VARESE, 2 ottobre 2026- di GIANNI BERALDO
Dopo il danno con rottura nella parte bassa avvenuta mercoledì, una nuova e brillante vetrata splende da questa mattina all’Art Galley Lavit, uno dei luoghi simboli dell’arte e cultura varesina, situato tra la centralissima Piazza Carducci e via Uberti.
Un danno importante provocato da un paio di balordi ubriachi che, transitando sulla piazza a notte fonda, hanno pensato bene di compiere una goliardata (almeno così parrebbe), lanciando un monopattino contro la vetrina della gallery.
L’allarme del locale non è scattato in quanto la vetrina è stata colpita nella parte bassa, con i sensori non sollecitati al punto tale da fare scattare l’allarme.
Nel frattempo Lavit ha ovviamente sporto ovviamente denuncia, pensando che i responsabili potessero essere identificati con una certa facilità anche e soprattutto grazie alle videocamere installate nella piazza. Invece l’amara sorpresa con il Comandante della Polizia locale che ha dovuto ammettere che quella videocamera in realtà non è funzionante.
Insomma una beffa che lascia l’amaro in bocca. Oltre a fare riflettere sulla reale funzione di queste videocamere (collegate alla sala controllo allestita nella sede della Polizia Locale di Varese) installate in aree e vie nevralgiche della città. Come le ultime videocamere installate ieri in Piazza della Repubblica dotate addirittura di Intelligenza Artificiale.
Siamo quasi al paradosso. Da una parte si punta alla sicurezza dotandosi di sistemi di ultimissima generazione dotati di AI, dall’altra le videocamere esistenti potrebbero essere farlocche nel loro utilizzo.

“Quando ho saputo che non vi erano immagini in quanto non funzionante la videocamera, sono rimasto particolarmente amareggiato”, ci dice lo stesso Lavit incontrato questa mattina nel suo spazio espositivo, dove nell’aria vi era ancora l’odore acetato del silicone utilizzato per ripristinare la nuova vetrata.
Non è arrabbiato Lavit, ma certamente deluso nel sapere che i controlli di sicurezza dotati di videocamere in realtà non funzionavano.

Le immagini relative agli autori del gesto sono state riprese dalle videocamere collocate da altre attività commerciali confinanti con la Galleria Lavit. Non sappiamo se verranno utilizzate dalle forze dell’ordine per le indagini ma è l’unica prova del deplorevole atto vandalico.
“Si parla tanto di sicurezza e poi accadono queste cose: non è un bel segnale. Tra l’altro verso le 7 del mattino è passata pure un’auto della polizia per i controlli di routine, possibile che non abbiano notato il danno alla vetrina?”
La vicenda Lavit e mancato funzionamento videocamera ha suscitato polemiche anche politiche sulla questione sicurezza. con il segretario cittadino della Lega, Marco Bordonaro, che ha chiesto all’amministrazione comunale cittadina una mappatura delle videocamere installate in tutta la città.
Noi aggiungiamo che si dovrebbe richiedere pure una verifica che le stesse funzionino e che non siano solo oggetti, anche poco estetici, utilizzati come deterrente ma poco funzionali allo scopo.




