VARESE, 26 ottobre 2026-Sono stati ufficialmente resi noti i nomi dei decani eletti in tutta l’Arcidiocesi di Milano a seguito delle votazioni tenutesi lo scorso 20 ottobre. L’esito delle consultazioni ha definito la nuova composizione dei responsabili per gli undici decanati che costituiscono la Zona Pastorale di Varese, segnando un passaggio significativo per la vita ecclesiale del territorio.
Per la comunità di Luino è stato eletto don Cesare Zuccato, prevosto della città.
Nel decanato di Appiano Gentile il ruolo è stato affidato a don Marco Crippa, prevosto locale, mentre a Besozzo la guida va a don Giuseppe Andreoli, prevosto della comunità besozzese. Nel decanato di Azzate assume la carica don Stefano Silipigni, parroco di Gazzada Schianno e Morazzone, mentre a Carnago è stato eletto il prevosto don Paolo Croci.
La Zona di Varese vede inoltre l’elezione di monsignor Riccardo Festa, prevosto di Gallarate, per l’omonimo decanato. A Sesto Calende l’incarico è assegnato a don Aldo Mascheroni, prevosto di Angera, e a Somma Lombardo a don Paolo Fumagalli, prevosto del comune sommese.
Per il decanato di Tradate è stato scelto don Roberto Rossi, parroco di Venegono Superiore e Inferiore. Infine, in Valceresio il nuovo decano è don Claudio Lunardi, prevosto di Arcisate, mentre per il decanato di Varese è stato eletto don Maurizio Giuseppe Cantù, parroco a Biumo, Valle Olona e San Fermo.
La figura del decano riveste un’importanza fondamentale nell’architettura organizzativa e spirituale dell’Arcidiocesi. Tra le sue funzioni principali rientra il coordinamento pastorale, finalizzato a promuovere l’attività della Chiesa sul territorio in stretta collaborazione con il vicario episcopale di zona. Il decano si occupa inoltre dell’analisi delle dinamiche locali, interpretando i bisogni e valorizzando le risorse presenti per stimolare le diverse realtà ecclesiali.
Accanto all’attenzione per il territorio, il decano svolge un ruolo cruciale nella cura della comunione e della fraternità tra i sacerdoti, ponendosi come punto di riferimento per le comunità locali. Agisce da facilitatore e tramite costante nei confronti della Diocesi, favorendo il recepimento delle indicazioni dell’Arcivescovo e della Curia.
Da ultimo, spetta al decano la presidenza del consiglio pastorale decanale e la collaborazione attiva con le assemblee sinodali del territorio.
