mercoledì, Ottobre 21, 2026
Home Ultime notizie Polizia, il SIAP Varese: “Basta solidarietà di facciata, servono fatti”

Polizia, il SIAP Varese: “Basta solidarietà di facciata, servono fatti”

0
62 views

VARESE, 20 ottobre 2026 – «Torino, Milano. Cambiano le piazze, si ripete il copione: violenze, colleghi esposti al pericolo, solidarietà, polemiche. Poi i riflettori si spengono, fino alla prossima volta». Si apre così la dura e articolata riflessione diffusa dalla Segreteria Provinciale del SIAP di Varese (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia), a firma del Segretario Generale Provinciale Giuseppe Tedesco.

Un comunicato che va oltre la semplice condanna degli scontri di piazza, puntando il dito contro la ritualità delle reazioni e chiedendo alla politica e alla società civile un cambio di passo immediato.

Per il SIAP varesino, le manifestazioni di vicinanza agli agenti rimangono un atto doveroso, ma del tutto insufficiente se non accompagnate da scelte concrete. «La sicurezza dei cittadini e di chi li protegge deve essere sottratta alla contesa elettorale. I poliziotti non possono essere chiamati a fare da argine alla violenza e, contemporaneamente, da bersaglio delle contrapposizioni politiche», sottolinea la nota sindacale.

Tra le richieste centrali rivolte al Governo e alle istituzioni figurano organici adeguati, mezzi, formazione, procedure operative chiare e strumenti efficaci per intervenire tempestivamente, sempre nel rispetto della legge e della proporzionalità. Non servono – precisa il sindacato – nuove leggi speciali o “pacchetti sicurezza” d’effetto, bensì «rendere effettive le norme che già esistono» e garantire le condizioni per applicarle.

L’analisi del SIAP si estende anche alle radici del malessere sociale. Il sindacato sollecita il coinvolgimento stabile di psicologi, sociologi, educatori e servizi territoriali per intervenire prima che le difficoltà degenerino in emergenze di ordine pubblico.

Quanto al coinvolgimento dei giovanissimi nei disordini, il comunicato chiarisce che la minore età richiede garanzie specifiche ma non deve trasformarsi in un alibi: «Tutelare un ragazzo significa anche intervenire con tempestività sul suo comportamento […]. Le vittime hanno diritto a essere protette anche quando chi le aggredisce è minorenne».

Un richiamo ai media: «Date voce a chi protesta, non solo a chi distrugge»

Un passaggio significativo dell’intervento è dedicato al ruolo dell’informazione. Riprendendo anche un recente richiamo dello showman Fiorello sulla visibilità data alle proteste pacifiche (come quelle degli autotrasportatori), il SIAP pone una domanda di fondo: quanto spazio viene concesso a chi manifesta rispettando le regole?

«Se la vetrina infranta occupa tutta la scena, le richieste di migliaia di persone pacifiche rischiano di scomparire dietro il gesto di pochi. Chi devasta finisce così per sottrarre voce proprio alla protesta che pretende di rappresentare».

L’appello: mobilitazione comune tra poliziotti, lavoratori e famiglie

A fare da filo conduttore al messaggio è la componente vignettistica ed emotiva del comunicato: l’immagine evocativa del poliziotto e dell’operaio che, scontrino alla mano e con le buste della spesa, condividono le medesime difficoltà economiche.

«Dietro uno scudo c’è un lavoratore. Una persona che paga affitto o mutuo, fa la spesa, cresce figli e sostiene una famiglia. Il caro vita non si ferma davanti a una divisa», ricorda la segreteria varesina.

Per questo motivo, il SIAP auspica il superamento delle contrapposizioni ideologiche, promuovendo occasioni comuni di mobilitazione civile e pacifica tra lavoratori, famiglie e rappresentanze sindacali – incluse quelle della Polizia di Stato – per la difesa del potere d’acquisto, salari dignitosi, servizi efficienti e sicurezza.

«La solidarietà dopo gli scontri è doverosa. La responsabilità prima degli scontri è indispensabile», conclude il Segretario.

redazione@varese7press.it