Il Comune di Varese finanzia il settore culturale con 180mila euro: aperto bando

VARESE, 16 novembre 2020-Centottantamila euro per la cultura. Palazzo Estense ha pubblicato l’avviso per le attività in partenariato 2021: per le nuove proposte annuali sono a disposizione 74.500 euro, cifra cui vanno però aggiunti i 105.500 già destinati ai partenariati triennali. La manifestazione di interesse dovrà essere presentata entro le ore 12.00 di lunedì 30 novembre 2020.

 «In un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo – spiega il sindaco Davide Galimberti – sosteniamo il settore anche attraverso la possibilità di eventi online. Il mondo della cultura è uno dei più colpiti dalle restrizioni legate alla pandemia e, così, anche come Amministrazione abbiamo dovuto reinventare il nostro modo di supportare quanti lavorano in questo importante ambito. Accanto alla “modalità ordinaria” di partecipazione, infatti, ne è stata pensata una “straordinaria”, che punta a favorire incontri e iniziative a distanza, oltre che gli spettacoli all’aperto come avvenuto la scorsa estate. Auspichiamo tutti di uscire quanto prima da questa difficile situazione, ma programmiamo il futuro perché nessuno venga lasciato solo».

 L’avviso pubblico è rivolto in particolar modo alle amministrazioni, agli enti del terzo settore, a quelli ecclesiastici e a quelli privi di scopo di lucro che propongano iniziative allo scopo di favorire la promozione della cultura e, di conseguenza, del territorio in tutte le sue espressioni. Tra i settori compresi nel bando rientrano la musica, il teatro, la danza, il cinema, gli spettacoli viaggianti e le arti performative; le arti visive, nonché quelle letterarie, audiovisive e grafiche; le attività espositive.

 Tra le possibilità previste vi è anche la concessione in uso gratuito delle sale comunali (Salone Estense e Sala Montanari), della tensostruttura dei Giardini Estensi (tra il 25 aprile il 30 settembre 2021) e del teatro di Varese.

 Il testo completo dell’avviso e la documentazione necessaria per presentare la manifestazione di interesse sono disponibili all’indirizzo www.comune.varese.it/altri-bandi.




Intervista alla regista Liviana Daví: ”Ho realizzato un film sui fratelli Cervi con materiale inedito”

VARESE 15 NOVEMBRE 2020- di GIANNI BERALDO

La storia di 7 fratelli Cervi torturati e uccisi dai fascisti nel poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre del 1943 è una tra le pagine più drammatiche della nostra storia moderna.

Quella di Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore è una

La regista mentre controlla vecchie bobine 8 millimetri

vicenda, una storia che ancora oggi si tramanda nel tempo senza perdere quella indispensabile forza evocativa.

Quella che regge in fondo l’architrave degli ideali antifascisti ma soprattutto di una società civile e democratica dove termini come nazifascismo, razzismo, antisemitismo e disprezzo per i più deboli non dovrebbero trovare terreno fertile dove poter rinascere, come invece accade attualmente in diversi Paesi europei, Italia compresa.

La vicenda dei fratelli Cervi è stata raccontata attraverso film, letteratura e musica (bellissima ad esempio la canzone ”La pianura dei sette fratelli” dei Gang) oltre che dallo stesso papà Alcide Cervi ,inizialmente rinchiuso in carcere poi fuggito sfruttando un varco dovuto ad un bombardamento sull’edificio. Ma la memoria storica deve continuamente essere sollecitata, questo ad esempio uno dei compiti dello scrittore Adelmo Cervi, figlio di Verina Castagnetti e Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi il cui cognome per lui è sempre stato vanto di libertà e giustizia.

E proprio dall’ultimo libro di Adelmo Cervi- ‘Io che conosco il tuo cuore’ scritto con il giornalista Giovanni Zucca-nasce l’idea di realizzare un documentario intitolato ”I miei sette padri”, dedicato alla storia dei sette fratelli Cervi visti dalla personale e intima prospettiva dello stesso Adelmo.

A realizzarlo la regista emiliana LIVIANA DAVÍ, nota film-maker, documentarista ed esperta in comunicazione, da sempre coinvolta nella pratica cinematografica come impegno, ricerca e sperimentazione, con alle spalle diverse esperienze e premi internazionali.

Un lavoro importante che ha richiesto alcuni anni di lavoro raccogliendo materiale inedito sia a livello audio (tra l’altro pure una testimonianza di papà Alcide) e video con filmati in super 8 prestati da parenti e amici della famiglia Cervi.

Insomma un’opera davvero significativa della quale ne ha parlato direttamente la regista.

La famiglia Cervi

Senta come è nata l’idea del progetto?

Dall’amicizia con Adelmo fin da quando lavoravo all’Istituto Cervi dove negli anni abbiano organizzato diverse iniziative. Sicuramente è un film sulla memoria personale di Adelmo o meglio, quello che lui è riuscito a ricostruire della vita di suo padre anche tramite vicende più intime, più umane, come riporta lo stesso libro dal quale abbiamo ricavato la sceneggiatura del film. Tra l’altro riporto pure dei pezzi integrali dello stesso libro, letti da alcuni familiari di Adelmo. Come all’inizio e alla fine del film con la lettura di alcune parti del libro da parte della sua nipotina.

