Premio Chiara, Festival del Racconto: un successo che dura da 32 anni

VARESE, 8 luglio 2020-Tra settembre e novembre 2020 si svolgerà il Premio Chiara Festival del Racconto, in location di grande fascino del nostro territorio. Anche nel difficile momento attuale, l’Associazione Amici di Piero Chiara ha scelto di andare avanti con le proprie attività. Sono proseguiti regolarmente i nostri bandi di concorso, attraverso modalità d’adesione semplificate.
Il Premio Chiara giunge alla XXXII edizione. Dedicato allo scrittore luinese Piero Chiara, nato per valorizzare la cultura, i luoghi di Varese e della sua provincia, della Lombardia e del Canton Ticino, spazi amati da Chiara e da lui privilegiati nelle sue opere. Riservato a raccolte di racconti.

Il Comitato di Grandi Lettori ha valutato le 48 opere in concorso e scelto i 3 finalisti Maria Attanasio, Lo splendore del niente e altre storie, Sellerio Ermanno Cavazzoni, Storie vere e verissime, La Nave di Teseo Valerio Magrelli, Sopruso: istruzioni per l’uso, Einaudi
I 150 Giurati Lettori riceveranno gratuitamente i libri e voteranno il vincitore, che sarà proclamato domenica 18 ottobre ore 17.00 alla Sala Napoleonica, Ville Ponti Varese nella Manifestazione finale con spoglio in diretta delle schede di voto.
Il Premio Chiara Giovani ha l’intento di incentivare le attitudini linguistiche e letterarie dei
giovani. I ragazzi dai 15 ai 25 anni potevano scrivere un racconto sulla traccia “Acqua”. Abbiamo deciso di semplificare la partecipazione col solo invio online. La scelta si è rivelata vincente, sono pervenuti 381 racconti, negli ultimi anni erano circa un centinaio. La giuria tecnica ha selezionato 32 finalisti che sono pubblicati in un volume, che viene inviato ai 150 Giurati Lettori, che voteranno la
graduatoria dei premiati. La premiazione avverrà alla Manifestazione Finale domenica 18 ottobre alle Ville Ponti Varese.

Sabato 3 ottobre ore 16.30 presentazione finalisti al Salone Estense Varese.
Il Premio Riccardo Prina un racconto fotografico dedicato a fotografi dai 18 ai 40 anni, che dovevano produrre una sequenza da 3 a 6 scatti con un’idea di narrazione. È pervenuta alla segreteria la cifra record di 245 opere, gli scorsi anni si stava sul centinaio. Le opere finaliste saranno esposte in una mostra dal titolo “un racconto fotografico” sabato 7 e domenica 8 novembre alla Triennale di Milano nel Salone d’Onore, dove si terrà sabato 7 novembre ore 17.00 un incontro con il fotografo Francesco Jodice.

Alla Galleria Ghiggini di Varese dal 14 al 22 novembre mostra delle opere finaliste e domenica 15 novembre ore 16.30 premiazione dei vincitori. Le mostre saranno
corredate da un catalogo.
Il Premio Chiara per una raccolta di racconti Inediti riservato a chi ha da 25 anni in su e sogna di pubblicare i suoi racconti. La Giuria ha valutato le 47 raccolte pervenute, il doppio rispetto alle scorse edizioni e proclamato vincitore Giacomino Colosio, 1946, Rezzato (BS), con Raccolta senza titolo, e di menzionare Gianni Gandini, 1960, Malnate (VA), con Preludi in fuga. Entrambe le opere saranno pubblicate da Pietro Macchione editore.
Il Concorso di Videomaking “da un racconto di parole a un racconto per immagini” prevede la trasposizione video di un racconto di Piero Chiara, a scelta del partecipante. A causa della pandemia,

dell’impossibilità di uscire e produrre video, la partecipazione è stata nulla. Si proroga il termine al 24 agosto, confidando in un’adesione consistente.
Il Premio Chiara alla Carriera a Philippe Daverio, che sarà intervistato dall’architetto Mario Botta, un dialogo d’alto livello tra due professionisti del mondo dell’Arte. L’evento sarà realizzato al Teatro Sociale di Luino.

Un riconoscimento dato ad un personaggio che si sia particolarmente distinto per
aver mantenuto nel suo lavoro un forte legame con il proprio territorio.
Tutti gli appuntamenti saranno realizzati in prestigiose location di Varese e provincia, Milano città e Canton Ticino, nel rispetto delle disposizioni di sicurezza.




