Capolavoro del pittore Giovanni Boldini sabato esposto a Palazzo Verbania di Luino

LUINO, 10 dicembre 2019-Sabato 14 dicembre alle ore 12 Palazzo Verbania di Luino ospitera il Ritratto di Lady Nanne Schrader, nata Wiborg, capolavoro di Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Paris 1931). Il Comune di Luino presenta per il periodo natalizio un’opera d’arte in perfetto stile con la preziosa cornice Art Nouveau della location in un evento curato da Federico Crimi.
“Sulla scia del modello milanese che vede ormai da anni la tradizionale mostra natalizia riservata a un’unica opera straodinaria offerta alla Citta, anche Luino sceglie un dipinto di qualita eccellente, la cui storia intreccia quella del Palazzo Verbania restituito alla collettivita dopo un lungo lavoro di restauro” – commenta il Sindaco di Luino Andrea Pellicini.
I suoi interni, segnati ancora dalle traccie preziose di un liberty d’ispirazione viennese, faranno da cornice all’icona di bellezza, fascino e stile che il grande ritrattista italiano immortalo sulla tela negli stessi anni in cui fu progettato il palazzo sul lago. Arsene Alexandre, recensore per «Le Figaro» di Parigi, scrisse con arguzia:«Boldini possiede come nessun altro l’arte di spogliare i propri contemporanei ritraendoli vestiti». Cosi il maestro ferrarese, uno dei piu grandi ritrattisti della Belle Époque, acuto interprete di un mondo splendidamente effimero, immortalo Lady Nanne Wiborg (1867-1939), icona dell’alta societa londinese, nella freschezza della sua posa e del suo stile.
Boldini coglie questa figura femminile alla moda di fine secolo con la sua “bouche en coeur”, la sua bellezza moderna, fotografica e, allo stesso tempo, onirica. Un defile quotidiano di vestiti fomento la sua passione totalizzante per l’eleganza delle donne, stuzzicando la sua mano desiderosa di tradurre il glamour in pittura, esattamente come fece nella posa spontanea e volitiva di Lady Nanne.



Kraftwerk in concerto a Milano: aggiunta nuova data agli Arcimboldi

MILANO, 9 dicembre 2019-Raddoppia la data milanese dei KRAFTWERK. Martedì 26 maggio 2020 i pionieri della musica elettronica saranno in concerto al Teatro degli Arcimboldi di MILANO per un secondo appuntamento con il loro incredibile show multimediale che fonde insieme musica e arte performativa.

 I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire dalle ore 11.00 di domani, martedì 10 dicembre, sul circuito TicketOne.

 Questi gli show italiani dei Kraftwerk annunciati finora, prodotti e organizzati da Intersuoni srl divisione Booking & Management Unit:

21 MAGGIO – Gran Teatro Geox – PADOVA

25 MAGGIO – Teatro degli Arcimboldi – MILANO

26 MAGGIO – Teatro degli Arcimboldi – MILANO

Kraftwerk nascono nel 1970 dall’unione di Ralf Hütter e Florian Schneider.  Da sempre innovatori, fin dalla metà degli anni ’70 i Kraftwerk sono riconosciuti a livello mondiale per la loro rivoluzionaria musica elettronica, i loro paesaggi sonori e le originali sperimentazioni con la robotica e altre tecnologie. Con la loro visione avanguardistica, i Kraftwerk hanno creato la colonna sonora per l’era digitale del XXI secolo.

Nelle performance dal vivo dei Kraftwerk – la cui formazione è attualmente composta da Ralf Hütter, Henning Schmitz, Fritz Hilpert e Falk Grieffenhagen – emerge con forza la loro profonda fiducia nell’interazione tra l’uomo e la macchina. Negli ultimi anni, a partire dalla retrospettiva “The Catalogue”, ospitata nel 2012 al MoMA di New York, i Kraftwerk sono tornati alle proprie origini, alla scena artistica e musicale della Düsseldorf di fine anni ‘60. Alla serie di concerti in 3-D al MoMA sono seguite ulteriori presentazioni alla Tate Modern Turbine Hall (Londra), all’Akasaka Blitz (Tokyo), all’Opera House (Sydney), alla Walt Disney Concert Hall (Los Angeles), alla Fondazione Louis Vuitton (Parigi), alla Neue National Galerie (Berlino) e al Guggenheim Museum (Bilbao). Nel 2014, il fondatore dei Krafwerk Ralf Hütter è stato insignito del prestigioso Grammy alla carriera. Ancora nel 2018, i Kraftwerk si sono aggiudicati il Grammy per il miglior album di musica dance ed elettronica con “3-D The Catalogue”, una rivisitazione in chiave high-tech dei precedenti lavori della band.




