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Sanità, diritti e Costituzione, lo SPI CGIL Ticino Olona porta la protesta a Roma; manifestazione il 17 ottobre

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VITTUONE (MI), 29 settembre 2026 – Difendere il potere d’acquisto delle pensioni, tutelare la sanità e la scuola pubbliche, contrastare il carovita e rivendicare un lavoro dignitoso e sicuro. È con questi obiettivi che il Sindacato Pensionati SPI CGIL Ticino Olona si prepara a partecipare alla grande manifestazione nazionale de “La Via Maestra”, in programma a Roma il prossimo 17 ottobre. In vista dell’appuntamento nella capitale, le Segretarie e i Segretari di Lega si sono riuniti a Vittuone per fare il punto sulla mobilitazione nei territori.

Al centro del dibattito promosso dalla struttura guidata dal Segretario generale Umberto Colombo figurano le difficoltà quotidiane di pensionati e lavoratori. La perdita di potere d’acquisto e la richiesta di un’adeguata rivalutazione dei trattamenti pensionistici si uniscono alla necessità di stanziare risorse concrete contro l’aumento del costo della vita. Accanto a questi temi figurano il finanziamento della legge per la non autosufficienza e la salvaguardia della sanità pubblica, di fronte all’allungamento delle liste d’attesa, alla carenza di personale e alla crescita dei costi delle cure.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre valutato il bilancio della raccolta firme per le proposte di legge di iniziativa popolare su sanità e appalti, che ha registrato una partecipazione significativa sul territorio. Per rafforzare la presenza sindacale, lo SPI CGIL Ticino Olona promuoverà insieme alla CGIL una serie di assemblee ed eventi di zona in ogni Lega locale, coinvolgendo i servizi di Patronato INCA, i centri di assistenza fiscale CAAF e le diverse categorie del mondo del lavoro.

La mobilitazione nazionale intende riaffermare i principi stabiliti dalla Carta costituzionale, fondata su lavoro, giustizia sociale, uguaglianza e pace. L’appello de “La Via Maestra” denuncia infatti un contesto segnato da un lavoro sempre più povero e precario, dall’assenza di investimenti adeguati sulla sicurezza che causa infortuni e morti sul lavoro, e dal costante definanziamento dell’istruzione pubblica, fattori che alimentano le disuguaglianze sociali e costringono molti giovani a emigrare.

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