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Intitolazione Malpensa-Berlusconi, Europa Verde: “Il Comune di Milano poteva opporsi”

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VARESE, 28 settembre 2026-Dare un nuovo nome a uno scalo internazionale a distanza di quasi vent’anni è già un evento insolito, ma a far discutere sono soprattutto le modalità con cui si è giunti all’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è Europa Verde, che mette in luce le anomalie procedurali emerse anche alla luce della recente sentenza n. 1874/2026 del TAR Lombardia, chiamando in causa le responsabilità politiche del Comune di Milano e del sindaco Giuseppe Sala.

Come evidenziato da Europa Verde, la decisione di intitolare lo scalo varesino all’ex premier non è stata promossa dal gestore aeroportuale SEA, bensì deliberata direttamente dal Consiglio di Amministrazione di ENAC nel 2024, con il successivo via libera del Ministero dei Trasporti.

Si tratta di una netta deviazione rispetto alla prassi consolidata nel settore dell’aviazione civile, dove è tradizionalmente la società di gestione a farsi promotrice dell’intitolazione. L’esempio più limpido è quello dell’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, la cui intitolazione al Caravaggio fu espressamente richiesta da SACBO. A Malpensa, invece, l’iter ha seguito un percorso inverso, guidato dalle istituzioni centrali.

Il TAR Lombardia ha recentemente confermato la legittimità del provvedimento, ma tra le pieghe della sentenza n. 1874/2026 emerge un dettaglio chiave: il giudice amministrativo ha rilevato come la società di gestione SEA non sia stata coinvolta nel procedimento.

Il Comune di Milano aveva contestato in sede giudiziaria proprio la mancata partecipazione di SEA, ma il TAR ha dichiarato inammissibile questo specifico motivo di ricorso, chiarificando che Palazzo Marino non poteva far valere in giudizio una posizione giuridica spettante esclusivamente alla società di gestione.

Ed è su questo snodo che si concentra la stoccata politica di Europa Verde rivolta all’amministrazione milanese:

La quota di maggioranza: Il Comune di Milano detiene il 54,81% del capitale sociale di SEA, configurandosi come l’azionista di maggioranza assoluta della società che gestisce gli scali di Malpensa e Linate.

La contestazione di Europa Verde: Se il sindaco Giuseppe Sala e la sua giunta volevano realmente opporsi all’intitolazione a Berlusconi, avrebbero dovuto esercitare il proprio peso societario all’interno di SEA per spingere l’azienda a far valere ufficialmente la propria posizione nel procedimento.

Accantonata la questione formale del nome, il confronto politico e istituzionale si sposta ora sulle prospettive industriali ed ambientali degli scali lombardi.

I riflettori sono puntati sui maxi piani di sviluppo aeroportuale che interessano sia Malpensa che Orio al Serio. Da questo punto di vista, Europa Verde lancia un monito chiaro: ENAC non potrà calare dall’alto i progetti di espansione, ma dovrà necessariamente avviare un confronto serrato con i territori e le comunità locali, valutando rigorosamente i volumi di traffico, le ricadute sulla mobilità, l’impatto acustico e la sostenibilità ambientale.

redazione@varese7press.it