La storia di Giuseppina Grassini diventa un libro scritto da Bruno Belli: presentazione al Salone Estense

VARESE, 8 dicembre 2019– Verrá presentata  martedí 10 dicembre al Salone Estense (inizio ore 18) la prima biografia critica documentata moderna in lingua italiana dedicata a Giuseppina Grassini, scritta dal giornalista e critico musicale Bruno Belli.

Un bel libro dive si narra la vita e l’arte musicale del celeberrimo contralto varesino, famoso nel mondo e citato in tutte le storie della musica e nelle biografie napoleoniche, la quale fu nota anche per essere stata amante ed amica di Bonaparte.

Durante l’ appuntamento, patrocinato dal Comune di Varese, alla presenza del Sindaco Davide Galimberti, dell’Editore Pietro Macchione e dell’Autore, vi saranno anche un intermezzo musicale con pagine inerenti alla carriera di Giuseppina Grassini, interpretate dal soprano Mariachiara Cavinato con l’accompagnamento pianistico di Paola D’Ambros e qualche lettura tratta dai documenti riportati nel volume, a cura della regista ed attrice Serena Nardi




Dall’ex Ignis alla Whirpool: libro e mostra fotografica dove si racconta un pezzo di storia sindacale e operaia della nostra provincia

VARESE, 7 dicembre 2019- di GIANNI BERALDO-

Mostra fotografica davvero interessante quella allestita fino a domani, domenica 8 diciembre, al Salone Estense di Varese. 

Decine di fotografie a colori e in biano e nero (ingrandite mettendo in risalto bellissimi primi piani e altri particolari) che scandiscono oltre 60 anni di lotte sindacali in provincia di Varese ma soprattutto uno spaccato di storia con protagonisti i lavoratori metalmeccanici, categoria solitamente riconosciuta come la piú ”combattiva” nelle lotte sindacali e manifestazion, per ottenere o mantenere i propri diritti. Oltre alle foto, molto interessanti sotto il profilo storico pure diversi documenti orginali d’epoca.

Nel caso specifico, questa mostra analizza la lunga storia dell’attuale Whirlpool partendo ovviamente dagli anni del boom economico quando la nota industria di elettrodomestici (ora divenuta una grande corporation di proprietá statiunitense), era conosciuta in tutto il mondo come la Ignis di Giovanni Borghi, patron varesino che fondó il suo impero industriale partendo dal grande polo con sede a Cassinetta di Biandronno, fabbrica  che negli anni Sessanta e decennio successivo dava occupazione e ben 7000 dipendenti. 

Una vera cittadella con tanto di alloggi, piscina e centro sportivo dove potersi rilassare (alloggi occupati in parte pure da diversi campioni dello sport sponsorizzati Ignis).

Sito produttivo di Cassinetta di Biandronno ora decisamente ridotto rispetto al passato, con una produzione che rimane in vita grazie alla fortunata realizzazione di forni a incasso e forni microonde.

Piú critica invece la situazione inerente lo stabilimento piú importante a livello numerico situato a Napoli, sempre piú vicino alla chiusura definitiva.

«Forse non tutti sanno che lo stabilimento di Napoli é stato il primo sito produttivo della Ignis, con Borghi che in tal modo incassava finanziamenti derivanti dalla Cassa del Mezzogiorno», dice Rinaldo Franzetti ex sindacalista che tra Ignis e Whirpool nella fabbrica di Cassinetta ci ha lavorato una vita intera ossia dal 1963 al 2003.

