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Parco di Villa del Grumello riapre al pubblico: botanica, arte e musica immersi nel verde

COMO, 8 maggio 2021-Domenica 16 maggio il Parco storico botanico della Villa del Grumello di Como riapre al pubblico, ad inaugurare la stagione 2021, accogliendo come di consueto cittadini e turisti tra alberi secolari, ricche collezioni floreali e sguardi unici sulla città di Como e sul lago.

Mercoledì 2 giugno al via il palinsesto di eventi e di iniziative culturali ideato e organizzato dall’Associazione Villa del Grumello, che si svolgerà come sempre nel Parco, nel rispetto delle normative in tema di contenimento della pandemia.

Botanica, musica, teatro, arte, danza, cinema, benessere, educazione ambientale si intrecceranno tra loro e con l’essenza del luogo, creando eventi di qualità e delicati oltre a interessanti sperimentazioni.

A partire da un importante calendario di appuntamenti lungo il mese di giugno.

L’accesso al Parco del Grumello è gratuito e pedonale la domenica e i festivi dalle ore 10 alle ore 19.

Attivo nell’area della Villa il Ristoro del Grumello, che anche nel 2021 è affidato a La Breva e20+1 (La Breva catering). Dalle 18 aperitivo con prenotazione.




Europe Day, pronti i festeggiamenti in tutta Europa

VARESE, 6 maggio 2021-Il 9 maggio è la giornata dedicata all’Europa. Data simbolo della nascita della nostra Unione europea, lo stesso giorno nel 1950 Robert Schuman dichiarò:

L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”.

Il 9 maggio di quest’anno sarà una data importante per tutti i cittadini europei: le istituzioni UE lanceranno ufficialmente la Conferenza sul Futuro dell’Europa, un avvicendarsi di dibattiti e scambi di opinioni avviati cittadini ed organizzazioni che consentiranno a chiunque in Europa di condividere le proprie idee e contribuire a plasmare l’Europa che verrà.

Le persone devono essere al centro di tutte le nostre politiche. Il mio auspicio è pertanto che tutti i cittadini europei contribuiscano attivamente alla conferenza sul futuro dell’Europa e svolgano un ruolo di primo piano nel definire le priorità dell’Unione europea. Solo insieme possiamo costruire l’Unione di domani” ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.

In occasione dello “Europe Day”, il Pirellone si tinge di blu.

Sede del Consiglio Regionale della Lombardia e di Europe Direct Lombardia, Palazzo Pirelli si illuminerà con i colori della bandiera europea a partire dalle 21.30 di domenica sera.

Europe Direct Lombardia, già nominato HUB per la Conferenza sul Futuro dell’Europa da parte della Commissione europea, dedicherà invece alla Giornata dell’Europa un confronto con gli studenti delle scuole lombarde martedì 18 maggio, dalle 10 alle 12.

Il digital event “Verso la conferenza sul Futuro dell’Europa. Esperienze di monitoraggio civico in Lombardia” sarà l’occasione per presentare i risultati delle esperienze di monitoraggio civico su come sono stati spesi i fondi della politica di coesione in Lombardia da parte delle otto classi lombarde che hanno partecipato al progetto “A scuola di OpenCoesione 2020/2021”.

Su iniziativa della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, anche Palazzo Marino, Castello Sforzesco e Arco della Pace proietteranno sui loro storici edifici il simbolo dell’Unione europea per celebrare i settantuno anni dalla Dichiarazione Schuman.
Sarà possibile ammirare virtualmente i colori della bandiera europea anche dopo le 22 dai canali FacebookInstagram Twitter della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.




Varese si rilancia con il Turismo di prossimitá: in programma mostra sul Giappone e Preistoria

VARESE, 2 maggio 2021-Il Comune si attiva per favorire una promozione del territorio. Il turismo di prossimità è sicuramente una delle sfide del prossimo futuro e per questo l’amministrazione intende potenziare in ogni occasione possibile la diffusione dell’offerta della nostra città e del varesotto.

Ad esempio Varese sarà presente, grazie alla Camera di Commercio, alla BIT (Borsa Internazionale del Turismo) che questa edizione sarà interamente in forma digitale dal 9 all’11 maggio. Il Comune porterà diverse guide digitali per far conoscere le bellezze del territorio e un video in lingua inglese, per mostrare anche all’estero le attrattive ambientali e paesaggistiche della nostra città.