Il punto di Nicola Gervasini: ”C’era una volta la Musica. Per Ennio Morricone”

VARESE, 6 luglio 2020- di NICOLA GERVASINI-

Penso che non esista traguardo più grande per un musicista di quello di veder scritto in una qualsiasi recensione di un disco altrui “un brano alla… con il proprio nome accanto. Già, perché poi i “brani alla…” sono dei veri e propri generi musicali, legati ad un nome specifico, ma diventati punto di riferimento estetico e stilistico per chiunque.

E così se vi dico “un pezzo alla Ennio Morricone” non ho bisogno di passarvi anche un link di una delle sue colonne sonore perché voi abbiate già bene in mente di cosa si parla. I fischiettamenti, gli urletti (“ah-ee-ah-ee-ah” secondo un coccodrillo del Washington Post che è già entrato nella storia, ma aprirei un dibattito sulla correttezza dell’onomatopea), le armoniche piangenti, le campane che suonano nei deserti, e quelle chitarre suonate sui toni bassi o riverberate.

Insomma, il suono era questo a grandi linee, ma sappiamo benissimo che questo era solo il Morricone sentito nei film di Sergio Leone e in tanti altri spaghetti-western, perché chi ha studiato poi bene l’artista sa che quel sound, rielaborato dal mondo delle colonne sonore dei western classici americani, era solo una piccola fetta del suo immaginario sonoro. Che tornò buono per il grande cinema di azione o di sentimenti, così come per i tanti film “di cassetta” (per non dire di “serie B” o “popolari”, come li avrebbe definiti un critico cinematografico quarant’anni fa).

(foto da Repubblica.it)

La grandezza di Morricone stava nella sua cultura musicale, immensa, nata nel mondo delle orchestre Rai e della casa discografica RCA, dove musica classica, leggera, jazz, e il nuovo rock che veniva dall’estero, venivano passati al setaccio per dare in pasto al pubblico “generalista” orchestrazioni per spettacoli televisivi, fiction RAI o film. Musiche che rappresentano una delle più grandi e mai troppo valutate eredità culturali del secolo scorso. Morricone è stato dunque la punta di diamante di una schiera di autori come (dimenticandone tanti) Nino Rota, Pino Donaggio, Fabio Frizzi, financo ad arrivare agli Oliver Onions dei fratelli De Angelis che oggi risuonano nella musica di tanta musica indie italiana, e non parlo solo dei Calibro 35.

Abbiamo fatto grande cinema, e l’abbiamo musicato ancora meglio a volte.

E se Morricone è stato il migliore è stato proprio perché si è rivelato il più poliedrico, il più attento a tutto quello che succedeva nel mondo della musica.

Ha, come tutti gli autori di colonne sonore, “rubato” e preso a prestito dalla musica del momento, restituendo però sempre il maltolto in una veste migliore, a volte più elegante, a volte semplicemente completamente rivisitata alla sua maniera.

Sergio Leone

Riascoltatevi (anzi, rivedetevi) The Mission, il film di Roland Joffè con Robert De Niro del 1986, vi troverete tracce di tutto l’immaginario musicale del secolo scorso, impastate dalla sua inconfondibile mano. Molte delle musiche di Morricone vivono anche senza le immagini per cui sono nate, e sicuramente vale la pena anche farsi una sua discografia essenziale, ma alla fine il vero incontro che faremo con lui anche dopo la sua morte è sullo schermo, grande o piccolo che sia visti i tempi, perché la sua arte risplende al meglio in mezzo ai colori di quei registi che meglio hanno saputo apprezzarla e utilizzarla.

Per dirla come la canzone che gli U2 gli dedicarono apertamente nel 2009 (Magnificent), Addio Magnifico.

redazione@varese7press.it




Busto Arsizio é una cittá che legge: riconoscimento nazionale

BUSTO ARSIZIO, 6 luglio 2020-Si conferma ancora una volta la vocazione culturale della città: oltre alle eccellenze riconosciute nei campi del cinema, della musica, del teatro, dell’arte, in particolare quella tessile, che da tempo la contraddistinguono, Busto è anche una ‘Città che legge’: l’importante riconoscimento arriva dal Centro per il libro e la lettura, istituto autonomo del Ministero per i beni e le attività culturali.

Il titolo premia le Amministrazioni che svolgono con continuità politiche pubbliche di promozione della lettura sul proprio territorio e che hanno determinati requisiti come la presenza di una o più biblioteche di pubblica lettura, la presenza di una o più librerie sul territorio; l’esistenza di un festival, una rassegna o una fiera attinenti al libro, alla lettura, nonché l’esistenza di iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie, associazioni.

