”Magically”, nuovo singolo della pianista Fiamma Velo

VARESE, 22 ottobbre 2019-A partire da oggi,  martedì 22 ottobre, è in rotazione radiofonica e disponibile in tutti gli store e le piattaforme digitali “Magically” (Ema Edition/ Believe Digital), il nuovo singolo di Fiamma Velo, pianista e compositrice veneta, prodotta da Roberto Cacciapaglia.

Dopo i recenti singoli “Summer Sea” e “Enchantment of the Sea”, l’artista chiude la trilogia estiva con questo nuovo brano, contenuto nel suo ultimo album Viaggio nell’Anima“.

Il singolo Magically è stato registrato al Glance Studio di Milano, e vanta la collaborazione del percussionista egiziano Shady El-Agar noto per il suo “Egyptian Tabla Style”.

 Magically commenta la pianista “è un brano che nasce da un temino simpatico che quasi per gioco continuavo a canticchiare di tanto in tanto. Mi ritornava sempre in mente. Allora mi sono messa al piano e non ho fatto altro che seguire un filone musicale, quasi magico che mi ha portato a scrivere tutto il brano di getto in poco tempo”.

 Magically è accompagnato da un videoclip girato a fine agosto nel Castello Flotta di Mandatoriccio, piccolo paese calabro che tra mare e colline regala scenari meravigliosi e vanta la collaborazione della ballerina mandatoriccese Rossella Mazza che riesce a coinvolgere nel suo piroettare anche altri personaggi del castello tra cui la stessa Fiamma.




Intervista a Claudia Campolongo: ”L’Esorcista é un viaggio introspettivo dentro ognuno di noi”

VARESE, 21 ottobre 2019-di GIANNI BERALDO-

Impegnativa prova teatrale per Claudia Campolongo, che ha debuttato (con successo) venerdí 18 ottobre al Teatro Nuovo di Milano-dove rimarrá in cartellone fino al 10 novembre-nella veste di Regan, la bambina indemoniata de ”L”esorcista” famoso film del 1974 tratto dall’omonimo romanzo.

Uno spettacolo particolare, non una ”semplice” rappresentazione teatrale ma un viaggio introspettivo dal quale emergono paure e insicurezze insite in ognuno di noi.

Per saperne di piú abbiamo intervistata la protagonista.

Parlaci di questo nuovo spettacolo ”L’esorcista”

E’difficile da spiegare. E’uno spettacolo che fa paura ispirandosi molto al film, ma in realtá si ispira molto di piú al romanzo. Infatti fin dal primo giorno il regista Alberto Ferrari ci ha espressamente indicato la lettura dove sono sviscerate un pó piú cose con approfondimento dei vari personaggi.

Quindi la sceneggiatura in pratica é il romanzo

Diciamo che tante cose rappresentate nello spettacolo fanno parte del romanzo. Soprattutto l’introspezione, la ricerca di ogni personaggio rappresentato, cosa che nel film un pochino si perde. Ovviamente gli effetti sono importanti anche nel nostro spettacolo, cosí come lo erano nel film, ma il lavoro sulla introspezione risulta fondamentale con lo spettatore messo di fronte alle proprie paure, ansie che abbiamo vissuto nell’infanzia ma anche successivamente.

Come fosse una sorta di viaggio nell’inconscio.

Un pó sí. Una viaggio nell’inconscio che viene fatto attraverso il mio personaggio, questa bambina di nome Regan. Ma direi che tutti i personaggi dello spettacolo vivono e tirano fuori all’interno della storia, i loro drammi, paure e disagi esattamente come nella vita reale.

Claudia Campolongo nella veste di Regan

Quasi una spaccato di psicanalasi direi.

Forse non proprio in questi termini ma devo dire che ogni attore, anche in forma autonoma, sta facendo un bel percorso. Lavorare con Alberto é incredibile in quanto segue pedissequamente ogni passo dell’attore dando delle indicazioni precise ma anche lasciando parecchio spazio a ognuno di noi nell’interpretazione del proprio personaggio. Davvero un bellissimo lavoro.

Dicevamo di uno spettacolo anche carico di effetti scenici. Finzione insomma. Come percepisci l’odierna societá, in grado di mischiare le carte tra vita reale e quella che a volte viene travisata ad esempio attraverso i vari canali social?