Un rilancio che prende le mosse anche dai recenti campionati europei di canottaggio, che si sono sono chiusi registrando in una settimana circa 6.000 pernottamenti. Ma le iniziative legate al canottaggio che non si fermano perchè dal 2 al 4 luglio in programma c’è il Festival Giovani che renderà protagonisti ragazzi e bambini sul nostro lago.

«Dopo un lungo anno di difficoltà qualcosa inizia a muoversi anche nel settore del turismo – spiega l’assessore Fabrizio Lovato – esempio ne è anche la realizzazione del Salone del Mobile a Milano che anche per noi può rappresentare una occasione vista la vicinanza con il capoluogo meneghino. Varese è stata tra le prime città italiane a organizzare un grande evento, in piena sicurezza, come quello dei campionati di canottaggio. Un’iniziativa internazionale che ha portato non solo risultati sportivi ma anche di presenze nei nostri alberghi, circa seimila solo in una settimana. Per questo, grazie anche al proseguimento della campagna vaccinale che nei prossimi mesi farà vedere i suoi frutti, stiamo lavorando ad una serie di iniziative per promuovere il nostro territorio a partire dall’opportunità del turismo di prossimità, la sfida che molte città affronteranno nei prossimi mesi».

Inoltre, le prossime settimane saranno anche l’occasione di promuovere le due grandi mostre in programma nei prossimi mesi. Varese infatti ospiterà presto una grande mostra sulla preistoria, realizzata con i reperti provenienti dal sito Unesco palafitticolo dell’isolino Virginia. In programma anche la mostra sul Giappone grazie a un lascito di libri d’epoca e mappe provenienti da un antico editore giapponese.




Giornata Mondiale della Libertà di Stampa: il 3 maggio giornata dedicata a incontri online sul mondo del giornalismo

VARESE, 27 aprile 2021-L’associazione culturale Territori, in collaborazione con MoreNews e numerose testate italiane e con il contributo della Fondazione CRC, organizza per lunedì 3 maggio, una serie di incontri per attualizzare il significato e l’importanza della libertà di stampa all’epoca dei nuovi media, riflettere sul ruolo della stampa estera in Italia e dell’informazione ai tempi delle limitazioni personali e sociali dovute alla crisi pandemica.

Si tratta di incontri di interesse sia per i giornalisti e gli editori, per approfondire nuovi modelli di business e riflettere sul ruolo della carta stampata e dei giornali on-line ai tempi dell’informazione in tempo reale data dalla globalizzazione e dall’immediatezza di internet, sia per il pubblico generico che vuole approfondire le dinamiche e le ripercussioni dei sistemi su cui si basano le testate, i quotidiani, i profili social e le piattaforme da cui attingono le informazioni e le notizie su cosa succede nel mondo.

La libertà di stampa è una questione quanto mai attuale, e un diritto di cui molti sono spesso privati anche nelle più stabili delle democrazie. La libertà di stampa è la libertà dei cittadini di essere informati, la libertà dei giornalisti di informare e di svolgere il proprio mestiere senza il peso di minacce o di precarietà.

La classifica 2020 realizzata da Reporter Without Borders in merito alla libertà di stampa nel mondo vede l’Italia al 41° posto, dietro tutte le altre maggiori potenze europee e di Paesi in via di sviluppo come Ghana, Namibia e Burkina Faso. Quali sono le cause di questo posizionamento? La crisi sanitaria avrà peggiorato la situazione? I social garantiscono maggiore libertà di informare o minano l’attendibilità di un settore? Ne parleremo con i nostri ospiti lunedì 3 maggio.

Gli incontri saranno fruibili gratuitamente on-line sulle testate del gruppo More News, sul sito web www.giornatalibertadistampa.it e la pagina facebook dell’associazione Territori.

A breve il programma completo degli incontri che inizieranno alle ore 15 del 3 maggio per terminare con cadenza oraria in serata.




Greta Thunberg ha donato 100.000 euro per vaccini ai Paesi poveri

VARESE, 19 aprile 2021-L‘attivista svedese per il clima Greta Thunberg ha denunciato la “tragedia” dell’ineguaglianza dei vaccini e ha donato 100.000 euro dalla sua fondazione al programma Covax per l’accesso globale alle dosi contro il Covid-19. La donazione sosterrà l’acquisto di vaccini destinati alle popolazioni più vulnerabili e agli operatori sanitari in alcuni dei Paesi più poveri del mondo.

“La comunità internazionale deve fare di più per affrontare la tragedia che è la disuguaglianza dei vaccini”, ha detto Thunberg.