Busto ha dimostrato di avere tutti i requisiti necessari per ottenere il riconoscimento, che ha valore biennale: in città ci sono infatti tre biblioteche di pubblica lettura (la Biblioteca comunale Roggia, la Biblioteca d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna, la Capitolare) che collaborano anche con le biblioteche scolastiche, ci sono ben sette librerie che, tra l’altro, operano in sinergia con l’Amministrazione attraverso il ‘Tavolo Letteratura’ coordinato dall’Assessorato alla Cultura e si organizzano con continuità attività di promozione della lettura e festival anche in rete con le biblioteche del sistema bibliotecario Busto Arsizio -Valle Olona. Da sottolineare che in passato, Busto ha organizzato un festival del libro molto seguito, BA Book, che quest’anno, dopo alcuni anni di interruzione, sarebbe ritornato con autori di primissimo piano se non ci fosse stata la pandemia.

“Questo riconoscimento nazionale per la nostra città premia i grandi sforzi messi in atto dall’Amministrazione sul fronte culturale, con investimenti e una visione anche organizzativa che ha messo in rete, attraverso i Tavoli, le tante realtà cittadine, dando vita a un vero e proprio ‘Sistema culturale’ – commenta la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli -. Un contesto nel quale il libro è grande protagonista, sia grazie alla nostra Biblioteca, spazio baricentrico, innovativo e propulsivo, che può contare su spiccate professionalità, competenze e passione, sia grazie alle sette librerie della città, tra i nostri vanti, che, sotto la regia e lo stimolo dell’Assessorato, hanno trovato nel ‘Tavolo Letteratura’ uno spazio congeniale per esprimere al meglio le loro capacità e la loro bravura nel collaborare a vantaggio comune. Che è poi vantaggio per tutta la nostra comunità e per quella culturale in particolare”.

E’ la prima volta che la Città partecipa all’iniziativa nazionale:  “il riconoscimento –  spiega la direttrice della Biblioteca comunale Claudia Giussani – permetterà all’Amministrazione di accedere a bandi riservati esclusivamente alle ‘Città che leggono’ per ottenere finanziamenti con cui sostenere ulteriori attività di promozione della lettura”.




La ministra Azzolina si congratula con Paolo Franzato, insegnante e regista teatrale varesino

VARESE, 6 luglio 2020-Nei giorni scorsi il regista e pedagogo teatrale Paolo Franzato, nella sua qualità di professore abilitato e specializzato, ha ricevuto un attestato di stima dalla Ministra dell’Istruzione Onorevole Lucia Azzolina con una lettera densa di gratitudine per il suo impegno profuso nelle intense attività inclusive che svolge quotidianamente a scuola.

Tale lavoro lo ha persino visto promotore della norma a tutela degli alunni con disabilità all’interno dell’ultimo Decreto Scuola approvato a giugno dalla Camera dei Deputati e subito firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Paolo, che oltre alla intensa e celebre attività di Pedagogia Teatrale riconosciuta a livello

Paolo Franzato

internazionale che svolge da 35 anni, è anche vincitore di ben tre concorsi ministeriali e docente di ruolo presso la Scuola Secondaria di Cuasso, ha curato personalmente un lungo iter per il riconoscimento di specifici diritti relativi all’inclusione che ha visto la sinergia del Dirigente Scolastico Domenico Portale dell’Istituto Comprensivo Statale “Don Milani” di Bisuschio, dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese e i relativi referenti Bes e Inclusione, con il sostegno di vari enti sociosanitari del territorio. Una battaglia vinta sul fronte dei Diritti tradotta nell’iter legislativo, al cui vertice del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione vi è il Dott. Bruschi che, destino vuole, è stato docente di legislazione scolastica di Franzato all’Università Milano Bicocca.

Per Paolo, che già in precedenza aveva ricevuto un ringraziamento dal Vice Ministro Anna Ascani, è un motivo di grande fierezza che si aggiunge ad un anno già particolarmente gratificante dopo il conseguimento a febbraio della Laurea Magistrale in Psicologia Clinica quale suo 14° titolo di studio (di cui il 9° accademico).




Il coro Enjoy di Ceriano Laghetto omaggia tutti gli operatori sanitari con un brano dei Negramaro

CERIANO LAGHETTO, 5 luglio 2020-Durante il recente lockdown, che tra le altre chiusure ha impedito qualsiasi tipo di attività corale in presenza, il coro femminile Enjoy di Ceriano Laghetto, ha realizzato un filmato dedicato a tutti gli operatori sanitari che in questi mesi si sono trovati in prima linea nel fronteggiare l’emergenza sanitaria legata al COVID-19.