Rispetto ai social sono assolutamente in guardia, nel senso che prediligo quello che rimane ancorato alla nostra realtá come le amicizie, i sentimenti, alle conoscenze costruttive, insomma a tutto quell’insieme di cose che invece nel mondo di oggi si stanno perdendo. Social che utilizzo certamente anche per il mio lavoro magari promuovendo i miei spettacoli o altro ancora che possa suscitarmi interesse, ma dei quali appunto faccio molta attenzione

Realtá e fantasia che in qualche modo si intrecciano pure nell”Esorcista”.

Infatti. In realtà alla fine non diamo una risposta a quello che veramente accade nella storia. Cioé non si sa se quello che si é impossessato di Regan sia stato veramente un demone, se lo stesso rappresenti il fatto di tirare fuori il male, se é un sogno o qualcosa di reale, di proiezioni insite in ognuno di noi. Esiste o non esiste Dio? Quest’ultima Domanda e dubbio lecito visto che parliamo di demoni. Insomma abbiamo lasciato aperta questa porta del dubbio e delle riflessioni senza distinzioni tra quello che é reale e quello che non lo é.

Ma tu ti sei data delle risposte a livello personale?

Direi di sí. Partendo dal personaggio che interpreto. Posso dire che non credo a qualcosa di fantasia, a qualcosa che possiamo immaginare e che ci costruiamo; credo invece che tutto quello che vediamo e sentiamo sia qualcosa insito in noi, credo che il demone vero sia in tutti noi che tiriamo fuori come un lato oscuro che fa parte del percorso di ogni essere umano, non credo vi sia qualcosa aldilá di noi. Alla fine penso che anche lo stesso demone che si é impossessato di Regan, in realtá rappresenti piú semplicemente la paura di questa bambina abbandonata e che non si sente amata.

Una delle peculiaritá di essere attori é quella di potere interpretare e immedesimarsi in personaggi spesso molto diversi tra loro: essere Regan peró penso sia una parte molto difficile

Se vogliamo la difficoltá consiste nel dover interpretare due personaggi in uno:  quella di Regan con tutte le caratteristiche di una bambina che si sente poco amata e la Regan indemoniata. Una sorta di bianco e nero nello stesso spettacolo. La difficoltá maggiore é quella di non modificare la voce, ossia quella di non dare un tono di voce costruito da bambina piccola con risultati poco credibili. Invece bisogna cercare di utilizzare una tono di voce piú naturale possibile, certamente da bambina ma quello di quando avevo 10 anni, quando magari la mamma mi rimproverava. Per farlo devo fare una sorta di deja vú, diventando la Claudia bambina anche mentalmente e non solo come voce. Questo per quanto riguarda la fase Regan bambina diciamo ”normale”,  per quanto attiene il demone basta fare emergere la parte negativa dentro di noi, quel demone interiore che tutti noi possediamo. Non é stato un percorso facile da affrontare provando per molte settimane, ma alla fine il risultato mi pare riuscito.

Cosí il pubblico viene coinvolto anche emotivamente.

Certo. Durante lo spettacolo vi sono delle citazioni dove chiunque potrá dire ”anch’io mi ci ritrovo in questo”

Altro dato certo é che la sfaccettature pseudo horror del tema piace ai giovani e oggi fa tendenza

Devo dire che fin dall’inizio vi era molta curiositá  attorno a questo spettacolo, ma pure reticenza da parte di quelli che sono gli habitué del teatro come gli abbonati ad esempio. Questo un pó per la paura che potrebbe incutere l’Esorcista, ma pure per il fatto di essere cattolici con tutte le reticenze del caso su temi specifici. Ma penso che alla fine il passaparola come sempre funzionerá anche per la bravura di tutto il cast, tutti attori bravissimi che mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Non ero abituata a fare prosa, tra l’altro il mio background é come pianista e solo per caso sono diventata attrice iniziando con i musical.

Diventando un’attrice molto brava

Grazie! Spero di poter venire a Varese con questo spettacolo, cittá che conosco bene vivendoci mia sorella.

direttore@varese7press.it




B.A. Film Festival, edizione 2020 dedicata a Ugo Tognazzi alla presenza dei figli

BUSTO ARSIZIO, 20 ottobre 2019-Torna il BAFF – B. A. Film Festival con la direzione artistica di Steve Della Casa e Paola Poli.

I primi annunci sulla XVIII edizione presentati alla Festa del Cinema di Roma oggi alle 12.30 nello Spazio Roma Lazio Film Commission.

