‘Quasi per gioco’, ultima giorni di apertura poter visitare al Palazzo Comunale di Fortunago la mostra collettiva 

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Stefano Pizzi- Il selvaggio Toto Tarzan ha la luna nel suo cuore 2017 tecnica mista su tessuto

FORTUNAGO, 7 luglio 2023-Ultimi tre giorni per poter visitare al Palazzo Comunale di Fortunago la mostra collettiva “Quasi per gioco”  con le opere di cinque importanti artisti contemporanei italiani: Corrado BonomiDario BreviGianni CellaStefano Pizzi e Aldo Spoldi.

La mostra, curata da Pino Jelo e organizzata da Fortunago in Arte, l’associazione che dal 1996 promuove l’arte in ogni sua forma nel famoso borgo oltrepadano in provincia di Pavia, presenta 25 opere, cinque per ogni artista, realizzate con diverse tecniche e diversi materiali come legno, plastica, vetroresina, forex, tessuto e ceramica.

Il titolo della mostra si specchia nella stessa poetica dei cinque autori chiamati ad esporre, e l’avverbio “quasi” fa capire che il gioco sottende dell’altro, lasciano al visitatore la piena libertà di cogliere il significato di ogni singola opera d’arte.

Sottolinea Pino Jelo, curatore della mostra: “Nei lavori degli artisti che espongono è presente l’eredità di quella grande stagione delle avanguardie storiche e in particolare della straordinaria esperienza dadaista che di fatto apre a tutta la libertà espressiva che anima il

Gianni Cella Zoppo 2021 vetroresina

Novecento. In questa mostra si coglie l’importante novità, introdotta da Duchamp, che un’opera d’arte può donare all’osservatore un godimento estetico, non solo grazie alla percezione visiva delle sue fattezze, ma anche quando essa è un banale oggetto d’uso quotidiano, che grazie a piccoli interventi o al titolo stesso, può portare a uno spostamento di senso tale da meravigliare e suggestionare il pensiero dell’osservatore, pensiero che diventa la sede del piacere estetico.”

Il sottotitolo della mostra – Dal Pop al concettualismo ironico. Aspetti della ricerca artistica tra ironia e leggerezza – completa il pensiero comunicativo, ponendo nell’ironia e nella leggerezza gli strumenti fondamentali per una rilettura del mondo: non è il disincanto verso la possibilità di incidere positivamente sulla storia, bensì il bisogno di libertà dell’individuo rispetto alla storia, il suggerimento di una nuova possibilità di libera espressione dell’artista e dell’uomo.

Le opere esposte hanno tutte una forte accezione semiotica e sono l’espressione di quella nuova frontiera dell’arte che si esprime attraverso la grafica, il fumetto, il design, senza per questo essere meno incisiva e profonda dell’arte tradizionalmente considerata “colta”.

Tutti e cinque gli artisti scelti per la mostra sono capaci di uno sguardo ampio sul mondo, di raccontare nuove storie, che credono profondamente nella forza insita nell’opera d’arte di comunicare a trecentosessanta gradi, abbattendo muri e conformismi, e che vivono l’arte come mezzo privilegiato per ipotizzare un nuovo corso della storia e della società.