Il senso della memoria, quello di tramandare alle nuove generazioni

Infatti, seppur in questo modo così semplice. Nel film si vede Adelmo oggi, quello impegnato a rivedere certi luoghi, certe terre, a parlare come quelle poche persone ancora vive che hanno conosciuto suo padre. Poi ho inserito filmati tratti da pellicole 8 millimetri girate tra la fine degli anni Settanta e inizio Ottanta da suo cugino Mario Cervi, a sua volta figlio di Agostino uno sei sette fratelli, dove si vede papà Cervi impegnato nella sua casa poi divenuta museo. Il film documentario alla fine è tutto un confronto tra la vita reale di un familiare di una vittima di strage fascista e quello che è la storia e il confrontarsi continuamente con questo mito. Le voci principali sono quello di Adelmo e di suo nonno papà Cervi, ma vi sono pure dei materiali inediti importanti.

Immaginiamo il grande lavoro di ricerca effettuato

Sì, però nel nostro caso non abbiamo preso il punto di vista scientifico, quindi storico interpellando studiosi ecc…, ma scegliendo solo fonti dirette come le testimonianze dei familiari o altre persone che interagiscono con loro. Una scelta se vogliamo anche abbastanza estrema.

Liviana Daví (a sinistra) durante una fase del montaggio

COSA l’HA SPINTA A REALIZZARLO?

Come detto sicuramente dal libro e amicizia con Adelmo, poi ho scritto un soggetto per questo documentario e insieme alla casa di produzione Media Vision di Bologna abbiamo partecipato a un bando della regione Emilia-Romagna nel 2016. L’abbiamo vinto e con quei soldi (3500 euro) abbiamo realizzato il primo teaser del documentario. In realtà le riprese come ricerca e utilizzerò anch’esse nel documentario ancora in lavorazione.

Quindi per concluderlo avete aperto un crowfunding

Sì, la cosa particolare è che noi in realtà stiamo promuovendo un film ancora da concludere, quindi promuoviamo anche il crowfunding tramite contatti dello stesso Adelmo fino ad arrivare a quelli a noi più vicini come amici, conoscenti ecc…E’ un progetto indipendente non istituzionale e questo ti rende sicuramente più libera nell’effettuare delle scelte. Ricordo che il crowfunding è utile non solo per produrlo ma anche per distribuirlo. Pensiamo da esempio a tutte le Anpi, associazioni o piccoli gruppi che oltre a contribuire al progetto avranno la possibilità di vederlo nelle loro sedi (dove possibile anche con la presenza di Adelmo).Tutto questo previsto per il 2021, magari debuttando con una proiezione in anteprima proprio il 25 Aprile pandemia permettendo. Sarebbe il massimo.

A cosa è dovuto questo suo profondo legame con quel periodo storico?

Io sono antifascista di natura, poi nella mia attività professionale mi occupo di video e comunicazione lavorando per sei anni all’Istituto Cervi occupandomi spesso di progetti con un certo risvolto sociale. Tra l’altro ho vissuto dieci anni a Berlino esordendo nel campo dei video lavorando con migranti: come dire, un altro tipo di resistenza. D’altronde questi sono i valori che rappresentano i nostri padri e madri costituenti, i valori della solidarietà e tolleranza.

Questo é un momento triste anche a livello economico

Come sempre bisogna toccare il fondo per poi risalire. Come nel caso di guerre. Ora c’è la pandemia da combattere ma ho fiducia che tutti insieme possiamo ripartire.

Con la società forse è cambiato anche il modo di essere antifascisti

L’antifascismo si rimodula e non riguarda solo quel periodo storico, ma è la lotta per i diritti e disuguaglianze. Se vogliamo vederla così l’antifascismo esiste ancora ma in Italia sono temi sempre molto difficili da portare avanti. Certo è che con gli ultimi partigiani che stanno morendo la memoria storica di quel periodo è sempre più difficile da mantenere.

Adelmo Cervi con sua nipote

Ma sarà il suo film documentario a mantenerla viva

Magari! Effettivamente l’importanza di questo tipo di lavoro è questa oltre quella di fare dei film che parlino alle e delle persone, che rappresenti una testimonianza attraverso l’umanità dei sette fratelli Cervi. Adelmo dice sempre che suo padre e i suoi fratelli non erano dei Che Guevara che volevano fare una rivoluzione, ma dei contadini di scienza che lottavano contro le ingiustizie dando da mangiare ai primi partigiani e altra gente. Insomma erano in realtà delle prime azioni di resistenza quando la stessa non era ancora organizzata. Poi il Partito Comunista ha fatto sua questa storia rendendola così importante dando vita anche a una serie di operazioni culturali coinvolgendo importanti intellettuali. Grazie a questo la loro storia si e diffusa, una storia che in fondo riguarda delle persone umanamente antifasciste.