All’incontro sono state svelate le date della nuova edizione del festival che si svolgerà dal 28 marzo al 4 aprile 2020 a Busto Arsizio e le prime anticipazioni che arricchiranno la kermesse. L’edizione 2020 vedrà un omaggio al grande Ugo Tognazzi. A ricordarlo i figli: Maria Sole, Gianmarco e Ricky Tognazzi.

Tra i momenti salienti della XVIII edizione un omaggio a Alfred Hitchcock e Mario Bava dal titolo”I registi che sapevano troppo” in occasione del 40° anniversario della loro morte. Una serata dedicata al talento incontrastato di due geni del brivido: l’uno, Hitchcock, il maestro della suspense e tra i registi più iconici di tutti i tempi, l’altro, Bava, uno dei più grandi esponenti del cinema di genere italiano.

Tra le anticipazioni del B.A. Film Festival un Focus sul cinema spagnolo a conferma della vocazione internazionale del festival.

Confermati i Concorsi BAFF in Corto e il Concorso VR: iscrizioni dall’11 novembre 2019 al 28 febbraio 2020 tramite la piattaforma Film Freeway (https://filmfreeway.com/).

Presentata anche la locandina della XVIII edizione realizzata dall’illustratore Francesco Bongiorni, che ha voluto rappresentare le diverse anime e finestre del Festival: dal ragazzo per il Made in Italy Scuole, al personaggio con visori in VR, al pubblico degli incontri culturali pomeridiani e ancora le proiezioni serali e gli incontri al termine delle proiezioni. Allo stesso tempo l’artista ha voluto mettere in evidenza gli elementi della città di Busto Arsizio creandone una peculiare riconoscibilità anche cinematografica.

I direttori artistici Steve Della Casa e Paola Poli si dicono entusiasti della nuova edizione: “Ci appassiona sempre di più lavorare a un festival unico fortemente collegato al territorio e sostenuto con grande intelligenza dal Comune. In particolare il rapporto con i Cineforum e con l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni rende quest’esperienza assolutamente originale nel panorama italiano”.

Alessandro Munari Manuela Maffioli Paola Poli Steve Della Casa

Forte il sostegno di Manuela Maffioli Vicesindaco e Assessore a Identità e Cultura del Comune di Busto Arsizio che dichiara: “È doveroso, ma contemporaneamente un onore, essere presente, in rappresentanza dell’amministrazione, a un momento così importante per il nostro B.A. Film Festival, che, dopo essere stato a Venezia lo scorso anno, si presenta oggi alla Festa del Cinema di Roma, su cui in questi giorni sono puntati i riflettori del mondo cinematografico internazionale. Un palcoscenico che il BAFF si è guadagnato nel tempo e a cui, ci auguriamo, si aggiungeranno altri e altrettanto prestigiosi “carpet”. In questa direzione stiamo lavorando con convinzione con la B.A. Film Factory e con tutto il “Sistema Cinema”, illuminato testimonial di Busto Arsizio in Italia e nel mondo e cardine dell’intero “Sistema Città”.

Le fa eco Alessandro Munari, presidente di B.A. Film Factory: “Sono particolarmente lieto di avviarci alla prossima edizione in cui il Festival diventerà maggiorenne e che sarà dello stesso livello di tutte quelle che l’hanno preceduta. Grazie al lavoro di squadra non solo con le strutture di supporto ma anche con gli studenti dell’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni che collaborano attivamente alla realizzazione del BAFF.”

Il BAFF – B.A. Film Festival è organizzato da B.A. Film Factory, presieduta da Alessandro Munari, con il Comune di Busto Arsizio e l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni.




La tutela della non autosufficienza: ciclo di incontri e spettacoli al Teatro Giuditta Pasta di Saronno

SARONNO, 18 ottobre 2019-Un ciclo di incontri organizzati in partnership con Enrico Cantù Assicurazioni pensati per approfondire e sensibilizzare il pubblico sul tema della tutela, della serenità e del benessere della persona.