Abbiamo i mezzi a nostra disposizione per correggere il grande squilibrio che esiste oggi nel mondo nella lotta contro il Covid-19. Proprio come con la crisi climatica, dobbiamo prima aiutare i più vulnerabili”. Covax, ha aggiunto, “offre il percorso migliore per garantire una vera equità del vaccino e una via d’uscita dalla pandemia”.(ANSA)




La Russia si mobilita ai confini con l’Ucraina: gli Stati Uniti inviano nuove truppe in Germania

VARESE, 13 aprile 2021-Le consultazioni di emergenza della NATO con Kiev e l’annuncio degli Stati Uniti, che invieranno nuove truppe in Germania (500 soldati). Questi i segnali “forti” trasmessi a Mosca martedì, nel tentativo di disinnescare un nuovo conflitto in Ucraina e rispondere alla dimostrazione di forza della Russia.

“Il considerevole rafforzamento militare della Russia è ingiustificato, inspiegabile e profondamente preoccupante”, ha avvertito martedì il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, dopo aver ricevuto il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba. Intanto il capo della diplomazia USA, Antony Blinken, e il segretario alla difesa, Lloyd Austin, si sono consultati a Bruxelles con i loro alleati NATO sulle misure per contrastare Mosca.

Mosca ha accusato martedì la Nato di svolgere attività “minacciose” e ha affermato di essere stata costretta a “prendere misure appropriate”. Il ministro della difesa russo Sergei Shoigu ha detto di aver trasferito “due armate e tre unità di truppe aviotrasportate ai confini occidentali della Russia per esercitazioni” in tre settimane. Non ha specificato il luogo di questo spiegamento. Sarebbero oltre 80’000 gli uomini dislocati al confine ucraino, come mai era successo dall’annessione della Crimea, secondo Blinken.

Dmytro Kuleba ha invitato gli alleati a non essere “presi alla sprovvista” dalla Russia e a fornire “un sostegno molto concreto” all’Ucraina. “Dobbiamo evitare l’errore fatto nel 2014, quando la Russia ha lanciato un’azione rapida nel Donbass e in Crimea, mentre gran parte dell’Occidente stava rimuginando su una risposta”, ha affermato.




Lo storico Radini Tedeschi: “Potere nel Mediterraneo, ecco perché Erdogan cita Mussolini”

VARESE, 12 aprile 2021-Dopo che il premier italiano ha definito Erdogan “Dittatore”, condannando inoltre il comportamento inappropriato che il leader turco avrebbe riservato alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, non ha tardato la reazione di Ankara e del capogruppo in parlamento del partito Akp, Numan Kurtulmus, il quale ha replicato “Se vuoi vedere un dittatore, guarda la tua storia, guarda Mussolini”.

Chiamato a commentare l’accaduto lo storico Daniele Radini Tedeschi dichiara: “Se guardiamo al passato il termine “dittatore”, pietra dello scandalo, non nasceva in senso peggiorativo, ma era stato coniato nell’Antica Roma, in particolare nel periodo della Repubblica (509 a.C. – 27 a.C.). Avevano ricoperto questo incarico, tra gli altri, personaggi del calibro di Marco Furio Camillo, Silla, Giulio Cesare. Il “dittatore” era un magistrato straordinario e plenipotenziario ( summum imperium ) eletto dal Senato, durante periodi difficili.  Pochi sanno inoltre che ancor prima di Mussolini, la parola era stata usata per due patrioti nazionali: Giuseppe Mazzini nella Repubblica Romana del 1849 e Giuseppe Garibaldi, dittatore della Sicilia nel 1860. Solo in luce ad un linguaggio più contemporaneo l’accezione è stata riferita all’autoritarismo e al totalitarismo.

“Al di là del bene o del male- continua poi Radini Tedeschi- l’accostamento della dittatura a Mussolini è tecnicamente improprio poiché il requisito di un Dittatore è agire con pieni poteri, mentre il caso di Mussolini è differente: egli aveva avuto sempre un ruolo subordinato alla Monarchia Sabauda. Il fascismo infatti poggiava su due grandi compromessi: uno con il re e l’altro con la Chiesa, se si considerano i Patti Lateranensi del ’29; per di più alcune istituzioni amministrative e burocratiche dello Stato Liberale continuavano a vivere nel corso del Ventennio. Persino a seguito delle “leggi fascistissime” Mussolini doveva continuare a rispondere del proprio operato -seppur non al parlamento- ancora al re d’Italia”.