Per chi volesse contribuire al crowfunding: https://www.produzionidalbasso.com/project/i-miei-sette-padri-1/?fbclid=IwAR3mub5z3gHmMxXtkDkdk4dZEvmiawhDw60tG0mTePulX2_6VH8fgRCn66M

direttore@varese7press.it




Recensioni libri: Il salotto della Contessa Maffei (Meravigli edizioni)

VARESE, 15 novembre 2020-Molto interessante il libro dedicato al salotto della Contessa Maffei a Milano. Storia e avvenimenti raccontati da Raffaello Barbiera e pubblicato da Meravigli Edizioni in vendita a 15 euro (meravigliedizioni.it).

Il salotto Maffei nacque nel 1834 (inizialmente in via Tre Monasteri, oggi via Monte di Pietà) ad opera di alcuni intellettuali, primi fra tutti Tommaso Grossi e Massimo d’Azeglio, che frequentavano la casa di Clara e di suo marito Andrea Maffei. Grazie all’ampia rete di conoscenze del conte Maffei e all’ospitalità della padrona di casa, i più noti artisti, letterati, compositori e patrioti del Risorgimento (fra cui Francesco Hayez, Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Giovanni Prati, ma anche Honoré de Balzac e Franz Liszt) vi trascorsero memorabili serate a discutere di arte e di letteratura. Il salotto ebbe anche una considerevole importanza politica e la sua “voce” contribuì all’unificazione nazionale.

Introduzione di Pietro Esposito.

redazione@varese7press.it




L’altro virus, comunicazione e disinformazione al tempo del Covid-19: dibattito pubblico online

VARESE, 14 novembre 2020 – Quali sono le forme e i modi in cui i media stanno raccontando la pandemia Covid-19? Quali saranno gli effetti sociali, culturali e antropologici che il binomio virus-comunicazione lascerà in eredità?

A questi e altri interrogativi sul ruolo dei media al tempo del coronavirus, cercherà di dare una risposta la prossima puntata di Montag, la rubrica dedicata ai libri della Consulta Universitaria del Cinema (https://www.consultacinema.org/2020/11/11/viralemediale/) che lunedì 16 novembre 2020 alle 18.30 in diretta web su Zoom e Facebook presenterà “L’altro virus” (editore Vita e Pensiero), il volume curato dalla Presidente del Corecom Lombardia, Marianna Sala, e da Massimo Scaglioni.

Coordinerà il confronto Giacomo Manzoli, dell’Università di Bologna, già presidente del DAMS e attualmente coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Cinema, televisione e produzione multimediale e Membro del Consiglio Universitario Nazionale Italiano (CUN).

Il volume fornisce i contributi di studiosi e professionisti  che, con approcci e sensibilità differenti ma complementari, aiutano a comprendere e interpretare un momento storico di forte cambiamento che mette più che mai in discussione il ruolo dei media nella società contemporanea.

Montag, giunta alla seconda stagione, è la rubrica di presentazioni di libri sul cinema, la fotografia, la televisione e i media visuali promossa e realizzata dalla Consulta Universitaria del Cinema, l’associazione nazionale che riunisce i docenti e i ricercatori dell’area cinema, televisione, fotografia e media audiovisivi delle Università italiane.

I soci e le socie potranno partecipare all’incontro e interagire con gli ospiti attraverso la piattaforma Zoom.

L’incontro è aperto a tutti, in particolare agli studenti, attraverso il canale Facebook, dove sarà possibile commentare e inviare domande agli ospiti.




Nasce il Fondo ”Scena Unita”: un aiuto concreto per tutti i lavoratori dello spettacolo

VARESE, 13 novembre 2020-Da mesi il settore dello spettacolo è in ginocchio. Le conseguenze su tutta la filiera produttiva, di cui fanno parte i lavoratori autonomi o con contratto a intermittenza, senza le giuste tutele, e piccole imprese con margini davvero irrisori, sono disastrose: c’è la concreta possibilità che l’intero comparto non regga questo secondo stop.

Il rischio che il sistema collassi è più che reale, sono numerosi i live club, i teatri, set e produzioni indipendenti e gli spazi dedicati allo spettacolo che da maggio a oggi hanno chiuso.