Il progetto, frutto di un’idea del direttore del coro Raffaele Cifani e realizzato grazie al contributo tecnico di Alessia Galli e Andrea Girola per la parte video, nasce inizialmente come omaggio alle coriste e ai collaboratori che hanno scelto di essere medici o infermieri e che negli anni hanno percorso una parte della propria vita nel coro Enjoy, per poi essere esteso a tutto il personale medico e infermieristico.

Protagonisti del video, che ha come sfondo sonoro “L’immenso” dei Negramaro in un’esecuzione di repertorio del coro, sono infatti proprio alcuni di questi operatori che hanno voluto contribuire concedendo la propria immagine ripresa durante i turni di lavoro di questi mesi e ai quali mai come in questo difficile momento va il nostro particolare ringraziamento e la nostra riconoscenza.

Il coro Enjoy nasce nel 2013 con l’obiettivo di aggregare nuove voci intorno ad alcune studentesse che desideravano proseguire ed approfondire la propria esperienza corale iniziata in ambito scolastico, che è ancora oggi il bacino d’utenza dal quale provengono la maggior parte delle coriste. Il repertorio spazia dalla musica polifonica sacra e profana al vocal pop contemporaneo con qualche incursione nella world music.

Tra i numerosi concerti figurano la partecipazione al festival “Mantova creativa”, l’esecuzione della Sinfonia n° 4 di Johan De Meij, l’apertura della terza stagione “Autunno in Musica” organizzata da Como Classica e il concerto inserito nella stagione dell’Orchestra Sinfonica del Lario di Cantù.

Si segnala inoltre la partecipazione al “Solevoci Festival” di Varese nel 2015, al Festival internazionale “La Fabbrica del Canto” nel 2014 e nel 2016 e al festival “MITO SettembreMusica” nel 2018.

Nel 2016 il coro esegue il “Concerto a otto cori” di Alessandro Cadario presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano sotto la direzione di Basilio Astulez e nei due anni successivi partecipa al Festival Movincanto seguendo gli atelier tenuti dallo stesso Astulez e da Eva Ugalde.

Oltre ai numerosi e lusinghieri apprezzamenti di pubblico e critica, il coro ha conseguito diversi riconoscimenti tra i quali il terzo premio al Primo Concorso Nazionale “Canticum Cordis” di Veruno, la fascia d’oro al Secondo Concorso Nazionale “Città di Lainate” e il terzo premio al Concorso Nazionale “Città di Vittorio Veneto” 2019 nella categoria “Jazz, gospel, pop”.

La direzione musicale è affidata a Raffaele Cifani, che oltre ad essere il fondatore del coro cura anche la maggior parte degli arrangiamenti.

Sito internet: www.coroenjoy.it

Pagina Facebook: enjoythechoir

Pagina Instagram: enjoythechoir

 

Per info contattare il direttore del coro:

Raffaele Cifani – raffaele.cifani@gmail.com




La biografia di Giuseppina Grassini scritta da Bruno Belli recensita sull’autorevole ”Musica”

VARESE, 5 luglio 2020-Anche la rivista «MUSICA», la famosa ed autorevole pubblicazione quale punto di riferimento per musicisti, studiosi ed appassionati in Italia ed all’estero, si occupa della  biografia di Giuseppina Grassini, il celebre contralto varesino d’Età napoleonica famoso in tutta Europa, scritta dal giornalsita e critico musicale (nonch’é anchésso musicista) Bruno Belli

La biografia è pubblicata da Macchione Editore.

Crive Belli: «Sul numero 318 del mese di luglio 2020 in edicola, a firma di Marco Testa, è pubblicata quest’ottima recensione nella quale, con mio grande stupore, il critico musicale chiude l’articolo introducendo un paragone con il mi studio che mi ha certo fatto grande piacere: parafrasa, infatti, Ettore Paratore che scriveva a proposito del volume «Bach» di Piero Buscaroli, una pietra miliare negli studi di Storia della musica: «…minuziosissima determinazione di ogni particolare biografico, modello stupefacente di diligenza, poderosa filologia…».

Molto soddisfatto è soprattutto l’editore Pietro Macchione per l’interesse che il libro sta suscitando soprattutto fuori Varese, in primis nella regione Toscana dove, in effetti, la Grassini ebbe importanti riconoscimenti presso il Teatro degli Avvalorati (oggi non più esistente) di Livorno e presso lo storico «Teatro della Pergola» di Firenze. Dopo la recensione pubblicata da «Amadeus» lo scorso mese di maggio, oggi, a distanza di 8 mesi dall’uscita del volume, le vendite sono aumentare.