Incontri che non vogliono avere solo un intento divulgativo ma che mirano ad andare oltre e che si arricchiscono di un legame particolare con alcuni spettacoli teatrali presenti in cartellone.
Il primo appuntamento verterà sul tema della NON AUTOSUFFICIENZA – COME PROTEGGERE LA PROPRIA AUTONOMIA E QUELLA DELLA PROPRIA FAMIGLIA e si terrà venerdì 25 ottobre alle ore 18.30 presso la Sala Nevera di Casa Morandi.
Interverranno:
• il presidente della Fondazione Culturale Giuditta Pasta OSCAR MASCIADRI;
• il professor PAOLO SAMBROTTA che affronterà il tema dell’ETICA E DELLA FISOLOFIA
DELL’ASSISTENZA;

Gianna Coletti

• la dottoressa BARBARA FURLAN, psicologa, psicoterapista e responsabile del progetto
ALZHAUSER CAFFÈ di Saronno;
• l’Agente Generale dell’Agenzia Generali Saronno San Giuseppe, ENRICO CANTÙ che
illustrerà quali possono essere gli STRUMENTI DELLA TUTELA.
Gli incontri saranno tenuti da relatori, professionisti e operatori del settore che lavorano sul territorio e per il territorio. Da qui l’idea di utilizzare la parola LEGAMI, per sottolineare la grande voglia di lavorare sinergicamente sul campo.
La partecipazione è gratuita ma è richiesta la prenotazione scrivendo una mail a:
educazione@teatrogiudittapasta.it, o telefonando allo 02 96701990 oppure scrivendo un WhatsApp al numero 333 5676085.
A seguire, alle ore 21.00, andrà in scena lo spettacolo “MAMMA A CARICO – MIA FIGLIA HA NOVANT’ANNI”. Il tema, introdotto da un titolo più che mai esplicativo, lascia presagire una trama emotivamente “importante”; ed è così. Un monologo autobiografico in cui Gianna COLETTI ci racconta la sua esperienza di figlia che si prende cura della madre anziana per nulla docile e con una personalità ingombrante. Eppure, pur senza ribaltare i faticosi paradigmi dell’assistenza a genitori anziani e non autosufficienti, l’opera risulta delicata facilmente fruibile e divertente. Altalena emotiva che copre una discreta gamma di emozioni.
Alle ore 20.00 nel Foyer del Teatro, Gianna Coletti, autrice e protagonista, incontrerà il pubblico e si renderà disponibile per un firma-copie del suo libro.




Varese protagonista a Linea Verde Life in onda su Rai1

VARESE, 18 ottobre 2019-Questa settimana Linea verde Life ci porterà a Varese, la città giardino d’Italia, con le sue ville aristocratiche ed i suoi parchi lussureggianti.

Non mancheranno le innovazioni coma la scuola
energicamente autonoma o un brevetto per far pilotare aerei anche a chi non potrebbe. E poi qualche assaggio dalla polenta e bruscitt al dolce Varese passando per un fritto di lago e un risotto con mirtilli e salsiccia.
Sabato 19 ottobre alle 12.20. Linea Verde Life: la qualità italiana si racconta.

 




Il Centro Apice apre i suoi archivi al pubblico

MILANO, 18 ottobre 2019-giovedì 24 ottobre il Centro Apice – Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale dell’Università degli Studi di Milano, apre i suoi archivi per svelare ai visitatori i suoi tesori fotografici. L’evento, dal titolo “Il Ritratto nei fondi di Apice”, si svolge nell’ambito della manifestazione “Archivi aperti. Memoria e oblio – Generare, conservare, condividere la fotografia oggi” in corso a Milano dal 18 al 27 ottobre 2019. Sarà possibile una visita gratuita di Apice, in via Noto 6, dalle ore 10 alle 12:30, previa prenotazione tramite email all’indirizzo apice.biblioteca@unimi.it.

La visita del 24 ottobre al Centro Apice verterà sul confronto tra i ritratti e la loro funzione in diversi nuclei fotografici degli archivi custoditi ad Apice. In particolare si partirà con i ritratti della Famiglia Calvi dell’Italia post-unitaria (Fondo Calvi), per proseguire con quelli del Fondo Carpi di inizio Novecento, a cui seguiranno i ritratti dei marionettisti Colla (Archivio Teatro Colla) per concludere con quelli degli ultimi decenni del Novecento del Fondo Vigevani (composto dagli archivi dell’editore Alberto Vigevani e da quello fotografico di Paolo Vigevani, recentemente acquisito e a cui sarà dedicata la mostra “Lettori per caso” alla Kasa dei Libri dal 22 al 31 ottobre).