Luoghi che componevano il tessuto connettivo della scena culturale permettendo agli artisti di crescere, investendo spesso in progetti emergenti, generando opportunità di
emersione dal basso, di formazione e avviamento professionale.
Il settore dello spettacolo è un sistema complesso non sempre dotato di strumenti adeguati, sia da un punto di vista di inquadramento professionale che rispetto al sostegno economico alle realtà che lo compongono da parte dello Stato. L’emergenza sanitaria ha generato un peggioramento progressivo della situazione economica del settore che oggi rende non sostenibile la sopravvivenza delle persone e delle realtà, profit e no profit, che in esso operano.
SCENA UNITA – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo è la risposta del mondo degli artisti per supportare in modo diretto e concreto quei lavoratori senza i quali la loro arte non può prendere forma.
SCENA UNITA – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo è il fondo in cui il mondo degli artisti si è unito a quello degli enti privati per dare un contributo concreto alla filiera, cercando anche di guardare ad un possibile futuro.
L’obiettivo di SCENA UNITA – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo è di dare un concreto e immediato aiuto ai lavoratori del mondo dello spettacolo colpiti duramente ed impossibilitati ad operare e, al contempo, sostenere progettualità che determinino una ripartenza del settore.
Il Fondo SCENA UNITA – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo sarà gestito da CESVI. – organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, fondata a Bergamo nel 1985 – in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub.
Le linee guida utili al raggiungimento degli obiettivi del fondo saranno elaborate da comitati
tecnico scientifici e pool di esperti formati da:
● Fondazione Centro Studi Doc
● Fondazione Fitzcarraldo
● cheFare
● #chiamateNoi
● Squadra live
● 42 Law Firm
● Associazione Unita
● Prof. Stefano Baia Curioni (Università Bocconi)
● Prof.ssa Dubini (Università Bocconi)
● Prof. Gianluca Scarchillo (Università Sapienza)
● Prof. Fabio Dell’Aversana (Università Federico II)
● Maurizio Roi (Mediartecultura e Art-booking)
● Andrea Marco Ricci (CAM/Note Legali/Nuovo IMAIE)
In quanto dedicato ai lavoratori dello spettacolo, non si potrà pensare di prescindere dalla
partecipazione del pubblico e di chiunque voglia e possa aiutare un settore senza il quale il mondo sarebbe, senza dubbio, un posto più brutto.
Sarà tuttavia indispensabile il supporto del tessuto industriale e d’impresa, che spesso è partner di eventi, festival e concerti e creazione di contenuti audiovisivi.
Il fondo SCENA UNITA – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo ha il patrocinio
del Ministero per i beni e delle attività culturali e per il turismo.
Ad oggi hanno aderito Amazon Prime Video, che ha deciso di supportare la comunità creativa e i lavoratori del settore, e altri brand come Intesa SanPaolo, Estetista Cinica, Fendi, Vertigo, Friends & Partners, Magellano Concerti, Vivo Concerti, Live Nation,
Arcobaleno Tre Srl, Sony Music Entertainment Italy, Warner Music, Universal Music
Italia, FIMI, Endemol Shine, Fremantle Italia, Layla Cosmetics, Trident, BPM Concerti,
42 Records, Bomba Dischi, Eclectic, DNA Concerti, Tanta Roba, Alchimia, SDL che
costantemente collaborano con il mondo dello spettacolo per veicolare identità e valori. È
importante che anche in questo caso il sodalizio persista.
Chiunque potrà donare attraverso la piattaforma di crowdfunding ForFunding.it messa a
disposizione da Intesa Sanpaolo che, fin da subito, ha creduto nella validità del progetto e ha fatto partire oggi la raccolta fondi con una propria generosa donazione. I clienti della banca, tramite gli oltre 7.000 sportelli ATM di Intesa Sanpaolo, potranno anche donare 1 euro al progetto in modo rapido, intuitivo e sicuro durante l’operazione di prelievo. In entrambi i casi, ogni euro donato verrà interamente versato al progetto “Scena Unita”.




Cortisonici 2021: bando online riservato a registi di tutto il mondo

VARESE, 10 novembre 2020-Diciottesima edizione per il festival del cortometraggio Cortisonici, che si terrà nel mese di maggio 2021 a Varese.  II bando per la partecipazione, pubblicato in questi giorni in italiano e inglese sul sito www.cortisonici.org, si rivolge ai giovani registi di tutto il mondo chiamati a inviare le opere realizzate nel 2020  e di durata non superiore ai 15 minuti.

La data ultima per l’invio è il 31 gennaio 2021; I cortometraggi potranno essere inviati tramite vari servizi di cloud storage o attraverso le piattaforme online (trovate le indicazioni nel bando).

Nei prossimi mesi verrà pubblicato anche il bando per la sezione Cortisonici-Ragazzi riservato ai lavori realizzati a scuola o in altri contesti educativi da registi under 18.

I cortometraggi selezionati verranno proiettati nel corso del festival che si terrà a maggio 2021 a Varese: siamo fiduciosi che per quella data si potrà tornare a godere insieme del piacere di una visione cinematografica collettiva che tanto ci manca. In caso contrario, come già avvenuto per l’edizione 2020 tenutasi a fine agosto nella suggestiva cornice del Giardini Estensi di Varese, l’associazione Cortisonici e i partner del festival valuteranno formule alternative per poter consentire lo svolgimento del festival.

Tutti gli aggiornamenti sul festival, le date e i luoghi verranno pubblicati nei prossimi mesi sul sito dell’Associazione Cortisonici www.cortisonici.org, e sui profili social network.




In Lombardia i Teatri non si fermano: concerti e rappresentazioni gratuite in streaming. Programma completo

VARESE, 6 novembre 2020-“In Lombardia i teatri non si fermano”. Con questo obiettivo la Direzione Generale dell’assessorato all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia ha deciso di trasmettere in diretta streaming sul portale regionale una serie di spettacoli teatrali e così renderli fruibili, gratuitamente, a tutti. Gli appuntamenti, coordinati dalla Regione, si svilupperanno lungo due direttrici: gli eventi all’interno di ‘Opera Lombardia in streaming’ e le manifestazioni contenute nel cartellone denominato ‘In Lombardia lo spettacolo continua’.