La biografia scritta da Bruno Belli

Quello che sorprende, soprattutto, è che, più che in Varese, l’interesse verso la figura della Grassini, che fu un personaggio di fama internazionale, appassionati, musicisti e studiosi mostrino di gradire questo studio che è la prima biografia moderna documentata di una donna che rese lustro alla città natale, e che la tenne sempre nel cuore, tanto da avere disposto un importante lascito ai poveri varesini con il proprio testamento.

Il volume, presentato ufficialmente il 10 dicembre 2019 a «Palazzo Estense» durante una bella serata che ha coinvolto anche le artiste Mariachiara Cavinato (soprano), Paola d’Ambros (pianoforte) e Serena Nardi, attrice e regista – ma non ha annoverato la presenza del «Primo cittadino» – ha contato una sola altra presentazione cittadina, anche per la battuta d’arresto dovuta al «Covid-19», lo scorso 21 febbraio, presso la COOP di Casbeno, con il direttore di «Varesereport» Andrea Giacometti e Bruno Belli.

L’editore Pietro Macchione e l’autore stanno, però, pensando ad un’altra presentazione il prossimo autunno per il volume dedicato ad uno dei più grandi personaggi nativi di Varese – tra l’altro pressoché in esaurimento – che, ricordiamo, si può trovare in ogni libreria e sulle piattaforme on-line che trattano libri.




Varese cittá sempre piú rock’n’roll suggellato da mozione approvata in Consiglio Comunale

VARESE, 4 luglio 2020-di GIANNI BERALDO-

Varese città sempre più rock’n’roll. Fatto ora suggellato ufficialmente anche dall’amministrazione comunale che in Consiglio Comunale ha approvato una mozione -che vedeva come primo firmatario il giovane consigliere del Pd Alessandro Pepe-che richiedendo espressamente che il genere musicale Rock’n’Roll divenga Patrimonio dell’Umanità.

Se la mozione è a firma Pepe, l’idea parte da lontano.

Dalla passione di Pino Tuscano e Fiorenzo Croci, musicisti e ”malati” di musica e gesta (nemmeno tanto metaforiche) di Elvis, Buddy Holly, Chuck Berry, Bill Haley, Jerry Lee Lewis e molti altri che hanno fatto la storia del rock e rockabilly.

Movimento e musica tramutatesi pure in un bel libro scritto da Croci intitolato ”Movimento d’anca”, divenuto pure il brand di una sorta di associazione grazie alla quale Tuscano (politico del pd, musicista e organizzatore di concerti) e altri appassionati sono riusciti nell’impresa di far attecchire negli ultimi anni alla sonnolenta Varese, la passione per il rocknroll con diverse manifestazioni e concerti degni di attenzione.

Varese quindi sempre più gemellata con Cleveland e Memphis dove tutto è nato.

Ma non basta. Anzi, ora arriva il bello.

Pino Tuscano

«Forse non ci si rende conto della portata relativa all’approvazione di questa mozione, che si inserisce nel solco musicale e culturale della città in modo importante», dice Tuscano durante la presentazione alla stampa insieme a Croci e Pepe, svoltasi nel bel giardinetto del bar Globe a Varese.

Tuscano, personaggio noto per la sua passione per il rock’n’roll (attualmente ricopre il ruolo di Presidente dei Dopolavori Ferroviari Lombardia), si infervora quando si tocca il tasto rocknroll ma anche della musica più in generale ricordando che questa iniziativa serve anche a ricordare quanta gente in Italia (ma non solo) vive di e per la musica: dagli artisti, ai promoter, dagli addetti ai palchi ai tecnici, agenzie di stampa alle varie maestranze, insomma un microcosmo ora in grave difficoltà causa coronavirus.

Forse, questa bella iniziativa suggellata pure dal consiglio comunale, potrebbe servire ad aiutare i numerosi addetti ai lavori in ambito musicale,  visto che la proposta di far divenire la musica Rock”n’ Roll patrimonio dell’Umanità a breve verrà presentata pure al ministro della Cultura Dario Franceschini, in modo tale che l’eco della proposta possa propagarsi a livello mondiale in modo più efficace.

Da ricordare che questa idea era già arrivata in Senato grazie alle ambasciate del senatore varesino Gianluigi Paragone (musicista rockettaro ora nel gruppo misto e prima in M5S) e dell’immarcescibile ex ministro Roberto ”Bobo” Maroni, che di musica se ne intende visto i suoi retaggi anche come musicista e grande divulgatore della musica rock, soul e blues.

