VARESE, 23 settembre 2026 – Con la ripresa a pieno ritmo delle attività scolastiche e lavorative, il rientro dei pendolari lombardi sui treni regionali si conferma segnato dai consueti problemi di ritardi cronici, cancellazioni e prolungate attese. Per chiedere interventi concreti e la fine dei disagi, sabato 26 settembre il partito Azione parteciperà ai presidi promossi da “Lombardia si muove”, l’iniziativa itinerante e trasversale che riunisce comitati di viaggiatori e forze politiche negli scali ferroviari della regione.
Durante la giornata di mobilitazione verrà promossa una raccolta firme indirizzata al Ministro dei Trasporti per sollecitare verifiche dirette sullo stato dei lavori e sulla qualità dei collegamenti. L’obiettivo è fare chiarezza sui motivi per cui, a fronte dei consistenti investimenti finanziari annunciati ogni anno e dell’acquisto di nuovi convogli con denaro pubblico, il servizio di trasporto regionale continui a mostrare gravi inefficienze strutturali.
Accanto alle problematiche generali che toccano l’intera rete, Azione intende riaccendere i riflettori sulla condizione della tratta transfrontaliera tra Luino e il confine elvetico, lungo i corridoi europei Alptransit e Reno-Alpi. Sulla base degli accordi internazionali, la Svizzera ha finanziato con circa 120 milioni di euro la riqualificazione dei 15 chilometri di linea in territorio italiano tra Luino e Magadino, destinati al traffico merci e passeggeri.
Ciononostante, la situazione del servizio si rivela paradossale. La frequenza dei treni suburbani S30, fondamentali per l’interscambio con i servizi del Gottardo, è infatti crollata da due corse all’ora ad appena quattro treni al giorno. Inoltre, la velocità di percorrenza nel tratto italiano rimane limitata a soli 30 chilometri orari, costringendo i pendolari in partenza da Pino, Maccagno, Colmegna e Luino a cercare soluzioni alternative per raggiungere la Svizzera o Milano. A completare il quadro vi è lo stato di manutenzione delle stazioni locali, come quelle di Luino e Maccagno, segnate da ascensori fuori uso, display guasti, assenza di pensiline sui binari e segnaletica obsoleta o errata.
Secondo i promotori dell’iniziativa, questa condizione contrasta fortemente con le strategie di promozione turistica del territorio incentrate sul claim “Land of Tourism”.
La partecipazione alla mobilitazione vuole quindi denunciare l’inaccettabile ritardo nell’ammodernamento di un’infrastruttura strategica per il Nord della provincia di Varese, affinché ai generosi contributi erogati dai vicini elvetici corrispondano finalmente collegamenti efficienti e moderni per i cittadini e i visitatori.