SI PARTE CON OPERA LOMBARDIA – Opera Lombardia raggruppa in un unico grande cartellone d’opera i 5 teatri di tradizione della Lombardia: il Teatro Grande di Brescia, il Teatro Sociale di Como, il Teatro Ponchielli di Cremona, il Teatro Fraschini di Pavia e la Fondazione Donizetti di Bergamo. Gli spettacoli, in fase di definizione in questi giorni, come detto, saranno visibili sul portale di Regione Lombardia.

IN LOMBARDIA LO SPETTACOLO CONTINUA – La Direzione Generale Autonomia e Cultura della Regione ha inoltre organizzato una serie di eventi raggruppati sotto il titolo ‘In Lombardia lo spettacolo continua’. Si tratta in tutto di sei spettacoli. Tre si terranno rispettivamente nei teatri comunali di Lodi, Sondrio e Monza, in collaborazione con le amministrazioni locali. Gli altri tre all’Auditorium ‘Testori’ di Palazzo  Lombardia a Milano. Anche questi sei eventi saranno fruibili, gratuitamente, in diretta, sul portale di Regione Lombardia.

ASSESSORE GALLI: TEATRI APERTI  VIRTUALMENTE, ARTISTI LAVORERANNO – ‘Gli spettacoli dei teatri, in Lombardia, saranno comunque fruibili, anche se in modo virtuale. L’obiettivo della Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore Galli – è triplice. Tenere i teatri aperti seppur in modalità streaming, far lavorare gli artisti e continuare a offrire cultura a tutti. Vogliamo dare un segnale chiaro e preciso: far ‘vivere’ le attività ed entrare nelle case dei cittadini offrendo cultura. Questa modalità di fruizione degli spettacoli è rispettosa delle regole e dei diritti degli artisti e degli spettatori’.

‘Nonostante le sofferenze patite in questi mesi – ha  aggiunto Galli – cinema e teatri hanno fatto l’impossibile per riaprire in sicurezza. Hanno sostenuto i costi per l’adeguamento delle sale ai nuovi criteri di tutela della salute. Mi auguro adesso che altri teatri seguano questo nostro esempio’.

PRIMO EVENTO OGGI A BRESCIA – Il primo evento previsto con questa modalità di fruizione coordinata da Regione Lombardia si terrà questo pomeriggio al Teatro Grande di Brescia, nell’ambito di ‘Opera Lombardia in streaming’. Previsto il ‘Werther’ di Jules Massenet con Karina Demurova, Maria Rita Combattelli, Guido Dazzini, Alberto Comes, regia Stefano Vizioli, direzione d’orchestra Francesco Pasqualetti. Nei prossimi giorni verrà diffuso il programma completo dei singoli teatri, che si configura come una sorta di programma regionale, senza sovrapposizioni in modo da consentire al pubblico di seguirli tutti.

Il ‘Werther’ di Jules Massenet

VICESINDACO LODI LORENZO MAGGI: CULTURA È ATTIVITÀ ESSENZIALE – ‘La cultura – ha sottolineato Lorenzo Maggi, vicesindaco di Lodi e assessore alla Cultura – in questo periodo è tutto fuorché un’attività non essenziale, anzi è fondamentale per affrontare il difficile periodo che stiamo vivendo e che purtroppo ragionevolmente ci aspetta. E’ per questo che, in attesa della riapertura del Teatro alle Vigne,  abbiamo accolto con entusiasmo la proposta dell’assessore regionale Stefano Bruno Galli di portare gli spettacoli direttamente a casa di tutti i lombardi, con trasmissioni in streaming che saranno ospitate sulle piattaforme regionali e sui canali di comunicazione del Comune. L’iniziativa costituisce una rete di collaborazione che non solo permetterà di riallacciare il filo con il pubblico, interrotto per le limitazioni vigenti, ma offrirà anche agli artisti e agli addetti ai lavori la possibilità di tornare sulla scena, con una modalità sicura per se stessi e per il pubblico che potrà godere delle performance teatrali anche a distanza’.

CONCERTO LEO NUCCI – ‘L’evento con cui Lodi si prepara a partecipare – ha poi evidenziato Maggi – a questa stagione virtuale è un concerto del baritono lodigiano di fama internazionale Leo Nucci, che si esibirà, accompagnato dal pianoforte di Paolo Marcarini, altro celebre lodigiano doc, eseguendo arie di Rossini, Verdi, Puccini. Marcarini proporrà anche composizioni originali. La serata prevede la partecipazione della soprano Elisa Maffi, originaria di San Colombano al Lambro, che renderà omaggio alla poetessa e scrittrice lodigiana Ada Negri di cui quest’anno si ricorda il 150° anniversario della nascita. Un tributo alle eccellenze della scena culturale lodigiana che siamo certi contribuirà ad ampliare ulteriormente la conoscenza del nostro patrimonio artistico e dei nostri talenti, con l’auspicio che il sipario possa al più presto rialzarsi sul palcoscenico del Teatro alle Vigne e sul ricco cartellone di appuntamenti già programmati’.

EUGENIO FINARDI A MONZA – ‘Monza aderisce  all’iniziativa di Regione Lombardia con un concerto di Eugenio Finardi in programma domenica 15 novembre al Teatro Manzoni – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Massimiliano Longo. È un’opportunità importante perché siamo convinti che la cultura non debba fermarsi, neppure di fronte a un’emergenza sanitaria’.