Fiorenzo Croci

E chi se ne intende del genere é ovviamente Croci « Il sogno sarebbe quello di realizzare un grande festival rock’n’roll a Varese sullo stile di quello che ogni anno si svolge a Senigallia richiamando migliaia di persone da tutta Europa, ma sono conscio che rimarrà tale per una mera questione economica: senza investitori che credano nel progetto, non si va da nessuna parte. Però dobbiamo almeno sfruttare il festival di Senigallia come amplificatore a livello mondiale della nostra proposta: il rock’n’roll deve diventare patrimonio dell’umanità’».

Un plauso al consigliere Pepe che a questa originale proposta ci ha sempre creduto «In questo momento storico così difficile l’idea era quella di tenere alta l’attenzione sulla musica dal vivo perché molti musicisti sono in grande difficoltà, In consiglio comunale abbiamo votato a favore di questa mozione anche perché l’iniziativa è volta a creare eventi culturali accompagnati da buona musica, tutto utile a tenere alta l’attenzione nei confronti della nostra città».

Tra gli eventi in programma a partire dal prossimo mese di settebre, alcune presentazioni di libri a tema con corollario musicale.

Alessandro Pepe

‘È passato molto tempo dall’ultima volta che ho fatto rock and roll.È passato molto tempo da quando ho fatto la passeggiata.

Ooh fammi riprenderlo, fammelo riavere.

Fammelo riprendere piccola da dove vengo”.

Questo il testo di ”Rock and Roll (Fais-Do-Do)” di Carl Perkins, Jerry Lee Lewis, Roy Orbison & Johnny Cash, sperando sia di buon auspicio perché Varese diventi una delle cittá simbolo del rock’n’roll.

direttore@varese7press.it




Tra Sacro e Sacro Monte ha inaugurato la stagione culturale varesina: presente anche presidente Fontana

VARESE, 3 luglio 2020-Buona la prima. Con “Beethoven e Pirandello”, interpretati dagli emozionati Giancarlo Ratti, Sarah Collu, Chiara Nicora e Ferdinando Baroffio, sono tornati ufficialmente a Varese gli spettacoli dal vivo. Il pubblico sembrava non attendere altro e ha premiato artisti e organizzatori con un sold-out seguito da lunghi e fragorosi applausi a fine performance.

Da Tra Sacro e Sacro Monte è ripartita, nonostante la pioggia, la cultura a Varese e lo ha fatto proprio dalla cima di quella montagna Sacra da cui si domina la città e parte della Lombardia.

“Sono più emozionato della prima edizione, perché questo festival ha un significato particolare in questo periodo così difficile – ha spiegato Andrea Chiodi, direttore artistico del festival -. Vogliamo essere segno di speranza per tutti e soprattutto per il mondo della cultura. Le due bimbe rappresentate nell’immagine di questo festival guardano dalla terrazza del Sacro Monte all’Italia intera e al suo futuro nel segno della speranza”.

Un inizio così significativo per la complessa stagione 2020 cui hanno voluto essere presenti anche il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e il sindaco di Varese, Davide Galimberti.

“Sono particolarmente contento di essere qui questa sera per l’avvio di questo festival che ho visto nascere quando ero sindaco a Varese – ha detto il governatore della Lombardia -. Nel momento in cui si può ricominciare a parlare di iniziative culturali, si può ricominciare a stare anche insieme, ritengo che questa iniziativa sia la rappresentazione di quella speranza di cui parla spesso anche il Santo Padre. La vita sta tornando a essere normale e ho voluto essere qui in segno di vicinanza a chi ha voluto tenere duro nonostante le difficoltà”.

Il primo cittadino di Varese ha ringraziato tutti coloro che si sono impegnati nel festival: “questa è un’edizione storica per il contesto, per il messaggio, per le distanze, per le mascherine. Qui c’è la speranza di ripresa per un settore che ha necessità di sostenere registi, artisti, tutti coloro che operano per la cultura”.

Intanto aprono oggi, venerdì 3 luglio, le iscrizioni per il doppio appuntamento di giovedì 9 luglio, alle 19 e alle 21.30, con “Orazion de na striga” produzione di Karakorum Teatro, tratto da “La Gigia” di Romano Pascutto, con Alice Pavan, disegni dal vivo di Marianna Iozzino, regia di Stefano Beghi, assistente alla regia Susanna Miotto, musiche di Marco Prestigiacomo e Antonello Ruzzini.