Questa del 2019 è la quinta edizione di “Archivi aperti. Memoria e oblio”, manifestazione promossa dall’Associazione Rete Fotografia a cui partecipano in totale 42 archivi fra enti, musei e studi fotografici. Per il Centro Apice si tratta del secondo anno di adesione: nel 2018 la visita era stata incentrata sul patrimonio fotografico del quotidiano La Notte, uno degli archivi più ricchi e significativi dal punto di vista delle immagini.

 APICE E I SUOI ARCHIVI

Apice è un Centro nato nell’ottobre del 2002 all’interno dell’Università degli Studi di Milano con l’obiettivo di raccogliere, conservare e valorizzare collezioni bibliografiche e archivistiche di fondamentale importanza per lo studio della letteratura, dell’arte e dell’editoria moderna e contemporanea. Nel suo acronimo, Archivi della Parola, dell’Immagine, e della Comunicazione Editoriale, sono rappresentati ed espressi tutti i mestieri che ruotano attorno al libro, dall’ideazione alla progettazione editoriale, dall’illustrazione alla composizione tipografica, fino alla sua comunicazione e divulgazione.

Da un nucleo iniziale, il patrimonio di Apice è progressivamente aumentato grazie a diverse acquisizioni e donazioni, arrivando a comprendere oggi più di sessanta fondi archivistici di scrittori, di editori e di imprese collegate all’editoria, collezioni di opere d’arte e di grafica, fotografie, documenti attinenti al mondo della stampa, del giornalismo e della tipografia; a questi sono da aggiungere importanti biblioteche d’autore (Porta, Mucchi), di case editrici (Scheiwiller, Ricciardi, Bompiani) nonché collezioni librarie e di periodici di particolare pregio e singolarità (Fondo Marengo, Collezione ‘900 Sergio Reggi).

materiali fotografici sono spesso presenti nei diversi archivi di Apice, in particolare nei fondi Bompiani, Calvi, Scheiwiller, Colla, Vigevani, Carpi ai quali va aggiunto l’archivio fotografico del quotidiano “La Notte”: un complesso di circa 90.000 fascicoli che contengono fotografie, stampe fotografiche, negativi di personaggi, luoghi, eventi, accadimenti che hanno interessato l’Italia nei quarant’anni di vita del giornale, dal 1952 al 1995.




Ottobre di sangue varesino, presentazione libro alla Bibloteca Civica di Varese

VARESE, 17 ottobre 2019-Verrá presentato domani sera,venerdí 18 ottobre alla Biblioetca civica varesina, il libro .

‘“Ottobre di sangue” ricorda l’eccidio di partigiani da parte delle milizie fasciste e tedesche avvenuto nell’ottobre del 1944 a Varese, Malnate, Bodio Lomnago, Luino e Brissago Valtravaglia. In quei giorni furono uccisi decine di partigiani varesini, tra cui Walter Giacobi, comandante della 121esima brigata Garibaldi, e Renè Vanetti, comandante della 148esima brigata Giacomo Matteotti.

Interverranno:

Claudio Macchi, presidente Sezione ANPI di Varese

Enzo Laforgia, storico

Pietro Macchione, storico ed editore




Musica contro le mafie, tutto pronto per la decima edizione

COSENZA, 18 ottobre 2019-Il primo ospite d’onore della “5 Giorni di Musica contro le mafie”, che si terrà a Cosenza dal 3 al 7 dicembre 2019, in un ricco programma che verrà annunciato nelle prossime settimane, è Fiammetta Borsellino figlia del magistrato Paolo, impegnata da anni in una importante battaglia civile alla ricerca di verità e giustizia. Ricorda la figura paterna e denuncia i depistaggi. «Per me quella di via D’Amelio – dichiara – fu una strage di stato. Non a caso la sentenza della Corte d’assise di Caltanissetta del 2017 dice che indagini e processi sono stati caratterizzati da gravissime anomalie. Cerco di trasmettere ai giovani l’esempio di mio padre. Condivido con loro la mia esperienza personale che sento come un dovere civile. La scuola è un importante avamposto educativo dove far lievitare la consapevolezza della legalità e del rispetto delle regole. Quando parlo ai ragazzi colgo la loro attenzione, il loro desiderio di costruire una società migliore. C’è stato un tradimento nei confronti di mio padre quand’era in vita che poi è continuato anche dopo la sua morte».

“Per Musica contro le mafie è un’impegno primario tramandare la memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie – dichiara Gennaro De Rosa presidente e direttore artistico della manifestazione – e invitare Fiammetta ci permette di ribadire ancora una volta il nostro principale impegno”.

