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Big Tech ci nasconde la verità? Il patto segreto che oscura i veri costi ambientali dei data center

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Un data Center

VARESE, 29 maggio 2026-Trentacinque membri del Parlamento europeo hanno esortato la Commissione europea a cancellare una clausola di riservatezza “illegittima” che nasconde l’impatto ambientale dei singoli data center, sulla scia di un’indagine guidata da Investigate Europe.

In una lettera inviata martedì che cita le rivelazioni, gli eurodeputati di tutta Europa, tra cui la tedesca Alexandra Geese e l’irlandese Lynn Boylan, hanno denunciato la Commissione per aver ceduto al lobbismo del settore. Accusano la Commissione di aver violato le norme sull’accesso del pubblico alle informazioni modificando una legge che intendeva portare trasparenza in un settore in rapida espansione.

Il testo legislativo del 2024 impone ai grandi operatori di data center di comunicare dati chiave come il consumo di energia e di acqua, ma dopo il successo delle pressioni esercitate da Microsoft e da altri colossi tecnologici, le informazioni sulle singole strutture vengono mantenute riservate. Le aziende tecnologiche hanno affermato che ciò tutela gli interessi commerciali, mentre i rappresentanti eletti sostengono che si rischia di violare gli accordi tenendo al buio i dati ambientali.

“Considerando che la Commissione intende triplicare la capacità dei propri data center nei prossimi cinque anni, è estremamente preoccupante che informazioni vitali riguardanti l’impatto ambientale dei data center vengano sottratte al pubblico”, hanno scritto i firmatari.

Gli eurodeputati hanno citato le motivazioni di 10 esperti legali che hanno dichiarato a Investigate Europe che la clausola di segretezza viola probabilmente la Convenzione di Aarhus e le leggi sull’accesso alle informazioni. Per questo motivo, in un’e-mail di accompagnamento, hanno condannato la disposizione definendola “illegittima”.

La lettera faceva riferimento anche a un’e-mail interna della Commissione, ottenuta da Investigate Europe, in cui un alto funzionario comunicava alle autorità nazionali che erano “obbligate a mantenere riservate” tutte le informazioni sui singoli data center. Gli eurodeputati hanno affermato che questo non riesce a trovare il necessario equilibrio tra la riservatezza commerciale e l’interesse pubblico.

“Cosa sta nascondendo Big Tech? La trasparenza sui consumi di elettricità e acqua è la base per una buona strategia sui data center in Europa”, ha dichiarato l’eurodeputata Alexandra Geese a Investigate Europe. “Impedire ai cittadini e alle amministrazioni locali di prendere decisioni informate sui data center è la strada sbagliata da percorrere in una democrazia”.

Investigate Europe e i partner, tra cui Le Monde, The Guardian, El País, The Journal Investigates e Corporate Europe Observatory, hanno rivelato il mese scorso come il testo legislativo rispecchiasse quasi parola per parola una proposta presentata da Microsoft e DigitalEurope, un gruppo di pressione che rappresenta giganti tecnologici come Amazon, Google e Meta, tra gli altri.

I legislatori hanno invitato la Commissaria europea per l’Ambiente Jessika Roswall a “cancellare l’emendamento di Microsoft e garantire la trasparenza sull’impatto ambientale dei data center”.

Con la Commissione che sta aggiornando la norma in questione e che segnala l’intenzione di mantenere la clausola di segretezza sostanzialmente intatta, i firmatari stanno facendo pressioni per la sua rimozione prima che la revisione venga finalizzata.

Ricordiamo che per quanto riguarda i Data Center, martedì scorso la Regione Lombardia ha approvato una legge regionale (la prima in Italia del genere), molto discussa soprattutto sulla questione consumo di suolo, acqua ed elettricità in anche in aree regionali destinate all’agricoltura

redazione@varese7press.it