ASSESSORE COMUNE MONZA MASSIMILIANO LONGO: CULTURA CIBO PER LA MENTE – ‘È un servizio ‘essenziale’ – ha aggiunto – come i supermercati o le farmacie: è cibo e medicina per la mente. Inoltre la cultura è una vera e propria ‘industria’ per tutto l’indotto che è in grado di generare. In Lombardia il volume d’affari del teatro nel 2018 era di quasi 116 milioni di euro, mentre quello del cinema superava i 151 milioni di euro. Il Governo, ha deciso di ‘spegnere’ i riflettori su questi settori, di chiudere cinema e teatri, lasciando al buio spettatori e lavoratori del mondo dello spettacolo. Noi, invece, abbiamo fatto una scelta diversa: terremo aperti i luoghi della cultura, anche se solo virtualmente’.

ASSESSORE COMUNE SONDRIO MARCELLA FRATTA: RIAPRIRE TEATRO SEGNALE IMPORTANTE – ‘Ho accolto molto favorevolmente la proposta dell’assessore regionale Stefano Bruno Galli – ha sottolineato Marcella Fratta vicesindaco di Sondrio e assessore alla Cultura -. Grazie al progresso tecnologico riusciamo a ricomporre la comunità dei nostri cittadini di Sondrio appassionati di teatro che vedono nel nostro Teatro Sociale una sorta di una piazza abitata che appare come luogo di dibattito, di testimonianze letterarie classiche, di istanze più attuali e contemporanee. Riaprire il Teatro, seppur solo per gli  operatori è anche un segnale di riconoscimento per i lavoratori dello spettacolo oltre che per gli artisti’.

OTELLO POP TRAGEDY – ‘Nel nostro teatro vuoto risuonerà la voce di Carlo Decio con il suo spettacolo ‘Otello pop tragedy’ che vuole rievocare le atmosfere della commedia dell’arte con un attore che racconta di amori e tragedie, dando vita a personaggi resi immortali dal grande bardo inglese. Il teatro shakesperiano – ha rimarcato Fratta – ha come materia di ispirazione la condizione umana con le sue passioni e gli istinti più profondi. Carlo Decio ci restituirà con i versi di Shakespeare uno spaccato di vita offrendoci una sintesi di ciò che spesso non si riesce a vedere nel nostro percorso quotidiano, sottolineando sfumature e significati anche degli aspetti più reconditi e negativi della natura umana. Ringrazio Carlo Decio che si è reso disponibile, perché sappiamo che recitare con il teatro vuoto non sarà facile dal momento che non si potrà creare quel forte interscambio di emozioni tra spettatori e attore.

LINK CON PROGRAMMA SPETTACOLI E DIRETTA STREAMING SINGOLI EVENTI

www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-Informazioni/cittadini/cultura/spettacolo/in-lombardia-i-teatri-non-si-fermano

 




“Il Liceo è un Tempo”: i 75 anni del Galilei di Legnano in un libro

LEGNANO, 3 novembre 2020-Il liceo non è solamente un percorso di formazione, ma è soprattutto un’esperienza che rimane imperniata indelebilmente in chi la vive. Ne è convinta l’Associazione Liceali Sempre che per festeggiare i 75 anni del liceo Galileo Galilei di Legnano ha dato alle stampe il libro “Il Liceo è un Tempo”. Realizzato con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e con il contributo di alcune realtà imprenditoriali cittadine, non ripercorre la storia dell’istituto superiore, ma rappresenta una testimonianza viva e vitale di quanti hanno fatto il liceo legnanese e hanno voluto ricordare “quegli anni”.

Accanto alla ricostruzione storica di Legnano e del suo territorio dal 1943 al 2018 fatta da Giorgio Vecchio, sono state raccolte e inserite nella pubblicazione una quarantina di testimonianze di maturati al Galilei, oltre a una galleria fotografica che ripercorre gli eventi più significativi del liceo e dei suoi studenti. A chiudere, l’elenco dei presidi (oggi dirigenti scolastici) che hanno guidato il liceo nella sua lunga storia, gli insegnanti e tutti i nomi dei maturati negli ultimi 25 anni.
«Già in occasione del Cinquantesimo del liceo era stato fatto un libro storico. Abbiamo voluto colmare questo nuovo quarto di secolo, dando però un taglio diverso», afferma Paola Zacchi co-presidente insieme con Mietta Favari dell’Associazione Liceali Sempre, e curatrice del volume assieme a Ornella Ferraio, Pietro Bonzi, Annalisa Bruni e Mariateresa Curti. «L’intento è stato quello di ricostruire il clima, la vita, la società e la città ai tempi del liceo, attraverso voci autorevoli di ex studenti. Non c’è un filo conduttore unico, ma un intreccio di memorie e di impressioni che permettono in un certo modo di rivivere il tempo del liceo da parte di chi, oggi, è un professionista affermato, un imprenditore e un padre di famiglia. Il risultato è stato sorprendente. Sono ricordi personali che diventano memoria collettiva di un tempo; un tempo visto con la sensibilità di un adolescente e riletto con la saggezza di un adulto».
Il progetto è stato sposato dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate che ha creduto non solamente «nel valore della formazione di un istituto storico del nostro territorio che ha formato migliaia di giovani, ma anche nel valore di una memoria che, in questo modo, diventa patrimonio di tutti», osserva il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «La scuola è il nostro futuro. Scegliere di investire nella scuola è compiere un passo per guardare al domani con fiducia, soprattutto in un momento complesso come quello che stiamo vivendo».
Il libro, benché dato alle stampe alla fine dell’anno scorso, a causa dell’emergenza sanitaria non è mai stato presentato pubblicamente. «Per questo lo abbiamo ospitato nella nostra filiale», ricorda il direttore della filiale di Legnano della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Andrea Arnaudo. «In collaborazione con NONè, laboratorio per il recupero degli oggetti vintage (www.nonedabuttare.it), abbiamo allestito un corner dedicato: è un ulteriore elemento che testimonia la nostra voglia di interazione e di condivisione, non solo di spazi, con il nostro territorio e la nostra volontà a sostenerne i progetti di valore».

