniti e valse al noto giornalista la chiamata di Milena Gabanelli a Report. Una denuncia che il giornalista attualizza con amarezza: «Armi tremende che ancora oggi, nel silenzio degli indecenti, vengono usate da Israele a Gaza e in Libano».
Impossibile poi non ricordare la figura di Roberto Morrione, definito da Ranucci il suo “maestro”: con lui nacquero inchieste cruciali sull’uranio impoverito, sulla missione militare a Nassiriya e, nel 2000, il fondamentale ritrovamento dell’intervista perduta al giudice Paolo Borsellino. Un documento storico rilasciato due giorni prima della strage di Capaci, in cui Borsellino parlava per la prima volta dei legami tra mafia, i fratelli Dell’Utri e Vittorio Mangano.
Guardo con gratitudine alla nuova squadra e al direttore di RaiNews24, Federico Zurzolo: «Ritroverò tanti vecchi compagni di quella Rainews appena nata che alla fine degli anni ’90, come una nave corsara, solcava il mare in tempesta dell’informazione».
Nonostante l’addio a Report, Ranucci rivendica con orgoglio i vent’anni trascorsi alla guida del programma: «Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo e di aver contribuito per 20 lunghi anni al successo di una trasmissione che è il fiore all’occhiello della televisione pubblica e del giornalismo d’inchiesta nazionale e internazionale».
Il messaggio si chiude con una nota di determinazione e resistenza morale: «Torno con il sorriso, che nessuna ingiustizia riuscirà a togliermi. E con la voglia intatta di combattere ancora le battaglie importanti per il nostro Paese. Quella per la libertà di informazione: in difesa dei diritti, accanto ai più fragili e a chi, in questo Paese, non ha voce».
Non dimentichiamo inoltre che Ranucci da oltre un anno è anche in tour con lo spettacolo “Diario di un trapezista”, che registra il tutto esaurito a ogni data. Spettacolo che nella nostra provincia farà tappa il 28 novembre al teatro Sociale di Busto Arsizio, mentre il 5 dicembre sarà al Teatro Indred di Varese.
Per entrambe le date sono aperte le prevendite.




