Editoriale: ”Siamo in emergenza ma il sindaco di Varese non rilascia dichiarazioni”

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Il sindaco Davide Galimberti

VARESE, 18 marzo 2020- di GIANNI BERALDO-

Siamo in un momento particolare, dove l‘emergenza sanitaria ha stravolto la vita di tutti noi.

Cosí come il volto della stessa cittá che nel giro di sole due settimane ha cambiato i connotati con le varie attivitá ridotte al minimo.

Attive solo quelle di tipo emergenziali o per i fabbisogni essenziali (come acquisti di generi alimentari e farmaceutici ad esempio).

Ovviamente siamo ben consci delle grandi difficoltá in cui si é trovata e si trova tuttora anche l’amministrazione comunale di Varese, nell’affrontare questa sorta di simulacro della quotidianitá in attesa di tempi migliori.

Organizzare, gestire, controllare lo stato attuale delle cose é un compito difficile, molto difficile e carico di responsabilitá soprattutto per il sindaco, nel caso specifico Davide Galimberti.

Difficoltá e decisioni importanti da assumere pur in una ghost town, in una cittá fantasma, dove negozi, bar, ristoranti, cinema e teatro sono immortalati in un fermo immagine risalente a mercoledí 11 marzo quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato lo storico e sofferto Dpcm (Decreto del Consiglio dei Ministri) di chiusura totale per tutti gli esercizi commerciali e altri luoghi di aggregazione, parchi compresi, nel tentativo di arginare la diffusione del Covid-19.

Via Sacco deserta

Pur capendo la gravitá della situazione, in questi giorni assimilabile a quella di tutte le cittá italiane visto che l’ultimo Dpcm non é a carattere regionale ma esteso a tutto il Paese, comunque non capiamo il motivo per il quale Galimberti non voglia conferire o trovare qualche minuto per conferire direttamente con i giornalisti (almeno questo é il nostro caso), che lo interpellano per sapere come sono state messe in pratica le varie ordinanze, quali difficoltá, come reagiscono i varesini, come si sta muovendo la ”macchina” comunale in regime di emergenza sanitaria e altro ancora.

Insomma, tutto questo vorremmo saperlo direttamente dal sindaco e non attraverso comunicati stampa indirizzati chiaramente sempre e solo nei confronti di quello che la stessa amministrazione intende rimarcare, riflettendolo come ovvio sia sui i vari organi di informazione.

Noi abbiamo provato a contattarlo sia telefonicamente (senza risposta), sia tramite sms (senza risposta). Poi contattando l’ufficio stampa per avere un appuntamento telefonico: in questo caso la risposta é stata che in questi concitati momenti il sindaco era troppo impegnato.

A maggior ragione in questi momenti intensi e drammatici noi avremmo il diritto di raccogliere informazioni e notizie anche e direttamente dal sindaco.

Questo ci è dovuto come giornale e come giornalisti la cui mission è quella di informare nel modo più chiaro ed esaustivo possibile (o almeno ci proviamo), sempre nel rispetto dei numerosi lettori che ci seguono quotidianamente e che ringraziamo per la fiducia accordataci.

direttore@varese7press.it

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