La figlia del magistrato incontrerà gli studenti proveniente da varie città italiane per ricordare la figura del padre, un monumento della lotta alle mafie e indimenticabile protagonista insieme a Giovanni Falcone; sia come uomo delle istituzioni ma anche come padre e siciliano attaccato alla sua terra. L’invito a Fiammetta Borsellino parte anche grazie al testo del brano di Gero (Svuoto il bicchiere), già vincitore della scorsa edizione del Premio Musica contro le mafie. Una canzone che racconta di una vicenda di vita quotidiana di Paolo Borsellino – storia dolce-amare raccontata da Fiammetta in un’intervista – che in un raro momento di libertà dagli impegni istituzionali dimostra il suo lato umano: il magistrato si libera dalla scorta, prende la vespa per andare in giro liberamente ma cade e si rompe un piede per poi essere ricoverato in ospedale.

Per quanto riguarda il concorso  ricordiamo che il 31 Ottobre è l’ultimo giorno per iscriversi; in pochissime semplici mosse, dal sito 

www.musicacontrolemafie.it/10edizione, gli artisti potranno partecipare alle selezioni nazionali per musicisti emergenti Premio Musica contro le mafie.

L’obiettivo è selezionare realtà artistiche con una spiccata sensibilità per i temi sociali, anti-mafia e soprattutto per la diffusione di Buone Idee e Buone Prassi attraverso la musica.
Il concorso contribuisce, grazie al sostegno di importanti partner alla crescita artistica ed offre premi utili all’accrescimento professionale.

I vincitori principali della 10^ edizione del Premio si esibiranno, insieme ad altri artisti premiati, alla cerimonia di consegna dei Premi a Casa Sanremo a febbraio 2020 durante la settimana del prossimo Festival della Canzone Italiana, grazie alla partnership con Casa Sanremo.

LA GIURIA
La giuria tecnica è composta da 20 “responsabili” che nel mese di novembre dovranno giudicare i brani iscritti al concorso. I giurati sono tutti attivi e noti nel campo musicale, artistico, sociale dell’informazione.

Ecco la lista:

Cristiano Godano (Marlene Kuntz)

Maurizio Capone “BungtBangt”

Michele Riondino

Modena City Ramblers

Piotta

Fausto Pellegrini – Vice CapoRedattore Cultura e Spettacoli – Rai News 24

Giovanni Ansaldo – Giornalista, Critico Musicale – Internazionale

Maria Cristina Zoppa – Giornalista e Conduttrice – Rai Radio Live

Massimiliano Longo – Fondatore e Direttore – All Music Italia

Mauro Marino – Conduttore – Radio Italia

Alessandro Angrisano – Presidente – A.C.E.P.

Gennaro de Rosa – Presidente e Dir.Artistico – Musica contro le mafie

Gianni Raimondi – Coordinatore – Uno Maggio Taranto “Libero&Pensante”

Graziella Corrent – Direttivo – Club Tenco

Luca Li Voti – Responsabile Festival – KeepOn Live
Massimo Bonelli – Ceo / Event manager “Primo Maggio Roma” – ICompany

Michele Gagliardo – Responsabile Nazionale Libera “Formazione” – Libera (Associazioni nomi e numeri contro le mafie)

Pino Gagliardi – Dir.Editoriale – TIM Music

Ugo Vivone – Presidente – Officine Buone

Vincenzo Russolillo – Presidente – Casa Sanremo

 

Organizzata dall’Associazione Musica contro le mafie, della rete di LIBERA fondata da Don Luigi Ciotti, ritorna per il decimo anno consecutivo il concorso nazionale “Premio Musica contro le mafie” che sostiene e valorizza la musica socialmente impegnata.

Il tema di questa edizione è #Oltreiconfini. Un invito a stimolare un pensiero preciso, verso un mondo senza barriere, senza divisioni di credo e di razza, senza poteri che oscurino cuori e menti. La creatività che stimola il desiderio di cercare l’unione nella diversità e farsi portatrice di un cambiamento profondo “guidato dalla musica” con gli artisti in prima linea.