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Rinaldo Franzetti

Storie e aneddoti  raccontate anche nel bel libro scritto dallo stesso Franzetti intitolato ”Tratti di memoria”-dalla Ignis alla Whirpool”, dove si narra appunto la storia di una delle piú importanti fabbriche di elettrodomentici nel mondo, partendo da un punto di vista personale frutto appunto di anni di lotte sindacali e di grande passione per il suo lavoro, fino ad arrivare ai giorni nostri con tutte le difficoltá e visioni diverse della societá anche da parte degli stessi operai.

Libro realizzato grazie al contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto, di Anteas, Fnp Laghi, Cisl Pensionati e Fim-Cisl Laghi, corredato da foto molto belle-molte delle quali presenti nella mostra- oltre a riportare documenti importanti a fini storici, come testi tratti da volantini d”epoca, copertine di riviste sindacali e molto altro ancora. Libro scandito da sequenze temporali ben precise suddivise a capitoli ma soprattutto resoconto efficace e diretto di come sia cambiato sia il mondo del lavoro che il sindacato nei decenni.

Insomma mostra e libro altamente consigliati anche perché la memoria del passato aiuta a fare crescere il presente proiettandoci nel futuro.

direttore@varese7press.it

 




Aspettando la Cometa: eventi musicali alla parrocchia di Masnago

VARESE, 6 dicembre 2019-Numerosi gli eventi che la Comunità Pastorale Maria Immacolata sta organizzando in occasione della festa dell’Immacolata dell’8 dicembre presso le strutture parrocchiali di Masnago.

Centrali e caratterizzanti, nell’intento di accompagnare al S. Natale con gioia, due spettacoli: sabato sera alle 20.45 in chiesa parrocchiale a Masnago il coro gospel “Praise the Lord” con il musical “Emmanuel” e domenica pomeriggio alle 16.30 sempre in chiesa, il piccolo coro “In Letitia con “Maria…in Canto”.

Il Crotto di Natale di via Bolchini aprirà sabato 7 alle 15.30 proponendo prelibatezze e manufatti natalizi preparati come da tradizione dai volontari della Comunità.

Densa la giornata di domenica che vede già dalle 8.30 l’apertura del “Mercatino di Natale” con prodotti enogastronomici, hobbistici e associazioni di volontariato nelle vie Petracchi, Bolchini e in piazza Ferrucci.

Alle 9.30 nel salone dell’oratorio aprirà anche il mercatino della scuola materna e alle 11.30 arrivo di Babbo Natale con la slitta.

Dalle 12,15 in Cripta pranzo con piatti tipici e possibilità di sostenere le attività dell’oratorio, donando un euro.

Il pomeriggio comincia alle 14.00, nel salone dell’oratorio, con “Un magico Natale”, intrattenimento per i più piccoli e il mercatino, a cura delle scuole materna “Tallachini” e primaria “Locatelli”.

Alle 16.00 merenda presso la casa di Babbo Natale, vicino al monumento ai caduti, in attesa dello spettacolo in chiesa “Maria in… Canto” alle 16.30.

Due le S. Messe dedicate: alle 10.30 con i soci della società “Mutuo Soccorso” e alle 18.00 in onore di Maria Madre Immacolata, patrona della Comunità, con la partecipazione di tutte le Corali della Comunità Pastorale.

Tutte le iniziative sono a titolo gratuito, eventuali offerte saranno devolute alla Baby Caritas Hospital di Betlemme, alle attività educative finanziate da Insieme Ingioco e alle opere parrocchiali.

La Comunità Maria Madre Immacolata vi attende numerosi, per due giorni in allegria, in attesa del Santo Natale!

Per eventuali informazioni rivolgersi a:

Alessandro Montalbetti – Coordinatore dell’evento – smabr@libero.it – mob. 3480033124

Per il programma dettagliato: www.varesemontelago.it/vita-parrocchiale.




“Tele nascoste”, libro su Chinnici scritto da Diego Celi: presentazione a Catania

CATANIA, 6 dicembre 2019-Sabato Il 14 dicembre alle 18, verrà presentato a Catania il nuovo libro su Lorenzo Chinnici: “Tele Nascoste” scritto dal chirurgo Diego Celi e arricchito dalla prefazione di José Van Roy Dalí (figlio di Salvador Dalí), pubblicato da Giambra Editori.