E conclude, la nota dello storico: “se il nome di Mussolini è stato fatto dai turchi, è per una ragione ben precisa, finora non messa in luce: il Duce considerava fondamentale, per l’Impero coloniale italiano, il dominio dei mari, quindi del Mediterraneo. E l’Italia di oggi, con nuovi rapporti privilegiati in Libia –recente l’incontro tra Draghi e Abdel Hamid Mohamed Dbeibeh a Tripoli seguito da una ritrovata amicizia – sta diventando un serio problema per la Turchia, che percepisce tale mutamento nei difficili equilibri di potere del “Mare nostrum”. Perché Roma sarà, d’ora in poi, il vero referente di Biden nel Mediterraneo.”




Sofagate, presidio Lega Milano davanti consolato turco per vicenda Von Der Leyen

MILANO, 9 aprile 2021- Presidio della Lega Milano questa mattina a partire dalle 11.15 davanti al consolato turco,con lo scopo di stigmatizzare l’atteggiamento inaccettabile del dittatore turco Erdogan nei confronti della Presidente Von Der Leyen e per ribadire la contrarietà a qualsiasi ipotesi di ingresso della Turchia all’interno dell’Unione Europea.

 




COVID-19 variant spreads to all 50 US states, experts warn of vaccine shortages

NEW YORK april 6, 2021-The highly-contagious variant that first emerged in the United Kingdom has now spread to all 50 states — as experts warn that there are not enough vaccines on hand to prevent it from causing another surge in cases.

More than 15,000 cases have already been detected across the US of the B117 variant, which is believed to be more transmissible and deadlier than previous versions, CNN reported.

“America appears to be done with the pandemic. The virus is not done with us,” Dr. Michael Osterholm, director for the Center for Infectious Disease Research and Policy at the University of Minnesota, told the outlet.

While vaccines are effective against the variant, they’re not being rolled out quickly enough to stop it.

“We are not going to have enough vaccines, the way we are going, into the arms of enough Americans over the course of the next six to 10 weeks with this surge that we are going to stop it,” Osterholm said. “It’s just simply not going to happen.”

“America appears to be done with the pandemic. The virus is not done with us,” Dr. Michael Osterholm said.
(Glen Stubbe/Star Tribune via Getty Images)

Osterholm said vaccination efforts should focus on getting as many first doses of shots to Americans as possible.

“Right now with the surge that’s about to occur, this is what we want to do right now is get as many people protected as we can so they don’t get severe illnesses, hospitalizations and death,” Osterholm said.

But Dr. Anthony Fauci has cautioned against delaying second doses in order to prioritize getting as many shots in arms as possible.

“You’re in a tenuous zone if you don’t have the full impact,” the director of the National Institute of Allergy and Infectious Diseases said of not receiving the full vaccine regimen.

“So there is some merit to the arguments that are made. But right now, given the number of vaccines we’re able to give every day, literally every day that goes by, we get closer and closer to where we want to be.” (nypost.com)




Unicef e rapporto migranti: nel 2020 raggiunti oltre 6.000 bambini e giovani migranti e rifugiati in Italia

VARESE, 25 marzo 2021 – Il 2020 ha posto nuove sfide alla protezione e inclusione di bambini e adolescenti migranti e rifugiati. La pandemia da COVID19 ha infatti esacerbato i rischi sanitari, aumentato le difficoltà nell’accesso ai servizi, l’esposizione al rischio di sfruttamento e violenza. Questo è il quadro descritto dal Rapporto annuale 2020 – Programma dell’UNICEF a sostegno dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati in Italia lanciato oggi. Lo scorso anno sono sbarcati in Italia via mare oltre 34 mila migranti[1]. Di questi, il 5% erano minorenni accompagnati, il 14% arrivati soli, senza figure familiari di riferimento (circa 4.600)[2]. Un dato in aumento rispetto ai 1.600 arrivi di bambini e adolescenti soli registrati nell’anno precedente, e che si somma agli oltre 70 mila bambini e adolescenti non accompagnati già sbarcati nelle nostre coste dal 2014 al 2019. Secondo dati ufficiali, in totale, i minorenni non accompagnati presenti in Italia a fine 2020 erano circa 7.000[3], l’87% con un’età compresa tra i 16 e i 17 anni, principalmente provenienti dalla rotta balcanica, Nord Africa, e Asia.