“Ho desiderato che questo spettacolo fosse al Sacro Monte fin da subito per due motivi. Uno squisitamente personale tra un direttore artistico e un’artista come Stefano Beghi che secondo me sta facendo un lavoro artistico importantissimo per il tessuto sociale e artistico della città, un lavoro che diffonde la cultura in luoghi dove c’era meno. L’altra ragione per cui ho voluto questo lavoro è legata al fatto che avrebbe dovuto debuttare a marzo e, visto che non è stato possibile, ho pensato che il luogo migliore per farlo fosse il nostro festival”.

“Orazion de na striga” è una sorta di orazione civile, una preghiera, una meditazione della carne. Un poemetto in versi, in dialetto veneto, messo in scena per la prima volta. Il testo pone, senza pietà per il lettore, tutte le domande di senso sulla vita, sull’amore, sulla morte, con lo sguardo disilluso di una donna che rifiuta ogni stereotipo, ma vive con anima e corpo ogni lato della sua femminilità: la maternità, il lavoro, l’amore, l’impegno civile. È una donna che supera qualunque definizione, forse, è la più moderna delle donne, nonostante la sua immagine e le sue parole che profumano di un mondo antico e pieno di speranza.

In considerazione degli attuali obblighi di sicurezza, oltre alle consuete prescrizioni relative al distanziamento sociale, a ogni replica potranno accedere cento spettatori prenotando preventivamente tramite il sito www.trasacroesacromonte.it. All’ingresso dell’anfiteatro sarà necessario presentare la conferma della prenotazione, cartacea o elettronica. In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà all’interno del Santuario.

Per raggiungere la vetta del Sacro Monte, e ritorno, è il servizio navetta a pagamento, 5 euro, di Morandi Tour con partenza dal centro di Varese. Per il primo spettacolo l’appuntamento è alle 17.30 da piazza Monte Grappa e alle 17.35 dallo Stadio Franco Ossola, per il secondo spettacolo alle 20 e alle 20.05. Prenotazioni obbligatorie e informazioni allo 0332/287.146 o 349/236.304.5, oppure eventi@moranditour.it.

Il Comune di Varese predispone, inoltre, il servizio di navette gratuito per raggiungere il borgo: sono previste due corse speciali per ogni replica con partenza dalla zona dello stadio/palasport via Manin/angolo via Valverde per il primo spettacolo alle 17.45, per il secondo alle 20. Per il ritorno partiranno sempre due navette a 30 minuti dal termine dello spettacolo.

Il programma completo e tutti i dettagli per raggiungere il Sacro Monte di Varese sono a disposizione sul sito www.trasacroesacromonte.it.

Live e aggiornamenti in tempo reale su Facebook e Instagram profilo trasacroesacromonte




Lzzareto on stage “T.Rex, gli amici non si mangiano”

BERGAMO, 2 luglio 2020-Lunedì 6 luglio alle ore 21,30 la rassegna Lazzaretto On Stage, progetto promosso e organizzato dal 4 luglio al 24 agosto 2020 dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo presenta il secondo spettacolo in calendario del Teatro Prova T-Rex. Gli amici non si mangiano. Lo spettacolo rientra nella rassegna degli spettacoli per bambini.

«La programmazione estiva al Lazzaretto non si è dimenticata delle bambine e dei bambini, che hanno sofferto in modo particolare in questo lungo periodo di lockdown, insieme alle loro famiglie, confinati in casa senza poter vedere i propri amici e svolgere le consuete attività ricreative. – sostiene l’Assessore Nadia Ghisalberti – Il primo appuntamento è con il Teatro Prova, con un divertente spettacolo sul tema dell’amicizia. La rassegna prevede poi due pomeriggi in compagnia di Daniele Cortesi e Pietro Roncelli, sempre protagonisti della rassegna Borghi e Burattini, tanto amata dai più piccini. Anche la danza fa la sua parte, con uno spettacolo all’apparenza tutto bianco, ma che fa scoprire tutti i colori dell’arcobaleno, per la rassegna I Teatri dei Bambini. Insomma, una programmazione davvero varia, un invito a tornare a teatro, il luogo dove si possono vivere emozioni sempre indimenticabili, anche per i più piccini».

«Il nostro T-REX – dichiara il direttore artistico Stefano Mecca – torna sul palcoscenico con la rassegna Lazzaretto on Stage, organizzata dal Comune di Bergamo. Siamo molto felici di poter partecipare a questa importante iniziativa: se c’è una cosa che il lockdown ci ha insegnato è che non si può ripartire da soli: siamo stati isolati per mesi, adesso bisogna ridare significato alla parola collaborazione».