Il testo non celebra l’arte di Chinnici, ma scandaglia emozioni e retroscena delle tele del Maestro. La serata è promossa da ‘’Faber – Il Fabbricante di idee’’ in collaborazione con la casa editrice.

Questa edizione di Faber si terrà nei giorni 14 e 15 dicembre, dalle 10.00 alle 21.00 presso lo storico Palazzo del Toscano, edificato intorno al 1870 quale residenza cittadina dei Paternò marchesi del Toscano.

La manifestazione ospiterà 40 artigiani d’eccellenza provenienti da tutta la Sicilia, che presenteranno le loro creazioni nelle splendide sale del piano nobile del Palazzo, scenario per la presentazione del libro di Chinnici che dialogherá simbolicamente con le eccellenze artigianali made in Sicily.

TELE NASCOSTE (Giambra Editori, 2019), edizione italiano/inglese. Il testo, pur avendo come protagonista il Maestro Lorenzo Chinnici, non è celebrativo dell’arte pittorica dell’artista. Si propone, invece, di dipingere con un pennello lacaniano una tela in cui fa da sfondo un conflitto continuo intriso d’amore e scontri fra il figlio e l’artista: la vera “tela nascosta” della produzione artistica del Maestro. Ma, in questa tela, vi è un’altra protagonista: la madre. Essa governa e guida la biga familiare cui sono attaccati i due cavalli, che male sopportano le briglie.

Diego Celi, autore del testo, scrive Josè Van Roy Dalì, figlio di Salvador Dalì, nella prefazione: ‘’….accarezza un pensiero, vaga sulle nuvole della fantasia….si inoltra con l’ingenuità di un bambino e con l’arroganza di un adulto in un racconto che, già nelle prime righe, accende la curiosità e induce a proseguire nella lettura con quella gioiosa emozione che porta ad ampliare gli illimitati confini della fantasia per farsi trasportare in una irreale realtà in cui tutto è possibile…”




Nuova vita per il Teatro Santuccio che riaprirà a febbraio completamente rinnovato

VARESE, 5 dicembre 2019- di GIANNI BERALDO-

Nulla cambia, tutto cambia. E in meglio oseremmo dire. 

Stiamo parlando del Teatrino Santuccio con la proprietà (la società immobiliare Fivar di Varese) che intende valorizzare ulteriormente questo gioiello architettonico dalla notevole valenza storica, artistica e culturale, grazie a un nuovo intervento di ammodernamento che riguarderà principalmente gli aspetti video e audio, ma soprattutto un importante intervento sulla cupola centrale <<In considerazione del fatto che da questa cupola filtra ovviamente la luce del giorno, impedendo una buona visibilità in caso di proiezioni video, abbiamo pensato ad un progetto che potesse evitare questo problema, magari adottando un sistema di pannelli mobili. Ma siamo ancora nella fase progettuale>>.

Così ha sottolineato Carolina Firpo, titolare della società immobiliare (la stessa che recuperò oltre vent’anni orsono la struttura inserita in un contesto immobiliare di pregio),

oggi alla presentazione di questa “nuova vita” del Santuccio in Comune di Varese, accompagnata dalla mamma Emanuela.

Emanuela Firpo

Carolina che si occuperà di marketing teso a valorizzare il teatro oltre che della programmazione futura, prevedendo pure un restyling del sito online.

Il Santuccio è oramai consacrato a bene culturale di tutta la città, affezionata da un contesto piccolo (solo 150 posti dislocato in una struttura semicircolare tipica dei teatri dell’Antica Grecia) ma molto grazioso.

Negli anni di questo teatro se ne sono avvalse le principali associazioni della città per organizzare incontri, spettacoli, convegni o dibattiti. Tutto sotto l’egida dell’attuale amministrazione comunale che aveva firmato un contratto di usufrutto della struttura.

Convenzione ora scaduta e che il Comune non ha inteso rinnovare per questioni economiche (circa 60mila euro l’anno), pur continuando a supportare i vari progetti della proprietà affittando il teatro per alcuni eventi.

Saranno infatti 50 le date a disposizione dell’amministrazione comunale nell’arco dell’anno, che verranno spalmate in base alle esigenze e richieste che si paleseranno di volta in volta.