Il primo classificato della 10^ Edizione riceverà i seguenti premi:

– Showcase in alcuni dei più importanti Festival Italiani grazie alla Partnership con Keepon Experience e Doc Servizi.
– Esibizione sul palco dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto 2020.
– Ospite in più tappe di “Casa Sanremo Tour 2020” e showcase presso Casa Sanremo.
– Borsa di studio/produzione destinata allo sviluppo della propria attività artistica.
Questo è senza dubbio il premio di punta e il più ambito da tutti i concorrenti, perché è molto importante per un artista avere molteplici e diffuse occasioni in cui diffondere la propria musica dal vivo.

Un’altro premio che contribuisce concretamente allo sviluppo e alla crescita artistica è il Premio Speciale “La Musica Può – Under 35” (MIBAC-SIAE-Perchicrea) [grazie alla collaborazione con Mk Live], rivolto agli artisti e autori sotto i 35 anni e che consiste nella realizzazione di un prodotto video/documentario della propria esperienza a Sanremo durante la cerimonia di premiazione, una troupe a disposizione i giro per la Città del Festival della canzone Italiana.

 

Tra gli altri Premi Speciali che verranno assegnati dalla giuria si evidenzia la possibilità di partecipare direttamente alle fasi finali live del contest 1MNEXT, iniziativa ufficiale che da diritto ad un slot per il palco del Concerto del Primo Maggio di Roma 2020. Inoltre la Menzione Speciale del Club Tenco darà all’artista la possibilità di esibirsi in una delle manifestazioni da loro organizzate. La Targa Giovani Autori sarà assegnata dalla SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori ad uno  degli artisti/autori più giovani in concorso. Il Premio Officine Buone darà la possibilità di fare un tour acustico in una serie di Strutture Ospedaliere ed essere ospiti della Finale Nazionale di Special Stage (lo scorso anno tenutasi allo Zelig di Milano) in giugno 2020. Inoltre verrà assegnata una borsa di produzione o studio grazie ad ACEP e Unemia. Infine un’originale premio speciale assegnato dal magazine “Polizia Moderna”.

Prestigiosi riconoscimenti per gli artisti in gara verranno messi a disposizione dai vari partner, rendendo così sempre più interessante e davvero utile il “Premio Musica contro le mafie”, il quale mira anche a valorizzare il lavoro del musicista, intervenendo a sostegno delle attività di produzione e promozione musicale.




Un Gramsci mai visto di scena all’Insubria di Varese

VARESE, 17 ottobre 2019 – All’Università dell’Insubria va in scena «Un Gramsci mai visto. Il pensatore rivoluzionario fra teatro, musica e poesia»: questo il titolo della performance proposta nell’ambito dell’undicesima edizione del progetto Giovani Pensatori diretto da Fabio Minazzi. L’insolito spettacolo è in programma venerdì 18 ottobre alle ore 9 nell’aula magna del Collegio Cattaneo, in via Dunant 3, per una platea di studenti liceali e universitari, e alle 21 alla Cooperativa di Biumo, in viale Belforte, con l’introduzione di Umberto Colombo e interventi di Ester De Tomasi, Giuseppe Musolino e Fabio Minazzi.

Il testo è scritto e interpretato da Angelo d’Orsi, allievo di Norberto Bobbio, già docente ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Torino e autore del libro «Gramsci. Una nuova biografia» edito nel 2017 da Feltrinelli. D’Orsi dà voce in prima persona ad Antonio Gramsci, straordinario personaggio vissuto fra il 1891 e il 1937, la cui storia riprende vita in una sequenza di cinque monologhi riguardanti la formazione dalla Sardegna a Torino, la partecipazione politica dalla Russia al ritorno in Italia, il carcere con la stesura dei Quaderni e delle Lettere, gli incontri e i pensieri. Alla parte recitata si alternano musiche e canti popolari eseguiti dal vivo con Marco Maffei e il Coro Rebelde.

«Questo spettacolo – spiega Minazzi – vuole raccontare Gramsci tra storia e poesia, ricostruendone la fisionomia intellettuale, l’emergere di un pensiero e il definirsi dell’azione politica. ma anche le vicende affettivo-relazionali e talvolta conflittuali con la moglie Julka, con le cognate Eugenia e Tatiana. Dalla voce di Angelo d’Orsi si presenta l’uomo-Gramsci con le sue passioni, le sue fragilità e la sua grande forza morale: tanto curioso, appassionato e rigoroso nello studio quanto critico implacabile dei cattivi maestri della politica del suo tempo».

La trasmissione radiofonica «Filosofia per tutti» condotta da Stefania Barile ha dedicato all’evento un’intervista ad Angelo d’Orsi, scaricabile in podcast dalla homepage di Radio Missione Francescana.