Sebbene il contesto italiano disponga di un solido quadro normativo per la protezione di bambini e adolescenti, permangono lacune nel sistema d’accoglienza, come la disparità negli standard di accoglienza o dei servizi di supporto e nell’accesso a questi ultimi da parte dei minori non accompagnati o di altri gruppi vulnerabili e a rischio di esclusione.  Stessa disomogeneità si riscontra nei percorsi di istruzione e formazione e nei processi di ascolto dei minorenni e giovani migranti e rifugiati. Infine, persiste il bisogno di una formazione specifica per gli operatori sociali a contatto con giovani in condizioni di vulnerabilità.

Per rispondere a queste sfide, nel 2020 l’UNICEF è intervenuta a fianco delle istituzioni raggiungendo oltre 6.000 minorenni e giovani migranti e rifugiati e circa 1500 operatori con interventi diretti:

  • 3.600 minorenni e giovani sono stati supportati con servizi di protezione tra cui il supporto psico-sociale, l’accesso a forme di affido familiare e il supporto legale individualizzato;
  • 1.400 hanno avuto accesso a servizi di prevenzione e risposta alla violenza di genere;
  • Circa 1.000 minorenni hanno avuto accesso a programmi di sviluppo delle competenze;

Tra le azioni online: 

  • Oltre 1.500 operatori sono stati formati online sulla protezione dei minori e risposta alla violenza di genere;
  • Oltre 5600 giovani hanno espresso la propria voce tramite la piattaforma U-Report on the Move.
  • Oltre 40 mila i minorenni e giovani raggiunti con informative;

Nel 2020, oltre alle costanti sfide legate al bisogno di protezione e inclusione sociale, l’UNICEF ha risposto anche ai bisogni specifici legati alla pandemia da COVID-19 con un focus sui soggetti più vulnerabili, i minorenni e giovani al di fuori del sistema d’accoglienza garantendo la presenza di team mobili per screening medici e distribuzione di kit igienici, oltre che con la diffusione di informazioni salvavita sulle misure di prevenzione e contrasto alla diffusione della pandemia. Inoltre, il COVID-19 ha esacerbato i rischi di sfruttamento e violenza soprattutto nel caso di bambine, ragazze e donne. L’UNICEF ha rafforzato quindi l’intervento a favore di questi gruppi e potenziato inoltre il processo d’ascolto e risposta durante l’emergenza per capire la percezione, le paure e i desideri di bambini e adolescenti. Tra i risultati:

  • 2.400 migranti e rifugiati raggiunti con screening medici, pre-triage e attività di orientamento; oltre 2.800 con la distribuzione di materiale igienico;
  • 1.250 giovani sono stati raggiunti con percorsi formativi di e-learning;

Tra le azioni online:

  • Oltre 160 mila persone raggiunte con messaggi-chiave sul COVID-19 adattati alle esigenze linguistiche, culturali, di età e di genere; 95.000 persone hanno ricevuto informazioni sui rischi specifici connessi alla violenza di genere durante la pandemia;
  • Oltre 2.000 adolescenti, inclusi migranti e rifugiati, sono stati ascoltati durante il lockdown sulle loro prospettive per il futuro post Covid-19. 7 mln di utenti sono stati raggiunti attraverso una campagna di comunicazione nata per dare voce ai bisogni individuati e promuovere messaggi positivi contro la discriminazione e la xenofobia, per un futuro più equo e solidale.

“La protezione dei minorenni vulnerabili, tra cui migranti e rifugiati, deve restare una priorità dell’agenda politica– afferma Anna Riatti, Responsabile del programma di risposta dell’UNICEF a favore dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati in Italia – La pandemia continua a porre importanti sfide e oggi più che mai è necessario rafforzare i meccanismi di ascolto, protezione e contrasto alla violenza, l’inclusione socio-economica, raggiungere i minori fuori dal sistema d’accoglienza, e identificare vie d’accesso sicure per ragazze e ragazzi che lasciano i loro Paesi d’origine”.

“I risultati raggiunti lo scorso anno dall’UNICEF mostrano la grande capacità di risposta dell’Organizzazione nel suo complesso anche nei confronti di una grave situazione sanitaria che ha cambiato e sta cambiando le vite di tutti. L’UNICEF continuerà a lavorare mettendo in primo piano i bambini e gli adolescenti, con l’obiettivo di realizzare il superiore interesse del bambino riconosciuto dalla Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030”, ha dichiarato Carmela Pace, Presidente del Comitato Italiano per l’UNICEF.