Carolina Firpo

<<Il Santuccio rimarrà sempre patrimonio culturale della città, significativa in tal senso questa bella partnership tra pubblico e privato la quale, nel caso specifico, ha portato a dei risultati notevoli>, dice il sindaco Davide Galimberti.

Ora il Santuccio rimarrà chiuso per lavori di ristrutturazione dal 15 dicembre al 14 febbraio, poi inaugurazione in pompa magna come si conviene per un opera d’arte dal valore affettivo ed emozionale veramente senza prezzo.

In chiusura significative le parole di Emanuela Firpo <<Abbiamo deciso di investire nuovamente su questo bel teatro che con tanta fatica e notevoli sforzi economici abbiamo riportato al suo antico splendore molti anni fa. Teatro che avevamo perso negli anni e ora non volevamo riperderlo nuovamente>>.

Il teatro Santuccio di Varese

Da segnalare che, nel lasso di tempo relativo alla chiusura temporanea del Santuccio, le associazioni che volessero usufruire di nuovi spazi potranno rivolgersi direttamente all’ ufficio competente del Comune.

direttore@varese7press.it

 

 




Progetto Groovin’Up, iscrivi la tua band al Festival JazzAscona

ASCONA (Svizzera), 5 dicembre 2019-Per l’edizione 2020, JazzAscona fa spazio ai giovani con il programma “GROOVIN’UP”: un’opportunità per giovani musicisti emergenti per far conoscere la propria musica e per esibirsi su uno dei palchi principali del suggestivo lungolago di Ascona… ma non solo: i giovani saranno ospitati per 3 giorni nel bellissimo Collegio Papio, dove riceveranno vitto e alloggio, ma soprattutto potranno approfittare di workshop, jam session e concerti con i numerosissimi musicisti di grande esperienza internazionale.

Il tempo per iscriversi è limitato, così come i posti a disposizione (circa una quindicina). Proporre la propria band è semplice, basta vistare la pagina Facebook di JazzAscona (link), iscriversi al gruppo Groovin’up e postare un video di un brano recente sotto forma di performance live.
La qualità tecnica e il luogo del video non hanno rilevanza per i programmatori del Festival (potete semplicemente filmarvi con il cellulare nella vostra sala prove!)I generi che verranno presi in considerazione sono Jazz, Blues, Funk, Soul, Folk, Pop, Rock, Singer-Songwriter e affini.

Il progetto Groovin’upsarà poi documentato da interviste e filmati realizzate dagli studenti e le studentesse del Conservatorio Internazionale Scienze Audiovisive (CISA) di Locarno.Unicità, mezzi e infrastrutture del festival verranno così messe a disposizione di giovani musicisti/e e filmmakers, di modo che possano mettere in pratica e affinare i loro talenti in vari ambiti.

Il desiderio di JazzAscona è di estendere l’iniziativa anche al giornalismo, alla fotografia e ad altri ambiti, permettendo così ai professionisti del futuro di accumulare esperienze, creare contatti, ma soprattutto vivere dall’interno e confrontarsi con la realtà di un festival rinomato a livello internazionale.Un’iniziativa unica, per incentivare lo sviluppo di giovani talenti a 360 gradi.

Aggiornamenti e condizioni di partecipazione sul sito jazzascona.ch

LINK facebook
Link mx3: https://mx3.ch/stages/jazzascona
Link CISA: http://www.cisaonline.ch




Il segreto di Sibrium, nuovo romanzo di Alessandro Cuccuru: presentazione a Busto Arsizio

BUSTO ARSIZIO, 5 dicembre 2019-Domani, venerdì 6 dicembre alle ore 21, allo Spazio Arte Farioli Alessandro Cuccuru presenterà il suo secondo romanzo su Castelseprio, dal titolo “IL SEGRETO DI SIBRIUM”, ambientato alla fine della dominazione longobarda nel Nord Italia. Attraverso la proiezione e il commento di una serie di immagini, si cercherà di far luce su uno dei periodi più affascinanti e  misteriosi della nostra storia.