 




“Mario Botta. Oltre lo Spazio”, webinair con proiezione documentario dedicato al famoso architetto

VARESE, 3 novembre 2020-Proseguono le attività culturali organizzate e promosse dall’Ordine Architetti PPC Provincia di Varese.
Mercoledì 11 novembre alle ore 18:00 è in programma la proiezione del documentario “Mario Botta. Oltre lo Spazio”.
Diretto da Loretta Dalpozzo e Michèle Volontè e prodotto da Swissbridge Productions, il documentario è un viaggio “oltre lo spazio”, dentro il mondo inedito di Mario Botta, che permette di scoprire un architetto instancabile ed appassionato.

11 novembre ore 18:00 webinar
“Mario Botta. Oltre lo Spazio”
Il documentario diretto da Loretta Dalpozzo e Michèle Volontè e prodotto da Swissbridge Productions è un viaggio “oltre lo spazio”, dentro il mondo inedito di Mario Botta, che permette di scoprire un architetto instancabile ed appassionato.
Dopo aver costruito chiese, cappelle ed una sinagoga, Botta sta progettando una moschea in Cina. Una sfida che giunge a più di 50 anni dall’inizio della sua carriera, in un momento di profonda riflessione professionale e personale.
E’ negli spazi sacri che Mario Botta (classe 1943) ha trovato l’essenza dell’architettura, per questo le registe ripercorrono la sua carriera attraverso il tema a lui più caro. Botta riflette sul bisogno di luoghi di silenzio e di preghiera, sulle contraddizioni del nostro tempo, ma anche sulla sua fede.
Perché una società globalizzata, sente sempre più il bisogno di costruire luoghi di culto?  I suoi pensieri si trasformano in analisi degli spazi sacri del passato, di quelli in cantiere e di quelli che verranno, in un cammino tra passato, presente e futuro, che permette di scorgere l’uomo dietro all’architetto.
Un’esplorazione reale tra Svizzera, Italia, Israele, Corea e Cina, ma anche interiore, tra i ricordi di infanzia e i personaggi (collaboratori, committenti e famigliari) che hanno fatto di lui l’uomo che è oggi.

NOTE
Il documentario è stato presentato in prima mondiale al Locarno Film Festival (2018). E’ rimasto poi diverse settimane nelle sale cinematografiche della Svizzera italiana e tedesca ed uscirà nei cinema della Corea del Sud in dicembre
In ottobre 2019 ha ricevuto il Premio del Pubblico al Milano Design Film Festival. La prima italiana è stata il 12 ottobre ad Artecinema di Napoli, seguita poi da una proiezione evento sull’architettura del Sacro a Roma, seguita da un dialogo tra il Cardinale Ravasi e Mario Botta.
E’ stato in competizione ad Artfifa 2019, il più importante festival del film sull’arte ed è stato ufficialmente selezionato da Copenhagen Architecture Festival, London Architecture Film festival, Rotterdam Architecture film festival, Artecinema, ADFF in New York, Vancouver e Toronto.
Il film è stato visto da più di duemila spettatori durante una tournée asiatica con proiezioni-evento a Seoul (Corea del Sud), Pechino, Shanghai, Chengdu (Cina) e Singapore.
Nel 2018, Mario Botta è stato insignito del prestigioso Premio Ratzinger, consegnatogli da Papa Francesco, proprio per l’attenzione rivolta ai suoi spazi sacri, tema del documentario.

BIOGRAFIE REGISTI
Loretta Dalpozzo è una giornalista e produttrice svizzera, attiva all’estero da oltre 19 anni. Prima dal Regno Unito ed ora dall’Asia lavora principalmente come corrispondente freelance della Radiotelevisione Svizzera (RSI), per cui ha realizzato centinaia di reportage di diverse lunghezze, per numerosi programmi. Tra i documentari più recenti “La Cambogia nel sangue” (52’, RSI 2017) e “Family in Pieces” (30’, Swissbridge Productions, 2018) un cortometraggio sulla persecuzione della minoranza musulmana dei Rohingya in Myanmar, che ha ricevuto il premio giornalistico Carla Agustoni nel contesto del Festival del Film dei Diritti Umani, Lugano (2018) ed ha vinto nella categoria “miglior documentario short” al London Independent Film Awards (2018)
Svizzera-canadese, Michèle Volontè è una giornalista con alle spalle una lunga esperienza televisiva alla Radiotelevisione Svizzera di Lingua Italiana, dove ha lavorato principalmente per il settore dell’Informazione. Ha prodotto formati multimediali per la TV e il WEB, organizzato e moderato dibatti e conferenze e lavora ora per il dipartimento di Cultura e Società della TV Svizzera di lingua italiana.

