VARESE, 16 ottobre 2026 – di GIANNI BERALDO
I ritardi accumulati, l’aumento dei costi e le incognite sulla sostenibilità futura delle opere finiscono al centro dell’attacco politico della Lega nei confronti della Giunta Galimberti. I consiglieri comunali Stefano Angei e Barbara Bison hanno richiesto ufficialmente la convocazione congiunta delle Commissioni consiliari Urbanistica e Lavori Pubblici per fare piena luce sullo stato di avanzamento e sulla gestione finanziaria dell’Accordo di Programma di Piazza Repubblica.
La richiesta di chiarezza e il coinvolgimento degli enti
Un’iniziativa che punta a sedere allo stesso tavolo tutti i soggetti coinvolti nell’intesa istituzionale: Regione Lombardia, Università degli Studi dell’Insubria, Provincia di Varese e Comune di Varese.
«In commissione dovranno esserci tutti gli enti sottoscrittori», evidenziano Angei e Bison. «La città ha il pieno diritto di sapere a che punto sono i lavori, quali ritardi si sono accumulati nel tempo e quanto costeranno davvero queste opere alle tasche dei cittadini».
L’Accordo di Programma mobilita una cifra imponente, superiore ai 40 milioni di euro, sostenuta in gran parte da risorse pubbliche: oltre 29 milioni di euro finanziati da Regione Lombardia e più di 10 milioni di euro a carico del Comune di Varese.
«Sono soldi pubblici», incalzano i rappresentanti del Carroccio. «Vogliamo sapere con precisione come vengono impiegati, quando si prevede

il completamento dei cantieri e quali ulteriori costi ricadranno sull’amministrazione comunale. I ritardi sono ormai imbarazzanti e le spese sono lievitate a dismisura. Occorre valutare quali siano le reali priorità di oggi per evitare che le scelte attuali gravino sulle spalle dei varesini di domani».
Un capitolo particolarmente critico riguarda la riqualificazione dell’ex Politeama. Nel quadro finanziario relativo alla struttura, la Lega richiama l’attenzione sul mutuo stipulato con Cassa Depositi e Prestiti per un valore di 10,8 milioni di euro.
«Un mutuo non è un contributo a fondo perduto: è un debito reale da restituire con gli interessi, che peserà inevitabilmente sui bilanci comunali futuri», sottolineano i consiglieri leghisti. «La Giunta ha il dovere di spiegare in modo trasparente quanto costerà questa operazione e per quanti anni la città ne pagherà le conseguenze».
Sotto la lente di ingrandimento dei consiglieri d’opposizione è finita anche la spesa di circa 20 mila euro sostenuta dall’amministrazione per affidare a un consulente esterno lo studio del piano di sostenibilità economica del nuovo teatro.
«Ci troviamo di fronte a quasi 20 mila euro di denaro pubblico impiegati per un piano che non offre alcuna garanzia reale sulla futura gestione», attaccano Angei e Bison. «Anzi, il progetto appare già fallimentare sulla carta, ipotizzando per il primo anno un disavanzo di 800 mila euro a carico del gestore e contando su contributi pubblici non meglio definiti. Quali contributi sono certi? E se il gestore non riuscirà a coprire le perdite, chi si farà carico del disavanzo? I cittadini meritano chiarezza».
I consiglieri evidenziano inoltre una mancanza di ascolto verso le realtà già presenti sul territorio: «Il piano non approfondisce minimamente il ruolo dell’attuale operatore teatrale che gestisce privatamente il teatro comunale di Piazza Repubblica. L’esperienza e il know-how di chi opera già a Varese andavano valutati con attenzione e coinvolti nel percorso».
L’appello: «Torniamo al progetto originario»
Di fronte a questo scenario, la proposta della Lega è quella di un deciso cambio di rotta che riprenda le linee guida stabilite in passato.
«La strada più logica è tornare all’impostazione originaria dell’Accordo di Programma, ovvero quella pensata dalle amministrazioni regionali guidate da Roberto Maroni e Attilio Fontana, che prevedeva la realizzazione del teatro direttamente in Piazza Repubblica», concludono Angei e Bison. «Insistere sull’operazione ex Politeama, accumulando debiti e lasciando aperti dubbi gestionali, rischia di impoverire Varese per gli anni a venire».
«Galimberti e la sua maggioranza continuano a fare propaganda parlando di grandi interventi, ma amministrare bene significa rispettare i tempi previsti, tutelare i soldi di chi paga le tasse e spiegare con trasparenza l’impatto economico delle proprie decisioni. Varese non può trovarsi a pagare il conto di scelte e ritardi che rischiano di ipotecare il futuro della nostra comunità».