Nel 773 d.C., dopo secoli di rapporti contrastati, tra Longobardi e Franchi è giunta l’ora della resa dei conti: re Desiderio e il figlio Adelchi si trovano a fronteggiare l’astro nascente di Carlo, chiamato in Italia da Papa Adriano a difendere i territori della Chiesa.

Dopo il fallimento della diplomazia, e prima che la parola passi alle armi, è il tempo degli intrighi e delle spie. Liutgardo, il giovane gastaldo di Sibrium, è incaricato di compiere una delicata missione, che lo porterà lontano dalla sua fortezza, all’interno della quale si cela un segreto, in grado di stravolgere la sua vita e forse le sorti della guerra.

L’odio, il rancore e il desiderio di vendetta, retaggio di popoli da poco usciti da una lunga barbarie, si mescolano a intensi sentimenti d’amicizia, d’amore, di fedeltà e di senso dell’onore, sullo sfondo dell’angosciosa attesa di uno scontro finale.




“Il visibile e l’invisibile”, mostra di Maria Enrica Ciceri a San Pietro in Atrio

COMO, 5 dicembre 2019 – Dal 7 al 22 dicembre 2019 l’artista Maria Enrica Ciceri esporrà le sue opere in una mostra personale dal titolo “Il visibile e l’invisibile”, che sarà ospitata nello spazio di San Pietro in Atrio a Como. Il vernissage è in programma sabato 7 dicembre alle ore 17.30. La mostra sarà aperta al pubblico dal mercoledì al venerdì negli orari dalle 16.00 alle 19.00, il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.
Al centro dell’opera di Maria Enrica Ciceri c’è la vocazione a rappresentare i paesaggi urbani delle metropoli occidentali. La sua indagine visiva si focalizza sull’imponenza delle costruzioni architettoniche, sulla vastità degli spazi, sugli elementi distintivi di ogni singola città, da Milano a New York, per cogliere il senso più profondo e invisibile dei grandi agglomerati urbani, nella loro condizione di continuo movimento e trasformazione. In scansioni prospettiche dalle pennellate intense, il forte gesto pittorico evidenzia l’esplorazione esistenziale del paesaggio urbano. L’artista lo fa con i toni inquietanti dei chiaroscuri, negli squarci di luce improvvisi sulle tele dipinte a collage, con tecniche miste o pittura a olio. Tra i soggetti privilegiati delle opere in mostra ci sono gli scorci prospettici delle strade, i palazzi in corsa verso il cielo, le insegne giganti, le luci al neon, simboli e icone come il duomo di Milano e i tram storici, catturati tra intrecci di fili e binari.
Nella presentazione critica della mostra, così Ambrogio Sozzi scrive della pittura di Maria Enrica Ciceri: «Seguendo la traccia che l’ha portata ad ampliare la propria scelta stilistica, concentrandosi su temi che parlano il linguaggio del contemporaneo, cercando nell’antropologia urbana il respiro del metropolitano fatto di un incedere nevrotico, la sua pittura risponde di rimando, con squarci e lacerazioni d’humus coloristico, rifrangendone le immagini, dilatandone gli spazi. Espressione pittorica, la sua, che risente dello stato di cattività entro cui l’uomo contemporaneo si dibatte. Così le sue tele si fanno spazi fisici, ampliati a supportare le tensioni dinamiche che le animano.» E ancora: «Talvolta lo spazio è costruito partendo da un centro, da una silenziosa luce, frammento bianco della tela sfuggito volutamente al racconto che gli sta accanto, arrivando ad essere un punto di fuga, l’inizio di un dialogo con lo spettatore.»
Maria Enrica Ciceri vive e lavora a Uboldo (VA), sua città natale. Nutre un profondo amore per l’arte, a cui si dedica da tempo con determinazione e tenacia. Nel suo personale percorso artistico ha cercato sempre nuove modalità di espressione e nuovi linguaggi, spinta da una insaziabile curiosità e da un’ansia di sperimentazione che la guida costantemente. Ama rivolgere il proprio sguardo all’arte nelle sue molteplici forme e discipline: dalla pittura all’incisione, dalla decorazione su ceramica alla resina, fino al recente approdo alla pittura informale. Si è avvicinata con interesse e impegno anche al tema dell’arte sacra. Ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali, artistici e culturali, ottenendo premi e riconoscimenti.