Un Tirannosaurus Rex e un topolino possono andare d’accordo?

No, non possono, sono troppo diversi!

Il T-Rex è un feroce predatore. Se li mangia, i topolini!

O forse no?

Insieme, giocando con il cibo e la cucina, il tirannosauro e la topolina Molly

scoprono un sentimento che trasforma il difficile in facile, l’impossibile in “si può

fare”.

È un sentimento che vince ogni paura: l’amicizia.

E tutti lo sanno che gli amici non si mangiano.

La vicenda parla dell’incontro/scontro tra i due protagonisti: un T-Rex sempre affamato e senza controllo e una topolina pasticciera un po’ saccente. Due personalità apparentemente opposte che, nella casualità di un incontro, si scoprono a tratti complementari e utili l’uno all’altra, condividono pregi e difetti senza negare la possibilità di migliorarsi e allo stesso tempo restare unici. Nell’ottica di una didattica inclusiva, le caratteristiche peculiari dei due personaggi sono mantenute e anzi, valorizzate: il T-Rex sa fare cose che la topolina non conosce, e a sua volta la topolina offre al tirannosauro un aiuto che non ha mai ricevuto. Ed è grazie allo scontro, alla discussione e quindi alla collaborazione che nasce la loro amicizia. È ammettendo di avere bisogno d’aiuto – difficile per entrambi – che riescono a dare una svolta alle proprie vite.

L’evento è proposto all’interno della rassegna Lazzaretto on stage organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo. Per la prima volta, grazie alla massima collaborazione di tutte le realtà coinvolte, un vero e proprio festival di musica,

danza e teatro anima la città attraverso più di 20 appuntamenti in un’unica manifestazione, per una stagione estiva all’insegna dello spettacolo in uno dei luoghi più simbolici della città: il Lazzaretto, trasformato in un teatro a cielo aperto, in grado di ospitare fino a 300 persone, rispettando tutte le normative di sicurezza anti Covid-19.

Una rassegna che fa della straordinarietà un suo tratto distintivo per la capacità, di Bergamo e dell’Amministrazione Comunale, di fare rete sul territorio per promuovere il proprio patrimonio culturale dopo un periodo difficile. Bergamo, una tra le prime Città in

Italia, riparte dalla cultura con Lazzaretto on stage, una linea d’azione della programmazione estiva Bergamo Torniamo in scena. Estate duemila[e]ventiL’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Comunità Bergamasca.




Ancora Insieme! Anteprima Stagione 2020/2021 del Teatro Openjobmetis di Varese

VARESE, 1 luglio 2020-“I mesi da poco trascorsi ci hanno messi a dura prova, ma abbiamo resistito!”, dichiara il direttore del Teatro Filippo De Sanctis presentando in anteprima la nuova stagione.

” Il sostegno degli spettatori del Teatro Openjobmetis non è mai mancato e ci ha incoraggiati a non perdere la voglia di continuare e di progettare il futuro del nostro teatro.

Permetteteci quindi di ringraziare innanzitutto, a nostro modo, il pubblico di Varese, ovvero offrendo alla Città un cartellone alla sua altezza:  importante, bello e ricco di tanti eventi.

 Eccoci allora, puntuali, al consueto appuntamento con la nuova stagione teatrale 2020/2021, della quale oggi vi offriamo un’anteprima. Porteremo a Varese oltre 30 diversi spettacoli, che spaziano tra ogni genere: musical, concerti, cabaret, danza, prosa, che faranno alternare sul palco dell’Openjobmetis artisti importanti come Massimo Ranieri, Edoardo Leo, Arturo Brachetti, Angelo Branduardi, Virginia Raffaele, Angela Finocchiaro, I Tiromancino, Giorgio Panariello, Gigi d’Alessio, ed altri ancora che nel corso dei prossimi mesi si aggiungeranno.

 Siamo certi che potremo presto riaprire la nostra sala, e la vendita dei biglietti,  senza restrizioni, sebbene garantendo al pubblico la serenità necessaria per assistere agli spettacoli attenendosi alle principali regole di prevenzione in atto.

 La riapertura dei luoghi di cultura è necessaria ed urgente non solo per chi ci lavora, ma anche e soprattutto per il pubblico, che ha voglia di tornare a sognare, divertirsi e riflettere per mettere alle spalle, senza superficialità, quanto tutti abbiamo affrontato in questo periodo.

 A breve verranno pubblicate le date dei singoli spettacoli e messi in vendita i biglietti.

 Vi aspettiamo, ancora insieme!”