Vaccinazioni antinfluenzali in Lombardia: altro fallimento e disorganizzazione. I sindacati: ”Non possiamo permettercelo in questo momento”

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MILANO,11 novembre 2020 Dopo il mai avvenuto decollo delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (le Usca), in Lombardia oggi più che mai abbiamo davanti agli occhi il clamoroso ritardo e la disorganizzazione della campagna di vaccinazione antinfluenzale per gli over 60. La situazione critica è da attribuirsi in particolare all’assoluta insufficienza delle dosi messe a disposizione, ma allo stesso tempo è bene ricordare come nella nostra Regione vi sia un basso ricorso ai vaccini da parte della popolazione anziana. Nonostante l’emergenza Covid-19, che dovrebbe incentivare maggiori precauzioni nelle fasce d’età più a rischio, il numero di over60 che si sottopongono al vaccino è ancora molto basso.

Nella stagione 2019-2020, la copertura delle vaccinazioni nella popolazione anziana lombarda è stata solamente del 49.9%.

Analizzando i dati regionali a partire dalla stagione 1999-2000 ad oggi e paragonandoli a quelli di altre regioni, si evidenzia un trend ormai consolidato: La Lombardia risulta trovarsi spesso  al di sotto della media nazionale (2015/16 49,9% media nazionale- 47,7%  dato lombardo, 2016/17 52% media nazionale/ 47,5% dato lombardo, 2017-18 52,7% media nazionale/47,7% dato lombardo, 2018/19 media nazionale 53,1% dato lombardo 48,2%, 2019/20 media nazionale 54,6% dato lombardo 49,9%)

Preoccupano fortemente questi trend storici in una situazione come quella attuale che vede i ritardi dovuti alla deficitaria gestione vaccini da parte di Regione Lombardia.

È bene ricordare come il Ministero della Salute abbia posto come obiettivo da raggiungere il 75 % di copertura vaccinale antinfluenzale degli over60 (ottimale 95%).

Proprio su questi punti si è incentrato il convegno “Vaccini. La cura passa dalla prevenzione” organizzato da SPI CGIL Lombardia, FNP Cisl Pensionati Lombardia e Uil Pensionati Lombardia in collaborazione con Happy Ageing, Allenza per l’Invecchiamento Attivo, a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti dei tre sindacati e a Michele Conversano, Presidente di Happy Ageing, anche Claudio Garbelli, Medico Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Giorgio Barbieri, Medico di Medicina Generale e Matteo Cesari, Professore Università degli Studi di Milano, specialista in Geriatria.

Michele Conversano Presidente di Happy Ageing

Con l’allungamento della vita, che si accompagna di conseguenza a una maggiore diffusione delle malattie croniche, è necessario ripensare a modelli più efficaci di prevenzione, passando anche dai vaccini e da una campagna che li incentivi in maniera più funzionale.

In un momento storico come quello attuale, in cui ci si ritrova a convivere con un virus che colpisce maggiormente proprio la fascia over 60 della popolazione, questo ripensamento diventa imprescindibile. Aggiungere le difficoltà di diagnosi differenziale di sindromi simil-influenzale (ILI), oltre ai danni da agenti infettivi particolarmente incidenti tutti gli inverni a quelli di Covid-19 potrebbe rendere la situazione molto critica. È assolutamente urgente proteggere le fasce fragili con tutti i mezzi a disposizione, vaccini in primis. Bisogna evitare di aggiungere epidemia alla pandemia, mantenendo e incrementando le coperture vaccinali per gli anziani.

“Oggi, in occasione di questa iniziativa, lanciamo un appello unitario alla sensibilizzazione della popolazione lombarda over60 rispetto all’importanza della vaccinazione antinfluenzale. I ritardi dovuti all’avvio della campagna di vaccinazione non possono avere scusanti; ancora una volta chi governa la sanità in Lombardia arriva impreparato ad un appuntamento di cui tutti avevano sottolineato l’importanza” dichiara Federica Trapletti Segretario SPI CGIL Lombardia.

Aggiunge Emilio Didonè, Fnp Cisl Pensionati Lombardia“Proviamo a chiedere ai tanti cittadini lombardi costretti a rivolgersi e pagare il privato per vaccinarsi se si sentono tutelati da questa regione. E chiediamo anche ai medici lasciati soli impotenti a fronte delle richieste di vaccini dei loro assistiti” 

“Inoltre – rincara la Segretaria UILP Serena Bontempelli – il rischio della sovrapposizione e della sommatoria dei sintomi delle due sindromi, influenzale stagionale e Covid, oltre  alla salute delle persone fragili mette a repentaglio anche la tenuta del sistema,  che in Lombardia è già fortemente stressato”.

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