Mandorla Music Festival, rassegna musicale organizzata da comunità cinese

MILANO, 17 ottobre 2019-Domenica 24 novembre ai Magazzini Generali di Milano si svolgerà la seconda edizione del “MANDORLA MUSIC FESTIVAL”, la rassegna musicale, organizzata dalla comunità cinese in Italia, che promuove l’incontro della cultura occidentale con quella orientale. La serata, ideata da Sean White (Zhang Changxiao), si inserisce all’interno degli eventi legati alla “Milano Music Week”.

  «Il “MANDORLA MUSIC FESTIVAL” – spiega Sean White – è una piattaforma internazionale in cui la cultura orientale e quella occidentale si incontrano. Questa manifestazione nasce con l’obiettivo di dare agli italiani la possibilità di capire meglio la cultura e la musica del mio Paese, in particolare quella rock e indie-pop. Questa serata sarà un’opportunità per conoscerci meglio. Lo stesso può accadere anche per i settori alimentari, industriali e commerciali».

Questa edizione ospiterà artisti cinesi e italiani di musica indie, rock e jazz con lo scopo di far conoscere al pubblico più giovane alcuni dei nomi più celebri della scena musicale di entrambi i paesi. Per rafforzare maggiormente l’incontro tra le due culture, nel corso del “MANDORLA MUSIC FESTIVAL”, gli artisti cinesi e quelli italiani si esibiranno insieme, sorprendendo il pubblico con performance emozionanti e coinvolgenti.

«All’interno della cultura musicale cinese non esiste solo la grande musica tradizionale – racconta Sean White – ma anche grandi esponenti della musica rock e cantautoriale, vogliamo quindi mostrare all’Italia questa fetta del panorama musicale cinese».

Le prevendite sono disponibili su www.ciaotickets.com.  L’evento è realizzato in collaborazione con Centro per l’interscambio e lo sviluppo culturale Italia-Cina e Long Morning Music Group, associazione fondata dallo stesso White per promuovere gli artisti italiani in Cina.

Il “MANDORLA MUSIC FESTIVAL” è organizzato da SEAN WHITE (Zhang Changxiao), scrittore cinese che opera per promuovere lo scambio culturale tra Italia e Cina. L’anno scorso ha pubblicato il best seller “Creuza de Mao”, (con oltre 200.000 copie vendute in Cina), per far conoscere in Cina i più grandi cantautori della storia della musica italiana.

 Zhang Changxiao, in arte Sean White e conosciuto come il Marco Polo della musica italiana, nel 2012 si trasferisce in Italia per studiare Ingegneria robotica al Politecnico di Milano, lasciando gli studi poco dopo, per dedicarsi alla passione per la musica italiana e d’autore, trasformandola nel suo lavoro. Dopo essere stato colpito dalla musica di Fabrizio De André decide di farsi portavoce e promotore della musica italiana in Cina dove diventa il massimo esperto cinese di cantautori italiani e lavora per promuovere l’incontro culturale tra l’Italia e la Cina, ricevendo numerosi riconoscimenti tra cui il “Premio Nazionale G. Falcone e P. Borsellino” (2016) e “Figura Culturale Dell’Anno” nella IV edizione del “Personaggio dell’Anno di Jinan” (2017). Con la sua agenzia di comunicazione LongMorning, fondata insieme al collaboratore Mao Xuanxuan, leader della band cinese Walking Ears, organizza concerti in Cina per artisti italiani ed internazionali come Eugenio Finardi, Giovanni Allevi, Stewart Copeland. Si occupa inoltre del copyright della musica italiana in territorio cinese, in modo che possa essere ascoltata su piattaforme di streaming musicale. Zhang è anche il regista generale del più grande Festival del capodanno cinese che si svolge in Italia ogni febbraio. Lo scorso novembre, Sean ha organizzato a Milano, il Mandorla Music Festival, la prima rassegna musicale che celebra il sodalizio tra la cultura cinese e la cultura italiana, di cui Enrico Ruggeri è stato testimonial d’eccezione. Sean White è già al lavoro per organizzare il concerto per i cinquanta anni di relazioni tra Italia e Cina che si terrà a Pechino nel 2020. Di prossima pubblicazione, anche il suo nuovo libro “La costellazione del dragone”, edito da Piemme, riguardante la comunità cinese in Italia.