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Apre la Patty’s Art Gallery, di Patrizia Stefani: vetrina online dove trovare opere di talentuosi artisti contemporanei

VARESE, 2 novembre 2020-Punto di riferimento da oltre venticinque anni per importanti uomini d’affari in quanto intermediaria immobiliare prima e nella veste di intermediaria d’arte poi, l’imprenditrice veneta Patrizia Stefani apre la Patty’s Art Gallery (con sede a Bassano del Grappa).

Straordinaria vetrina espositiva sia per artisti quotati che per quelli ancora emergenti, italiani ed internazionali, la Patty’s Art Gallery si connota anche per essere un’eccellente galleria online [www.pattys.it] dove amanti dell’arte, investitori e collezionisti potranno acquistare pezzi d’arredo unici ed autentici di pittori, scultori, fotografi selezionati con attenzione e cura certosina.

Fotografia d’arte su tela ”Gioco di sguardi”, di Giulia Quaranta Provenzano

Coraggiosa, testarda, tenace e concreta Patrizia Stefani ha ricevuto sin dall’infanzia un’educazione molto severa che le ha però permesso di sviluppare una ferrea logica improntata al raggiungimento di obiettivi ambiziosi quali il mostrarsi sempre se stessa e soprattutto l’aiutare pure le altre persone a trasformarsi in chi sono destinate a diventare. È la stessa Patrizia ad affermare infatti <<Per carattere non potrei mai seguire una strada che non sento mia e così nel tempo ho imparato ad ascoltare ed ascoltarmi, mossa da quella voce interiore che mi ha portato oggi a realizzare il desiderio di proseguire il mio percorso dall’esperienza in associazione alla consulenza in proprio rivolta ad artisti ed imprenditori>>.

Ed è con la precisa volontà di orientare all’acquisto di opere di alto livello degne di immortalità e rientranti a pieno titolo nell’attuale storia dell’arte, che nasce la Patty’s Art Gallery il cui nome deriva dal simpatico nomignolo che gli amici della donna le hanno affettuosamente attribuito. Importante evidenziare come la “s” di Patty’s stia per l’iniziale del suo cognome, cioè Stefani, a significare il valore per lei imprescindibile della famiglia nella quale è cresciuta e che le ha trasmesso appunto il noto, riconosciuto e peculiare forte spirito imprenditoriale.

<<Nothing ever happens by chance>> sottolinea spesso Patrizia, convinta ovvero

La gallerista Patrizia Stefani

che nulla accada per caso poiché è inevitabile vivere la propria esistenza secondo un filo condurre ed una motivazione che è quanto indirizza di continuo al passo successivo, verso quello a cui si è rivolti in base alle esperienze fatte. Ciò non significa per la Stefani che la vita vada subita, all’opposto che è doveroso viverla in pieno e al massimo.

Dotata di audace iniziativa e creatività, di larghe vedute, l’ideatrice e titolare della Patty’s Art Gallery si è già in passato dimostrata in grado di gestire qualsiasi situazione: libertà di pensiero la sua che è garanzia per coloro che si affideranno alla gallerista di raggiungere il proprio scopo – sia che si tratti di affermarsi nel panorama artistico, sia di diversificare in maniera ottimale il proprio patrimonio economico.

Patrizia Stefani ha specificato inoltre che <<L’obiettivo è di mettere in comunicazione l’anima, l’idea, l’essenza di un artista con chi vuole investire non solo sull’oggetto in quanto bello, ma altresì sulla persona. Indispensabile far capire alla gente come si possa trovare in un oggetto d’arte gioia, entusiasmo, emozione semplicemente osservandolo ogni giorno …Credo ovvero profondamente nell’investimento artistico anche in quanto differenziare il capitale è un’attività necessaria per un avveduto buon imprenditore e proprio a questo riguardo mi metto al suo servizio per raccontare chi è l’artista, il suo trascorso e il suo avvenire …É fondamentale capire che nel tempo un quadro, una scultura, uno scatto fotografico, un’installazione acquisiranno di certo un valore!>>.

Pittura ”IL TEMPO DELL’AMORE”, di Giuseppe Quartieri – in arte Donatien

Arte dunque che per la bassanese è fondamenta del quotidiano e risorsa nel presente, ricchezza del futuro, tant’è che si dice convinta che <<chi si avvicina al mondo dell’arte non può più tornare indietro e non potrà nemmeno più essere come prima>>. Arte che per Patrizia Stefani merita la -A maiuscola quando è espressività che riesce a commuovere per mezzo non soltanto della tecnica, piuttosto attraverso l’energia che scorre nel rappresentato.