Ecosistema urbano per Varese, analisi del Comitato Tecnico-Scientifico Europa Verde Varese

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VARESE, 18 dicembre 2021-La comunità scientifica e gran parte dell’opinione pubblica considera l’ambiente e le misure di intervento per combattere il riscaldamento ambientale come la priorità assoluta per i prossimi anni. Questo in particolare per tutelare la possibilità di sopravvivenza delle future generazioni in un Pianeta che è al collasso e in cui il Overshoot day (e cioè il giorno in cui abbiamo consumato tutte le energie disponibili per quell’anno) arriva sempre prima.

Ovviamente molti degli interventi dovranno aver luogo nelle città, dove le persone migrano costantemente in cerca di lavoro, abbandonando le zone a maggiore vocazione agricola.

Questo semplicemente per ricordare quanto avevamo già indicato lo scorso anno in una nostra analisi, dove sottolineavamo i risultati di alcuni studi prospettici delle agenzie internazionali (ONU – World Population Prospects, ed altri) secondo i quali nel 2050 una popolazione mondiale di circa 10 miliardi di persone vivrà in particolare nelle megalopoli. Questo solo per sottolineare la tendenza attuale allo spostamento di ulteriori 2,5 miliardi di persone nelle aree urbane nei prossimi 30 anni, e la conseguente crescita esponenziale di molte città. Nel 1990 solo dieci città erano abitate da più di 10 milioni di abitanti, nel 2050 si stima che saranno oltre 40, con tutto quello che questo comporta in termini di controllo dell’impatto e gestione delle risorse.

È chiaro, pertanto, che le città sono l’obiettivo principale per attuare le politiche ambientali, e che tutte le analisi da tenere in considerazione dovranno vertere su queste ultime in particolare.

Del tutto recentemente è stato pubblicato il Rapporto sulle performance ambientali delle città (Rapporto “Ecosistema urbano”) grazie al quale 104 Comuni capoluoghi di provincia vengono analizzati sulla base di un set di indicatori in 5 macro aree (Verde e suolo, Qualità dell’aria, Acqua, Mobilità e Rifiuti). Ogni macro area è stata suddivisa in sottoinsiemi: Verde e suolo (Isole pedonali, Alberi, Verde Urbano, Solare termico e fotovoltaico, Uso efficiente del suolo), qualità dell’aria (Biossido di azoto, PM10, Ozono), Acqua (Consumi idrici domestici, Dispersione della rete idrica, Capacità di depurazione), Mobilità (Passeggeri del trasporto pubblico, Offerta del trasporto pubblico, Tasso di motorizzazione, Incidenti stradali, Piste ciclabili) e Rifiuti (Produzione di rifiuti pro capite e Raccolta differenziata).

È un documento di analisi importante, in quanto per ognuna delle provincie interessate ci consente di valutare non solo dove siamo in termini di lotta al global warming, ma soprattutto ci consente di osservare i progressi in un arco temporale oramai importante dato che siamo arrivati alla 28a edizione del rapporto.

Sarebbe interessante, a questo punto, analizzare i progressi che Varese ha registrato nel tempo ed in particolare negli ultimi anni, confrontandoli con le opportunità del PNRR ed i programmi elettorali che hanno accompagnato la recente tornata elettorale amministrativa, per capire se e fino a che punto gli obiettivi politici possano far tesoro della disponibilità economica del PNRR per rispondere alle necessità individuate nel rapporto.

Da un punto di vista generale, Varese ha scalato la classifica delle città guadagnando dallo scorso anno quasi 20 posizioni, passando dalla 62 posizione del 2020 alla 44 posizione del 2021. Un risultato ragguardevole anche se per capire meglio dove andare investire per ulteriori miglioramenti dobbiamo andare a analizzare le singole aree del rapporto.

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